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martedì 27 gennaio 2015

Lo Sapevate Che: Censura...



L’Agcom “ si sta trasformando in un poliziotto mondiale di Internet”. E’ l’accusa che gli attivisti per la libertà della Rete muovono all’Autorità garante della comunicazione dopo aver scoperto che, dopo gli interventi della stessa Agcom, alcuni siti stranieri accusati di violare il diritto d’autore hanno eliminato da Internet parte dei propri contenuti. La questione è scoppiata a seguito del regolamento di cui Agcom si è dotata dal 32 marzo scorso: su denuncia dei detentori di diritto d’autore, l’Autorità può avviare procedimenti contro siti Web, arrivando a chiedere la rimozione dei contenuti o rendendoli inaccessibili, con una sanzione fino a 250 mila euro. Agcom finora si è occupata di circa 150 siti: all’inizio erano solo italiani o usati da italiani, ma negli ultimi mesi le azioni si sono estese anche a siti stranieri (..) sconosciuti da noi(..). Dopo aver ricevuto la lettera di Agcom, questi siti hanno rimosso i contenuti indicati, che quindi sono spariti da Internet: l’effetto vale per il mondo intero e non solo per gli utenti italiani. “Il sospetto è che attraverso Agcom L’Italia sia diventata uno strumento delle lobby americane per il diritto d’autore. Che possono così eliminare da Internet file utilizzati dal pubblico americano, aggirando le leggi Usa”, dice Fulvio Sarzana, avvocato esperto di Internet e tra gli avversari del regolamento Agcom. (..). In Italia invece un’Autorità amministrativa e di nomina politica si è auto assegnata il diritto di oscurare pezzi di Web senza un provvedimento giudiziario e senza possibilità di difesa davanti a un magistrato . Per questo sul regolamento pende un ricorso di costituzionalità. Secondo Sarzana non è difficile vedere dietro tutto questo la lunga mano dell’industria dell’entertainment: Columbia, Disney, Twentieth Century Fox, Warner Bros, Universal, Paramount.(..). Finora Agcom ha avviato solo il 41 per cento dei suoi provvedimenti contro siti con server in Italia, anche se negli altri (sottolinea l’Autorità) non mancano “siti intestati a soggetti italiani” o visitati dall’Italia. (..) Tra i siti presi di mira ce n’è perfino uno russo, in cirillico.  Alla nostra domanda sulle modalità usate per comprenderne i testi (un traduttore automatico o un interprete professionista?) e sugli eventuali soldi pubblici utilizzati allo scopo, l’Autorità non ha risposto, limitandosi a notare che c’erano anche “brani di Zucchero e Vasco Rossi”: Ascoltati però solo da internauti russi.
Alessandro Longo – Attualità – Agcom - L’Espresso – 22 gennaio 2015 -

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