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sabato 31 gennaio 2015

Lo Sapevate Che: Tutto è iniziato con una omelette sbagliata...



La valanga uscì da due uova scivolate dalle mani della cuoca e sfracellate sul marmo del ripiano di cucina. “Oh, bontà divina – si strinse nelle spalle la signora – ci saranno sempre altre uova”. Era un inverno di sessant’anni or sono, quando Julia Mc Williams sposata Child tentò il primo tele show di cucina friggendo un’omelette in diretta, negli studi di una piccola stazione pubblica di Boston. Cominciò con un piccolo disastro e lo scetticismo del direttore della stazione televisiva che aveva accettato di mandare in onda mezz’ira di lezioni culinarie (..). Ma se tutto sgorgò da quelle uova, ben diverso è il mondo al quale questa esondazione di padelle e padelline che volevano imparare i segreti della cucina francese, allora dominante come tutto ciò che Jacqueline Bouvier Kennedy aveva imposto, dai tailleur ai profumo, con la sua francofilia. Speravamo, osservando quella elegante donnona di un metro e 88 centimetri di statura, di salvare i propri fornelli, e magari il proprio matrimonio, dalla inappetibile tirannide dei polpettoni e delle patate. Naturalmente non avvenne, come non sta avvenendo oggi.(…) Nancy Beresford, giornalista specializzata in recensioni di ristoranti e di “foof dhow”, ha tentato anche di spiegare le almeno otto ragioni per le quali essi sono completamente improbabili e a volte pericolosi: 1) Le signore truccatissime che spignattano davanti alla telecamera non portano mai un grembiule, senza che mai uno schizzo, una macchiolina, un  frammento sporchino le loro mise eleganti. 2) Usano una batteria di gadget, macchine, pentole, utensili che nessuno può permettersi, anche ammesso che in una vera cucina si trovasse poi lo spazio per riporli. 3) Hanno a disposizione forni, fornelli, piani di cottura e assistenti che noi mortali ci sogniamo. $) Vi spiegano che disossare un pollo o pulire un pesce intero è un esercizio elementare. 5) Raccontano che in una mezz’ora, mentre gli ospiti a cena sorseggiano un aperitivo (naturalmente preparato da loro) in soggiorno, sfornano antipasti, primi, contorni, piatti principali e dessert che serviranno serene e orgogliose ai commensali entusiasti e plaudenti. 6) Inducono dolorosi complessi di inferiorità in chi osserva e non riuscirà mai, non potendo fare pratica molte ore al giorno, a tagliare una cipolla o saltare in padella come loro.
7)  Hanno a portata di mano, già distribuiti in graziose ciotoline, spezie, odori, ingredienti esotici che nessuna persona normale potrebbe acquistare in una sola spesa o sarebbe condannata a buttare via, se anche li trovasse tutti. 8) Fanno generici cenni alle dosi, un pizzico di questo e un pugnetto di quello, che loro, da professionisti, danno per scontati, ma dai quali dipende inesorabilmente in risultato. Dunque, non si angoscino le signore che ancora hanno il tempo e la voglia per cucinare e non le tormentino i maschi con paragoni impossibili. Se proprio “lui” dovesse polemizzare con la sua “lei” non all’altezza di quei divi del fornello, Nancy offre alle signore un consiglio deliziosamente osceno (fermate qui i minori di 90 anni): “Sintonizzatevi su un canale che trasmette film porno e poi chiedete a lui: ma come mai, amore, tu non sei come quello?”.
Vittorio Zucconi – Donna di Repubblica – 24 gennaio 2015 -

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