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giovedì 23 marzo 2017

Lo Sapevate Che: Con Macron addio Quinta Repubblica...



Per Sbarrare La Strada al Front National la Francia anti populista punta su un campione insolito. Un estraneo ai grandi partiti democratici della Quinta Repubblica. Non proprio un cavaliere solitario. Benché non abbia ancora quarant’anni ha un ricco passato politico. Ha fatto parte della famiglia socialista e usufruito della simpatia della desta liberale. Poi ha preso le distanze e si è creato su misura quello che dovrebbe essere un limbo politico. Né di destra né di sinistra. Non teme di contraddire il Presidente Mao che almeno su un punto aveva ragione: quando diceva che anche nel deserto c’è una sinistra e una destra. Emmanuel Macron ha battezzato la sua formazione “In marcia!”, un’espressione che indica movimento, ma non si sa in quale nuova direzione. La formula resta vaga. Ed è una virtù in una stagione in cui prevale il rifiuto della politica etichettata. Il nostro eroe non è certo un giamburrasca: qualcuno che, imitando i clown entrati in politica, scompiglia le carte. Emmanuel Macron vuole incarnare la competenza giovanile. Rassicura. Non sorprende. Sembra arrivato in prima fila, sulla ribalta politica, per incanto. Per caso. Ma non è così. Tutto in lui sembra pianificato per sedurre. Ha frequentato le banche, non quelle qualsiasi; ha lavorato per i Rothschild; è stato alto funzionario alla presidenza socialista della Repubblica, e anche ministro dell’Economia in un governo altrettanto formalmente socialista. Un non più tanto giovane prodigio. Non ricordo di averlo visto senza cravatta in un video, in una fotografia, in tv. Non indossa la divisa del politico parigino soltanto al Touquet, la spiaggia alto borghese della Costa d’Opale, affacciata sulla Manica, dove ha una casa la moglie Brigitte. Ha conosciuto Brigitte al liceo. Lei era in cattedra, con un quarto di secolo più di lui, e Emmanuel imberbe era ancora sui banchi di scuola. L’amore tra l’insegnante e lo studente esemplare dura ancora. Manca circa un mese al primo turno del 23 aprile e poco più al ballottaggio del 7 maggio, ma stando alle indagini d’opinione lui appare il favorito come candidato alla carica di ottavo presidente della Quinta Repubblica. Raccoglie in molti sondaggi lo stesso numero di intenzioni di voto aggiudicato a Marine Le Pen al primo turno. Dal quale dovrebbero uscire entrambi in testa e quindi destinati a confrontarsi nel finale. Macron avrà allora la missione di sbarrare la strada alla leader populista. Nel caso Marine Le Pen dovesse prevalere, l’Unione Europea sprofonderebbe in una crisi che le potrebbe essere fatale. La candidata populista vuole infatti indire un referendum sull’appartenenza della Francia all’Ue, come è accaduto in Gran Bretagna. Insomma, dal suo limbo politico, Emmanuel Macron dovrà salvare l’Unione Europea. I sondaggi si sono rivelati sempre più inattendibili: un francese su tre non sa ancora cosa indicherà sulla scheda una volta rinchiuso nella cabina elettorale. Nulla è dunque scontato, ma già da adesso si può dire che con la sua garbata audacia, con la sua sfacciata compostezza, Emmanuel Macron sta cambiando i connotati alla Quinta Repubblica. Nessuno dei due principali parti che hanno ritmato la sua esistenza dal 1958, anno in cui de Gaulle la fondò, risulta per ora in grado di partecipare alla fase decisiva delle elezioni presidenziali. La destra (Les républicains), erede bastarda dell’originario movimento gollista, e il Patito socialista ne saranno esclusi. La base elettorale di destra, che non gradiscono il loro candidato ufficiale, il cattolico conservatore (con accenti lepenisti) François Fillon; come i socialisti moderati (riformisti) non si riconoscono nel candidato ufficiale del partito, Benoit Hamon, giudicato espressione di una sinistra troppo radicale. Gli scontenti di sinistra e di destra convergono nel limbo politico di Emmanuel Macron. A lui, non alle forze democratiche tradizionali, affidano il compito di sconfiggere il populismo del Front National. È una diserzione di massa. È anche il ricorso della società a un utile jolly: la “matta” che può rappresentare qualsiasi carta. Il programma di Macron è in sostanza un neo liberismo tutt’altro che innovatore, buono per il centro destra come per il centro sinistra. Ma lui appare come l’uomo nuovo capace di fermare la valanga populista che dalla Francia minaccia l’Europa.
Bernardo Valli – Dentro E Fuori – L’Espresso – 19 marzo 2017

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