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martedì 14 marzo 2017

Lo Sapevate Che: Non riuscite a dormire? Tanto per iniziare provate a sbadigliare...



“Dormi bene, cura la vita” è lo slogan della X Giornata mondiale del sonno, che si celebra il 17 marzo (informazionisonno.it). A prima vista non si capisce bene perché ci sia bisogno di celebrare una funzione fisiologica, ma lo rivelano le cifre riportate dal portale stesso: 13 milioni di italiani non dormono bene e cercano di rimediare, i tre quarti senza consultare uno specialista, spendendo 500 milioni l’anno in sonniferi. Le conseguenze di questa perdita del sonno di massa sono pesanti: per esempio, dei circa tremila morti per incidenti stradali nel nostro Paese, si stima che un terzo derivi da colpi di sonno. Dormire poco è poi correlato a ipertensione, obesità e malattie cardiovascolari, e anche all’efficienza della mente: Jane Ferrie, medico speciale presso lo University College di Londra, ha valutato le capacità cognitive di lavoratori di mezza età nel corso di cinque anni e quelli che dormivano troppo poco apparivano in media mentalmente più vecchi degli altri di due anni. Nel libro Il potere del sonno (Vallardi) Richard Wiseman, psicologo dell’Università dell’Hertfordshire, e uno dei maggiori esperti mondiali del tema, spiega perché è diventato così difficile dormire. “In parte dipende dall’invecchiamento della popolazione, ma in parte la causa è la società del “sempre connesso”, che considera il dormire tempo sprecato: fra il 1960 e il 2000 gli americani hanno perduto in media oltre un’ora di sonno. A rare persone basta dormire poche ore per garantirsi la manutenzione cerebrale”, la maggior parte di noi ha però bisogno di otto ore. Chi perde un’ora di sonno a notte non avverte stanchezza, ma ha ugualmente attenzione, memoria e riflessi ridotti”. Tanti però vorrebbero dormire il giusto, e non ci riescono. “L’insonnia spesso dipende dall’alterazione dei ritmi circadiani: per esempio chi fa un lavoro con turni di notte spesso finisce per perdere una o più ore di sonno al giorno. Ma il ritmo circadiano può essere alterato anche dall’esposizione a luci artificiali: il nostro cervello riceve infatti lo stimolo al sonno dalla debole luce del tramonto e poi dal buio. Occorre quindi evitare schermi bluastri e luci intense (anche nel bagno) nell’ora prima di andare a letto, tenere la temperatura della stanza intorno ai 18 gradi, fare attività fisica durante il giorno. E’ utile anche fare un bagno caldo, spruzzare lavanda sul cuscino, scrivere una lista delle cose da fare il giorno dopo, per evitare di rimuginarci su, pensare a cose divertenti, fare uno spuntino a base di carboidrati, svolgere compiti mentali ripetitivi, forzarsi a sbadigliare”. Ma poi svegliarsi di notte è normale, dice Wiseman. “Se si hanno problemi a riaddormentarsi, è meglio alzarsi e svolgere un’attività rilassante, come un puzzle, che continuare a rigirarsi nel letto o, peggio, guardare il telefonino. Veri disturbi, come i terrori notturni, il sonnambulismo, le apnee, richiedono invece l’intervento di uno specialista”.
Alex Saragosa – Scienze – Il Venerdì di Repubblica – 19 marzo 2017 -

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