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sabato 10 gennaio 2015

Lo Sapevate Che: Basta scuse, svalutiamo l'euro.....



Difficile dire dove e quando si fermerà questo calo spettacolare del prezzi petroliferi e del gas. Ma è arduo immaginare che vi possano essere presto recuperi tali da annullare del tutto i margini di risparmio di cui stanno beneficiando le bollette energetiche dei paesi importatori, a cominciare da quelli dell’Europa continentale: Germania e Italia fra i primi. I fattori dell’origine di questa bonaccia mercantile appaiono, infatti, tutt’altro che passeggeri nel breve-medio termine. In campo c’è l’autonomia energetica raggiunta dagli Usa con le estrazioni di “shale oil” e di “shale gas” ma anche il rallentamento economico di un paese come la Cina per non dire della scelta del gigante saudita di non ridurre la propria produzione di barili. Tutti elementi che concorrono a una sovrabbondanza dell’offerta sulla domanda con le conseguenze che si registrano ormai di settimana in settimana sui prezzi.(…). Ora la Situazione appare rovesciata: ancorché un po’ indebolito l’euro continua a oscillare su livelli di cambio insufficienti a promuovere significativamente l’export, mentre l’onere dell’import di gas e petrolio si è ridimensionato in termini rilevanti per i fattori esogeni sopra richiamati. E non basta: il vistoso calo della bolletta energetica – dato l’effetto pandemico degli idrocarburi sulla dinamica generale dei prezzi – sta pure rendendo sempre più corposa la minaccia di una caduta dell’intero blocco di eurolandia nella trappola di una deflazione che, per altro, già comincia ad allignare in alcuni paesi fra cui il nostro. Abbiamo Assistito in questi anni (e continueremo anche nei prossimi ) a una guerra, non dichiarata e però tenacemente combattuta, sul terreno  dei cambi che ha visto in prima linea soprattutto Stati Uniti e Cina. L’Europa della moneta unica vi ha giocato finora un ruolo da comparsa. E non solo a causa dei limitati poteri della sua banca centrale, la quale ha fatto ciò che poteva portando quasi a zero i tassi.(…). Ora però la caduta dei prezzi energetici ha capovolto il quadro delle convenienze sarebbe un imperdonabile suicidio economico continuare sulla strada di una sostanziale subordinazione alle mosse altrui. A questo punto, governi e banca centrale devono fare tutto il possibile (e l’impossibile) per spingere al ribasso le quotazioni dell’euro sul mercato dei cambi. Non è saggia cautela ma la fuga dalle responsabilità attendere che siano altri a cavare le nostre castagne dal fuoco ovvero che sia la Fed (chissà poi quando) ad alzare i tassi sul dollaro per ottenere così un ridimensionamento della valuta europea. L’opportunità favorevole offerta dai prezzi dell’energia va colta senza indugi prima che la finestra ora spalancata cominci a richiudersi. Per forzare questo passaggio occorre spingere la domanda per consumi, realizzare in piano di investimenti meno evanescente di quello che va sotto il nome di Junker e, infine , liberare Mario Draghi dalle manette che Berlino e Bundesbank vorrebbero tenere ai suoi polsi. Occorre, insomma, guardare in faccia l’incresciosa realtà di un’Europa che per salvarsi si trova dinanzi – è la terza volta in cent’anni – allo stesso problema: sconfiggere la Germania.
Massimo Riva – Avviso ai naviganti – L’Espresso – 30 dicembre 2014 -

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