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venerdì 23 gennaio 2015

Lo Sapevate che: Tre lecca lecca al giorno prima dei pasti (che dieta!)...



I risultati di una recente indagine sulla popolazione femminile fanno rabbrividire: le donne trascorrono in media 31 anni della loro vita a dieta e, arrivate a 45 anni, hanno già sperimentato, e archiviato, qualcosa come 61 diverse tecniche dimagranti.Molte sono insensate. Pensavamo di conoscerle tutte, o quasi, e invece avevamo dimenticato la più capricciosa, a cominciare dal nome:  la dieta del lecca lecca antifame. Dopo l’overdose di panettone-torrone-Pndoro che ha funestato le nostre vacanze natalizie, l’idea di dimagrire col lecca lecca può sembrare una beffa (e probabilmente lo è). Un’ombra di fondamento scientifico potrebbe tuttavia esserci, a giudicare dalle componenti che vanta questa caramella da passeggio: l’hoodia (estratto di una pianta sudafricana nota anche come catus antifame), il citrimaz  (ricavato dalla buccia del frutto di Garcinia Cambogia, pianta tropicale della giungla asiatica) e infine il ben più noto guaranà, fonte naturale di caffeina. I lecca lecca così composti, ovviamente senza zucchero aggiunto, vanno consumati prima dei pasti, tre al giorno. Contenendo sostanze naturalmente anoressizzanti, avrebbero il pregio di ridurre l’appetito, di dare un senso di sazietà ancora prima che ci si sieda a tavola e di soddisfare quella voglia di dolce che può diventare lancinante proprio durante le diete. Che business l’ansia di dimagrire. Il lecca lecca antifame, dieci calorie cadauno, è disponibile in una fantasiosa varietà di gusti che vanno dal cappuccino al cheescake, dalla torta di mele e fragole e panna. Una moda passeggera? l’ennesima trovata dietetica antieducativa? I nutrizionisti sono scettici per l’assenza di solide prove scientifiche sulle reali proprietà dimagranti di questo lecca lecca e per alcuni possibili rischi epatici collegabili all’uso di ho odia. La lollipop diet viene dagli Stati Uniti ed è stata resa celebre da personaggi come Paris Hilton e Britney Spears (il che è quanto basta per tenersene lontano).
Laura Laurenzi – Il Venerdì di Repubblica – 16 gennaio 2015 -

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