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venerdì 23 gennaio 2015

Lo Sapevate che: Dopo la strage di Parigi ora sono tutti quasi amici...



Con la morte dei vecchi ragazzi di Charlie Hebdo scompare un pezzo, il più allegro, della nostra giovinezza. Scompare del tutto il fantasma della libertà. per usare un titolo di un loro autore di culto. Luis Bunuel aveva previsto tutto anche l’avvento di un terrorismo religioso, ispirato a testi sacri. Nel suo ultimo film Quell’oscuro oggetto del desiderio del 1977, epoca segnata dalla violenza politica. Il grande maestro faceva uccidere i suoi protagonisti da un attentato dell’Armata Rivoluzionaria del Bambin Gesù. Nella redazione di Charlie Hebdo amavano un’altra scena del genio surrealista di Bunuel, la fucilazione del papa da parte di una brigata anarchica in La via lattea. Una scena che oggi non verrebbe neppure in mente di girare a nessun regista di cinema. Naturalmente, al posto dei fucili, loro usavano matite colorate. Questo per dire del mondo culturale in cui erano cresciuti i padri fondatori di Charlie, formati intorno al ’68, un mondo dove si poteva e si doveva mettere in dubbio e anche irridere qualsiasi forma di potere, soprattutto nella sua presunzione di sacralità. Ma non erano soltanto reduci sessantottini, erano gli ultimi eredi di un grandioso pensiero illuminista, i nipoti di Swift e Voltaire. Ho conosciuto Wolinski tanti anni fa, grazie al solito Oreste del Buono, a un incontro di satira internazionale. C’era anche una nutrita rappresentanza di vignettisti di Paesi islamici, egiziani, algerini, iraniani, pakistani, che parlavano degli iman come italiani e francesi dei nostri preti. Chissà dove sono finiti ora, se in carcere o al cimitero. Ci siamo dimenticati in tutti questi anni di stupida, presunta guerra di civiltà di quanta società civile nell’area islamica ha lottato e sofferto e pagato con la galera o la vita contro la marea montante del fanatismo. Il più straordinario fim di denuncia contro la follia omicida di Al Quaida Timbuktu, non è forse opera di un regista mauritano? A questa comunità mondiale di uomini liberi appartenevano in vita Cabu, Charb, Tignous e Wolinski. A parte il dolore, è dura vederli arruolati da morti come eroi di una guerra alla quale non avrebbero mai partecipato, da parte di politici che li detestavano da vivi. Usati per operazioni di marketing, come le vendite di best seller islamofobi dove si ipotizza nel 2022 l’ascesa all’Eliseo di un presidente musulmano. Non accadrà, tranquilli. Piuttosto andrà al potere il lepenismo e allora Al Qaida festeggerà la creazione di migliaia di cellule terroristiche. Qualsiasi terrorismo lavora per il peggio. Il brigatismo uccideva magistrati di sinistra, non piduisti. La jihad non spara ai razzisti che organizzano la caccia all’arabo, ma alle persone libere armate di una penna.
Curzio Maltese – Contromano – Il Venerdì di Repubblica – 16 gennaio 2015 - 

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