Etichette

martedì 31 agosto 2021

Speciale: Menù del 31 agosto e buon pranzo a tutti!

 

Sono un sensibile. Mi commuovo anche per i moscerini schiacciati sul parabrezza delle automobili.” Enzo Iacchetti

 

 

Fonduta Valdostana con Formaggi

Per 4 persone

 

Tagliate a piccoli dadini 400 gr. di fontina valdostana, metteteli in un recipiente di terracotta, copriteli di latte e fateli riposare per almeno 4 ore.

Poi prelevate la fontina con una schiumarola e sgocciolatela bene. Eliminate il latte, rimettete il formaggio nel recipiente, unite 30 gr. di burro e mettete sul fuoco a bagno maria.

Fate fondere la fontina mescolando con un cucchiaio di legno. Quando il formaggio comincerà a filare, incorporate 4 uova, uno alla volta e una macinata di pepe bianco. Versate la fonduta in ciotole individuali e servitela con fettine di pane tostate leggermente. Sulla superficie si può distribuire lamelle di tartufo bianco o nero.

 

 

 

Frittelle di Farina di Ceci e Insalatina mista

Per 4 persone

 

400 gr di farina di ceci, 5 cucchiai di prezzemolo tritato molto finemente, olio evo, sale, pepe nero (a piacere)

 

Versare 1 lt e mezzo di acqua in un frullatore, unire la farina di ceci e frullare il tutto, aggiungendo, se necessario, altra acqua sino a formare una liquida pastella. Versare il composto in una casseruola, regolare di sale e di pepe (facoltativo); portare lentamente ad ebollizione mescolando continuamente con una frusta. Proseguire la cottura per 20 minuti, sempre mescolando, sino a quando la pastella risulti molto densa, morbida ed omogenea. Togliere dal fuoco, aggiungere il prezzemolo e mescolare. Ungere con olio una teglia bassa e capiente o la piastra del forno, versarvi

la pastella distribuendola bene con l’aiuto di una spatola che formi uno spessore di 5mm. Lasciare raffreddare completamente. Con un coltello tagliarla a corte strisce o quadrati. In una capiente padella portare abbondante olio in ebollizione e far friggere le frittelle, poche alla volta, finché siano dorate da entrambe i lati. Prelevarle dall’olio con un mestolo forato e posarle su carta da cucina a perdere l’olio in eccesso. Servirle calde. Buonissime! Accompagnate da un piatto di insalata mista-

 

 

 

Charlotte di Pere

Per 6 persone

 

Ingredienti:

 

350 gr di biscotti savoiardi, 800 gr di pere a pasta morbida, 60 gr di burro, 2 cucchiai di Cognac, 3 tuorli d’uovo, succo  di limone, la buccia di ½ limone, 100 gr di zucchero, 3 dl di latte, 50 gr di farina, una bustina di vanillina, zucchero a velo.

 

Lavare e pelare le pere. Tagliarle a metà e togliere il torsolo interno. Ridurle a piccoli tocchetti e farle rosolare in una padella con 30 gr di burro. Farle raffreddare e frullare metà di esse. In una casseruola mettere il latte e una buccia di limone e portare ad ebollizione. In una scodella lavorare i tuorli d’uovo con lo zucchero, aggiungere la bustina di vanillina mescolata alla farina e poi, versare nel composto, a filo, il latte prima portato a bollore. Versare il composto ottenuto in una casseruola, metterla sul fuoco a fiamma dolce e sempre mescolando portare a ebollizione, facendo cuocere la crema per 6 minuti, sempre mescolando. Togliere dal fuoco e unire alla crema il residuo burro, le pere frullate e i 2 cucchiai di Cognac, mescolare delicatamente. Foderare uno stampo da charlotte con i biscotti savoiardi, Versarvi uno strato di 2,5 cm di mousse di pere, distribuirvi sopra un poco di cubetti di pere al burro e ricoprire con biscotti savoiardi; continuare con strati di mousse, cubetti di pere e savoiardi sino al riempimento dello stampo, terminando con i savoiardi. Premere leggermente con il palmo delle mani la superficie del dolce, coprirlo con pellicola e tenerlo in frigorifero per 2 ore. Al momento di servire, sformare il dolce su un piatto da portata e cospargerlo con lo zucchero a velo.

Lo Sapevate Che: Enzo Iacchetti: È un attore, comico e showman. Lui ed Ezio Greggio sono i conduttori storici del tg satirico Striscia la Notizia. Molto attivo a teatro


Sono un sensibile. Mi commuovo anche per i moscerini schiacciati sul parabrezza delle automobili.” Enzo Iacchetti

 

Sorrisi beffardi

Enzo Iacchetti - il vero nome è Vincenzo - nasce a Castelleone (in provincia di Cremona) il giorno 31 agosto 1952.

Debutta come attore comico nel 1979 al Derby Club di Milano, luogo che lancia numerosi artisti i quali ottengono negli anni grande notorietà.

Fino al 1985 Enzo appare al Derby con costanza mettendo in scena spettacoli assieme a Francesco SalviGiorgio Faletti, Valdi, Giobbe Covatta, Malandrino e Veronica, I Gatti di Vicolo Miracoli.

Come molti suoi colleghi approda in televisione, dove fino ai primi anni '90 lavora in numerosissime trasmissioni tra Rai, Mediaset e Telemontecarlo.

Dal 1986 al 1989 è tra i comici di "Sportacus" su Odeon TV, "Fate il vostro gioco" e "Tiramisù" su Rai Due, "Banane" su Telemontecarlo. Nel 1993 "Dido Menica" su Italia 1 e nel 1994 "Italia Firza" su Telemontecarlo, e "Giro d'Italia" su Italia 1.

Nel 1990 inizia la sua collaborazione con il Maurizio Costanzo Show, dove presenta le sue poesie e "canzoni bonsai", raccolte in un album nel 1991.

Nel 1994 conduce il noto tg satirico di Canale 5 "Striscia la notizia", insieme a Ezio Greggio: il sodalizio artistico prosegue per molte stagioni, ottenendo sempre un successo strepitoso.

Nel 1995 Iacchetti è testimonial dei grandi magazzini Standa. L'anno dopo con Lello Arena interpreta la sit-com di Antonio Ricci "Quei due sopra il Varano", e i film per la tv "Come quando fuori piove" (regia di Bruno Gaburro) e "Da cosa nasce cosa" (regia di Andrea Manni).

Conduce poi con Lorella Cuccarini "La stangata - Chi la fa l'aspetti!" (1995/1996).

Per la regia di Andrea Manni, produce e realizza il programma televisivo "Titolo", di cui è protagonista assoluto. Ancora con Ezio Greggio è protagonista di "Benedetti dal Signore", una mini serie di quattro puntate che nel 2004 viene premiata con un Telegatto.

Dal 2004 al 2007 è protagonista con Natalia Estrada della sit-com "Il mammo".

Dal 1998 al 2001 partecipa saltuariamente come ospite a "Quelli che il calcio" su Raidue.

Dal 2001 al 2006 vive una storia d'amore con Maddalena Corvaglia, ex velina di "Striscia la Notizia", conosciuta proprio in tale ambito.

Nell'autunno 2008 è protagonista della sit-com su Italia 1 "Medici miei" con Giobbe Covatta, mentre nel 2009 debutta come cantante con il disco "Chiedo scusa al signor Gaber", disco di cover di canzoni di Giorgio Gaber ricantate con nuovi arrangiamenti, pubblicato il 16 ottobre.

Sono anche numerose e pregevoli le esperienze teatrali di Enzo Iacchetti. Ne citiamo alcune: protagonista di due farse prodotte dal Teatro dei Filodrammarici di Milano di Dario Fo, nel 1989/1990;

"Troppa salute" (1991, di Enzo Iacchetti); "Puccini music comic show" (1993, con Antonio Albanese); "Gulliver", monologo per voce e fiati tratto dall'opera di Jonathan Swift (1994); "Risate al 23° piano" (1999/2000, di Neil Simon); "Provaci ancora Sam" (2001/2002, di Woody Allen); "The producers" (2005/2006, di Mel Brooks).

https://biografieonline.it/foto-enzo-iacchetti#foto-enzo-iacchetti-3

 

Lo Sapevate Che: Richard Gere: è uno degli attori di maggior fascino ed è considerato un sex symbol tra i più amati dal pubblico femminile

La verità nel cinema ha anche bisogno di fiction per una maggiore libertà.” Richard Gere

 

 

Beato fra le donne

Attore dalla sensualità leggendaria, un tipo che più invecchia più diventa sexy ed attraente (tanto è vero che nel 1999, all'alba dei cinquant'anni, la celebre rivista "People" lo ha insignito del titolo di "uomo più sexy del pianeta"), Richard Gere nasce a Syracuse, New York (USA), il 31 agosto del 1949. Figlio di agricoltori, durante il liceo si distingue come campione di ginnastica e suonatore di tromba.

Animato da forte curiosità e da una volontà di ricerca si iscrive alla facoltà di filosofia dell'Università del Massachusetts ma dopo poco abbandona per dedicarsi alla sua passione divorante: il teatro. Con il tempo la recitazione diventa un'attività a tempo pieno e Richard ha modo di sbarcare il lunario con piccole compagnie che, per quanto povere e malmesse, gli danno la preziosa opportunità di sperimentarsi al massimo e di imparare utili lezioni.

Non a caso appena si presenta l'occasione importante il bell'attore si fa trovare pronto. E in America, "occasione" in teatro, si sa, ha un nome ben preciso: Broadway. La piece a cui gli capita di collaborare è "Grease", e il successo riscontrato è clamoroso. Il passo da lì al cinema è breve. Nel 1975 debutta in "Rapporto al capo della polizia" e due anni dopo è magistrale nel delineare il ritratto di un giovane dissoluto in "In cerca di Mr. Goodbar".

Come ha ben scritto la critica cinematografica, da questo momento in poi Gere «precisa già quelle che saranno le caratteristiche essenziali dei suoi personaggi futuri. Alto, il volto dai lineamenti regolari, un fisico atletico, d'ora in poi darà vita, perlopiù a figure di anti-eroi inquieti, spesso degli outsider, dotati di un forte sex-appeal. Dopo i primi successi ("I giorni del cielo", "Una strada chiamata domani", "Yanks") raggiunge la popolarità internazionale nel 1980, grazie all'ottimo "American gigolò", consacrandosi come il nuovo sex-symbol del cinema americano degli anni '80».

Ma una volta consolidato nella figura che lo star system gli assegna (nei popolari "Ufficiale e gentiluomo", "All'ultimo respiro", "Il console onorario", "Cotton club"), cominciano per l'attore le difficoltà. Eroico e spaccone anche in ruoli che ben poco si addicono a queste qualità ("King David" su tutti), Gere viene ben presto schiacciato dal suo arrogante cliche' -vedi pellicole sfortunate quali "Power", "Nessuna pieta'", "Analisi finale" (con Uma Thurman e Kim Basinger) ma anche il noir "Affari sporchi" dove Gere si cala, per la prima volta, nei panni di "villain"-.

Sarà l'inatteso clamoroso successo di "Pretty woman" (con Julia Roberts) che lo riporterà agli onori, se non dell'arte recitativa, della cronaca. Nel 1991 sposa la splendida modella Cindy Crawford: i due divorzieranno dopo solo quattro anni.

Kurosawa ha un buon gioco nel consegnare nelle sue mani poco esperte il personaggio (pretestuoso) di un nippo-americano per "Rapsodia in agosto". Se non persuade nemmeno in "Mr. Jones" o "Sommersby", una maggiore credibilità, sia pure relativa, arriva con "Trappola d'amore". Ma siamo sempre lontani dalla definizione di un vero tipo di attore.

Intanto si converte al buddismo e viaggia per l'Asia. E' in prima fila nella lotta contro l'Aids. I successi ("Il primo cavaliere", "Schegge di paura", "Angolo rosso", "Se scappi ti sposo", "The Jackal", "Autumn in New York") continuano a fioccare. Ci vorrà però un regista del calibro di Robert Altman per donargli una performance (finalmente) ispirata ne "Il dottor T e le donne" (2000).

Legato all'attrice Carey Lowell, nel 2000 è nato il figlio Homer James Jigme. La coppia si è poi unita in matrimonio nel 2002.

Tra i film successivi di maggior rilievo sono da ricordare il pluripremiato musical "Chicago" (2002, di Rob Marshall, soggetto di Bob Fosse, con Renée Zellweger e Catherine Zeta-Jones), "Shall We Dance?" (2004, con Susan Sarandon e Jennifer Lopez), "The Hunting Party" (2007) che racconta di tre giornalisti sulle tracce di Karadzic, introvabile criminale di guerra bosniaco che nella realtà sarebbe stato poi arrestato nel 2008.

Nel 2009 recita nei film "Hachiko - Il tuo migliore amico", e "Amelia" che racconta la vita e l'impresa di Amelia Earhart (interpretata da Hilary Swank).

https://biografieonline.it/foto-richard-gere#foto-richard-gere-9 

Lo Sapevate Che: John Ford: Un pioniere della settima arte e un modello per diversi maestri della regia, su tutti Orson Welles e Akira Kurosawa, con lui il cinema western visse la stagione d'oro

 

Nome: John Martin Feeney
Data nascita: 
1 Febbraio 1894 (Acquario), Cape Elizabeth (Maine - USA)
Data morte: 31 Agosto 1973 (79 anni), Palm Desert (California - USA)

 

Maestro riconosciuto del genere western moderno realizzò, in mezzo secolo d'attività, oltre 130 film. Arrivato a Hollywood, nel 1914, con lo pseudonimo Jack F., diresse una trentina di western tra cui il più riuscito della sua esperienza nel muto, Il cavallo d'acciaio (1924), dove trasformò un una vicenda epica la costruzione della linea ferrata. Passato con disinvoltura al sonoro diresse La pattuglia sperduta (1934) e Il traditore (1935) sulla rivolta antinglese di Dublino, che gli fece guadagnare il primo dei cinque Oscar. Nel 1939 girò il film emblema del western, Ombre rosse, con John Wayne e nello stesso anno ricostruì la giovinezza di Lincoln in Alba di gloria. Nel 1940 con Furore, da un romanzo di John Steinbeck, diresse il film che meglio rappresenta il filone del cinema sociale rooseveltiano, conquistando un secondo premio Oscar. L'anno successivo arrivò il suo quarto Oscar con Com'era verde la mia valle, ambientato in Irlanda. Anche il suo quinto Oscar a 10 anni di distanza giunse con un film di ambientazione irlandese, Un uomo tranquillo (1952). Tra i suoi western meritano una menzione particolare Sfida infernale (1946), Il massacro di Fort Apache (1948), I cavalieri del Nord-Ovest (1949), La carovana dei Mormoni (1950), Sentieri selvaggi (1956), Soldati a cavallo (1959), Il grande sentiero (1964). Un secondo filone importante della sua carriera è stato la trasposizione sullo schermo di racconti e romanzi come La via del tabacco (1941), La croce di fuoco (1947) e via dicendo. Dal 1947 produsse quasi tutti i suoi film, nei quali comparsero sempre gli stessi attori, V. Mac LaglenH. FondaJ. Wayne. Fu forse l'ultimo esponente di un cinema generoso, artigianale, ideologicamente contraddittorio e nutrito di un'ingenuo e sincero idealismo nei confronti dei valori americani.

https://www.mymovies.it/biografia/?r=339

Lo Sapevate Che: Maria Montessori: È stata soprattutto una celebre pedagogista, attiva anche come medico, filosofa e volontaria


La scuola è quell'esilio in cui l'adulto tiene il bambino fin quando è capace di vivere nel mondo degli adulti senza dar fastidio.” Maria Montessori

 

Questione di metodo

Maria Montessori nasce a Chiaravalle (Ancona) il 31 agosto 1870 da una famiglia medio borghese. Trascorre l'infanzia e la giovinezza a Roma dove decide d'intraprendere studi scientifici per diventare ingegnere, un tipo di carriera che a quel tempo era decisamente preclusa alle donne. I suoi genitori l'avrebbero voluta casalinga, come la maggior parte delle donne della sua generazione.

Grazie alla sua ostinazione e all'ardente desiderio di studiare, Maria riesce però a piegare l'ottusità della famiglia, strappando il consenso per l'iscrizione alla facoltà di medicina e chirurgia dove si laurea nel 1896 con una tesi in psichiatria.

Per rendersi ben conto quale sforzo dovette costarle questo tipo di scelta e quali sacrifici dovette intraprendere, basti dire che, nel 1896, diventò la prima dottoressa d'Italia. Da qui inoltre si capisce come gli ambienti professionali in genere, e tanto più quelli relativi alla medicina, fossero dominati dagli uomini, molti dei quali, spiazzati e disorientati dall'arrivo di questa nuova "creatura", si presero gioco di lei arrivando persino a minacciarla. Un atteggiamento che purtroppo ebbe gravi ripercussioni sull'animo si forte tuttavia sensibile della Montessori, che prese a detestare gli uomini o perlomeno ad escluderli dalla sua vita, tanto che non arriverà mai a sposarsi.

I primi passi della sua straordinaria carriera, che la porteranno a diventare un vero e proprio simbolo e un'icona del filantropismo, la vedono alle prese con i bambini disabili, di cui si prende amorevolmente cura e a cui rimarrà affezionata per il resto della sua vita, dedicandovi tutti i propri sforzi professionali.

Intorno al 1900 inizia un lavoro di ricerca presso il manicomio romano di S. Maria della Pietà dove, tra gli adulti malati di mente, si trovavano bambini con difficoltà o con turbe del comportamento, i quali sono rinchiusi e trattati alla pari degli altri malati mentali adulti e in stato di grave abbandono affettivo.

L'eccezionale dottoressa, oltre alla profusione di amore e di attenzione umana che elargisce a queste povere creature, si rende ben presto conto, grazie al suo acume e alla già ricordata sensibilità, che il metodo di insegnamento usato con questo tipo di "pazienti" non è corretto, non è insomma adeguato alle loro capacità psicofisiche e alle loro esigenze.

Dopo numerosi tentativi, anni di osservazioni e prove sul campo, la Montessori arriva così ad elaborare un nuovo e innovativo metodo di istruzione per bambini disabili. Uno dei concetti basilari di questo metodo (che affonda comunque le sue radici all'interno dell'evoluzione del pensiero pedagogico), è centrato sulla constatazione che i bambini hanno fasi di crescita differenziate, all'interno delle quali sono più o meno propensi a imparare alcune cose per trascurarne delle altre. Da qui ecco allora una conseguenziale differenziazione dei piani di studio e di apprendimento, "tarati" sulle reali possibilità del bambino. Si tratta di un processo che oggi può apparire scontato, ma che ha richiesto un'evoluzione degli approcci pedagogici e una riflessione attenta, all'interno di questo pensiero, su cosa sia o non sia un bambino e su quali caratteristiche peculiari una creatura del genere, di fatto, abbia.

Il risultato di questo sforzo conoscitivo porta la dottoressa ad elaborare un metodo di insegnamento del tutto differente da qualsiasi altro in uso all'epoca. Invece dei metodi tradizionali che includevano lettura e recita a memoria, istruisce i bambini attraverso l'uso di strumenti concreti, il che dà risultati assai migliori. Viene rivoluzionato da questa straordinaria didatta il significato stesso della parola "memorizzare", parola che non vienne più legata ad un processo di assimilazione razionale e/o puramente cerebrale, ma veicolata attraverso l'empirico uso dei sensi, che comportano ovviamente il toccare e il manipolare oggetti.

I risultati sono talmente sorprendenti che, addirittura, in una prova controllata da esperti e dalla stessa Montessori, i bambini disabili ottengono un punteggio più alto di quelli considerati normali. Ma se la stragrande maggioranza delle persone si sarebbe ritenuta soddisfatta da un tale risultato, questo non vale per Maria Montessori che viceversa ha una nuova, propulsiva idea (da cui si può ben valutare il suo eccezionale spessore umano). La domanda di partenza che si pone è: "Perché i bambini normali non possono trarre profitto dallo stesso metodo?". Detto fatto, apre allora una "Casa dei Bambini" nelle borgate di Roma, uno dei suoi primi centri.

Ecco cosa scrive, a proposito, un documento redatto dallo stesso Istituto Montessori:

Secondo Maria Montessori la questione dei bambini con gravi deficit si doveva risolvere con procedimenti educativi e non con trattamenti medici. Per Maria Montessori i consueti metodi pedagogici erano irrazionali perché reprimevano sostanzialmente le potenzialità del bambino invece di aiutarle e farle emergere ed in seguito sviluppare. Ecco quindi l'educazione dei sensi come momento preparatorio per lo sviluppo dell'intelligenza, perché l'educazione del bambino, allo stesso modo di quella del portatore di handicap o di deficit, deve far leva sulla sensibilità in quanto la psiche dell'uno e dell'altro è tutta sensibilità. Il materiale Montessori educa il bambino all'autocorrezione dell'errore da parte del bambino stesso ed anche al controllo dell'errore senza che la maestra (o direttrice) debba intervenire per correggere. Il bambino è libero nella scelta del materiale con il quale vuole esercitarsi quindi tutto deve scaturire dall'interesse spontaneo del bambino. Ecco quindi che l'educazione diviene un processo di auto-educazione ed auto-controllo."

Maria Montessori è stata anche scrittrice e ha esposto i suoi metodi e i suoi principi in numerosi libri. In particolare, nel 1909 pubblica "Il metodo della pedagogia scientifica" che, tradotto in numerosissime lingue, darà al metodo Montessori una risonanza mondiale.

Visse in diverse parti d'Europa prima di far ritorno in Italia, dopo la caduta del fascismo e la fine della Seconda Guerra Mondiale.

Muore il 6 maggio 1952 a Noordwijk, in Olanda, vicino al Mare del Nord. La sua opera continua a vivere attraverso le centinaia di scuole istituite a suo nome nelle più disparate parti del globo. Sulla sua tomba l'epitaffio recita:

Io prego i cari bambini, che possono tutto, di unirsi a me per la costruzione della pace negli uomini e nel mondo.

Durante gli anni '90 il suo volto è stato raffigurato sulle banconote italiane da Mille Lire, rimpiazzando quello di Marco Polo, e fino all'entrata in vigore della moneta unica europea.

https://biografieonline.it/biografia-maria-montessori

 

 

 

Lo Sapevate Che: Charles Baudelaire: Massima incarnazione dell'artista bohémien e in ciò modello insuperabile per la generazione dei "poeti maledetti", è considerato il padre del simbolismo letterario, critico d'arte, giornalista, filosofo, aforista, saggista e traduttore francese


Gli uomini che meglio riescono a stare con le donne sono gli stessi che sanno starci benissimo senza.” Charles Baudelaire

 

 

Fiori malsani

 

Charles Baudelaire nasce il 9 aprile del 1821 a Parigi, in una casa del Quartiere Lartino, dal secondo matrimonio dell'ormai sessantaduenne Joseph-Francois, funzionario al Senato, con la ventisettenne Caroline Archimbaut-Dufays.

La madre, in seguito alla morte prematura del marito, sposa un aitante tenente colonnello, il quale, a causa della proprio freddezza e rigidità (nonché del perbenismo borghese di cui era intriso), si guadagnerà l'odio del figliastro. Nel nodo doloroso dei rapporti con la famiglia e, in primo luogo, con la madre, si gioca gran parte dell'infelicità e del disagio esistenziale che accompagnerà Baudelaire per tutta la vita. Dopotutto, come fra l'altro testimonia l'intenso epistolario rimasto, egli chiederà sempre aiuto e amore alla madre, quell'amore che crederà mai ricambiati, perlomeno rispetto all'intensità della domanda.

Nel 1833 entra al Collège Royal per volontà del patrigno. Nel giro di poco tempo, però, la fama di dissoluto e scavezzacollo prende a circolare all'interno del collège fino ad arrivare, inevitabilmente, alle orecchie dell'odiato patrigno il quale, per ripicca, lo obbliga ad imbarcarsi sul Paquebot des Mers du Sud, una nave che faceva rotta nelle Indie.

Questo viaggio ha su Charles un effetto inaspettato: gli fa conoscere altri mondi e culture, lo pone a contatto con gente di tutte le razze, facendogli scoprire una dimensione lontana dalla pesante decadenza mondana e culturale che grava sull'Europa. Da questo, dunque, nasce il suo grande amore per l'esotismo, lo stesso che filtra dalle pagine della sua opera maggiore, i celeberrimi "Fiori del male.

Ad ogni modo, dopo appena dieci mesi interrompe il viaggio per fare ritorno a Parigi, dove, oramai maggiorenne, entra in possesso dell'eredità paterna, che gli permette di vivere per qualche tempo in grande libertà.

Nel 1842, dopo aver conosciuto un grande poeta come Gerard de Nerval, si avvicina soprattutto a Gautier, e gli si affeziona in maniera estrema. La simbiosi tra i due è totale e Charles vedrà nel più anziano collega una sorta di guida morale e artistica. Sul fronte degli amori femminili, invece, dopo aver conosciuto la mulatta Jeanne Duval, si scatena con lei un'intensa e appassionata relazione. Contrariamente a quanto spesso succede agli artisti di quegli anni, il rapporto è solido e dura a lungo. Charles trae linfa vitale da Jeanne: lei è tutrice e amante ma anche musa ispiratrice, non solo per ciò che riguarda l'aspetto "erotico" e amoroso della produzione baudeleriana, ma anche per quel timbro intensamente umano che traspare da molte sue poesie. In seguito, poi, sarà amorevole e presente nei momenti tormentosi della paralisi che colpirà il poeta.

Intanto, la vita che Baudelaire conduce a Parigi non è certo all'insegna della parsimonia. Quando la madre, infatti, scopre che ha già speso circa la metà del lascito paterno, consigliata dal secondo marito intraprende una procedura per poter ottenere un curatore a cui venga affidato il compito di amministrare con maggiore accuratezza il resto dell'eredità. Da ora in avanti, Baudelaire sarà costretto a chiedere al proprio tutore persino i soldi per comprarsi i vestiti.

Il 1845 segna il suo esordio come poeta, con la pubblicazione di "A una signora creola", mentre, per vivere, è costretto a collaborare a riviste e giornali con articoli e saggi che furono poi raccolti in due libri postumi, "L'Arte romantica" e "Curiosità estetiche".

Nel 1848 partecipa ai moti rivoluzionari di Parigi mentre, nel 1857, pubblica presso l'editore Poulet-Malassis i già citati "I fiori del male", raccolta che comprende un centinaio di poesie.

La rivelazione di questo capolavoro assoluto sconcerta il pubblico del tempo. Il libro viene indubbiamente notato e fa parlare di sè, ma più che di successo letterario vero e proprio, forse sarebbe più giusto parlare di scandalo e di curiosità morbosa. Sull'onda della chiacchera confusa e del pettegolezzo che circonda il testo, il libro viene addirittura processato per immoralità e l'editore si vede costretto a sopprimere sei poesie.

Baudelaire è depresso e la sua mente sconvolta. Nel 1861, tenta il suicidio. Nel 1864, dopo un fallito tentativo di farsi ammettere all'Acadèmie francaise, lascia Parigi e si reca a Bruxelles, ma il soggiorno nella città belga non modifica la sua difficoltà di rapporti con la società borghese.

Malato, cerca nell'hashish, nell'oppio e nell'alcol il sollievo alla malattia che nel 1867, dopo la lunga agonia della paralisi, lo ucciderà a soli 46 anni. A quelle esperienze, e alla volontà di sfuggire alla realtà, sono ispirati i "Paradisi artificiali" editi sempre nell'"annus horribilis" del 1861. È sepolto nel cimitero di Montparnasse, insieme alla madre e al detestato patrigno. Nel 1949 la Corte di Cassazione francese riabilita la sua memoria e la sua opera.

https://biografieonline.it/foto-baudelaire#foto-charles-baudelaire-4

 

lunedì 30 agosto 2021

Speciale: Menù del 30 agosto e buon pranzo a tutti!

 

 

Nulla contribuisce a tranquillizzare la mente quanto uno scopo preciso, un punto sul quale l'anima possa fissare il suo occhio.” Mary Shelley

 

 

Paella dell’Ortolano

Per 4 persone

 

250 gr. di zucchine, 250 gr. di cipolle, 4 cucchiai di olio, gr.250 di riso integrale, dl. 6 di brodo, 2 bustine di zafferano, uno spicchio d’aglio, gr. 150 di peperoni rossi, gr.250 di pomodori pelati, 10 olive, una tazza di fagioli lessati, gr.75 di mandorle, gr.180 di formaggio emmental, sale, pepe.

 

Tritate grossolanamente le cipolle e fatele rosolare in una casseruola con l’olio. Aggiungete il riso lasciatelo tostare, poi versate il brodo in una sola volta, lo zafferano sciolto in poca acqua e lo spicchio d’aglio. Portate a ebollizione e cuocete a fuoco basso per mezz’ora. Unite quindi le zucchine tagliate a rondelle, i pomodori tritati grossolanamente e i peperoni a listerelle. Salate, pepate e cuocete ancora

Per ¼ d’ora, unendo se occorre, brodo o acqua calda. Quando riso e verdure saranno giunti a cottura, unite le olive e i fagioli. Sistemate la paella in un bel contenitore da forno, cospargetela con le mandorle spezzettate e il formaggio tagliato a listerelle. Passate in forno per un paio di minuti e servite.

 

 

Pasticcio di Pomodori al forno

Per 4 persone

 

Ingredienti:

 

600 gr di pomodori maturi, 100 gr di bacon, 1 cipolla, 5 fette di pancarrè, timo, maggiorana, olio, sale e pepe.

 

Pulite e lavate i pomodori. Tagliateli a metà, togliete i semi e fateli a fette di ½ cm di spessore. Tritate il bacon con la cipolla pulita e unite un pizzico delle due erbe. Togliete la crosta al pancarrè, passatele al mixer finchè siano sminuzzate grossolanamente. Unite il pane sminuzzato al trito di bacon e cipolla. Salate, pepate e amalgamate bene. Ungete con un filo d’olio la base e le pareti di una pirofila rotonda. Spolverizzate il fondo con un leggero strato del composto di pane e erbe. Sopra sistemateci le fette di pomodoro, spolverizzate con qualche cucchiaio di composto di pane e proseguite fino ad esaurimento degli ingredienti. Terminate con uno strato di pane, bacon e cipolla. Irrorate con un filo d’olio e una macinata di pepe. Mettete la pirofila in forno preriscaldato a 200° per 30 minuti, finché la superficie risulterà dorata. Servite tiepido.

 

 

 

Torta Frangipane

Per 6 persone

 

Ingredienti:

1 confezione di pasta sfoglia, 1 uovo, zucchero vanigliato. Per la crema: 1 uovo intero e un tuorlo, gr 120 di zucchero, gr 120 di mandorle, gr 70 di burro, Rum. Servirla con frutta fresca.

 

Preparate la crema: scottate le mandorle, pelatele e tritatele, unite lo zucchero e incorporate l’uovo intero e il tuorlo. Amalgamate il tutto, poi versate il burro che avrete sciolto, mescolate poi aggiungete un bicchierino di Rum. Stendete la pasta sfoglia all’altezza di ½ cm e foderate fondo e pareti di uno stampo imburrato e infarinato. Versatevi la crema che avete preparato e ricoprite con listerelle incrociate ricavate dai ritagli della pasta avanzata. Spennellate la superficie con l’uovo sbattuto e fate cuocere in forno preriscaldato a 180° per 30 minuti. Qualche minuto prima di spegnere, spolverizzate il dolce con lo zucchero vanigliato e sformatelo solo quando sarà freddo. Servirla con frutta fresca.