Etichette

mercoledì 28 gennaio 2015

Lo Sapevate Che: Contro l'ipocrisia del dibattito sul fumo rileggiamo Cechov...



La trovata di vietare il fumo nei film mi ha ricordato il celebre e straordinario Sui danni del tabacco di Anton Cechov, dove l’oratore Njuchin, incallito tabagista costretto dalla moglie a tenere la conferenza, finisce per denunciare l’ipocrisia che regola la società intera in cui vive e dalla quale cerca di fuggire ogni giorno fra nuvole di fumo e più abbondanti dosi di vodka. Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha poi virato dalla proposta di legge al semplice indirizzo o suggerimento ai registi, ma questo poco importa. E’ interessante piuttosto capire come sia maturata un’idea così bizzarra e integralista, contro la quale si sono sollevati per una volta all’unanimità gli artisti del cinema italiano, da Martore a Sorrentino, da Virzi a Salvatores, da Lucchetti a Muccino. Negli ultimi pochi anni e anche mesi, la situazione negli ospedali pubblici è rapidamente precipitata a causa di montagne di tagli che dovevano essere mirati contro sprechi e sono stati tagliati ovunque i farmaci salvavita, a Milano non si trova più un posto letto neppure per i casi più gravi, in molte regioni le liste di attesa per una mammografia, con tutta la propaganda sull’importanza della prevenzione, si sono allungate fino a due o tre anni. Spostare l’attenzione sulla sigaretta perenne del Jep di la grande bellezza può essere una conveniente furbata, come un tempo parlare del ritorno del grembiulino invece che del crollo dei tetti sulle teste degli alunni. L’altra ipocrisia è l’intransigenza su un solo tema. Che il fumo faccia male ormai lo hanno capito tutti. Neppure i fumatori incalliti tornerebbero mai ai ristoranti, bar,vagoni di treno ciminiere di un tempo. Forse, a questo punto, sarebbe più utile concentrare gli sforzi su altro, come l’alimentazione a base di chimica, l’abuso di farmaci e le emissioni industriali. E’ il modello Usa. Dove, senza una carta di credito, o un certificato di assicurazione privata, le ambulanze non ti caricano neppure, ma accendersi una sigaretta in strada è un delitto contro l’umanità. Dall’America, infatti, arriva la proposta di proibire le sigarette nei film, alla quale molti hanno già risposto, statistiche alla mano, che forse bisognerebbe anche vietare gli spettacolari inseguimenti in auto, le abbuffate nei fast food e le solite decine di morti crivellati di colpi, vista l’incidenza sulla mortalità di incidenti stradali, cattiva alimentazione e mercato delle armi. Come hanno scritto i registi: signori della sanità, fate i bravi, fate il vostro mestiere.
Curzio Maltese – Contromano – Il Venerdì di Repubblica – 23 gennaio 2015 -

Nessun commento:

Posta un commento