Etichette

domenica 21 dicembre 2014

Lo Sapevate Che: Mercato invaso dal Matteo Brand...



Che quello di Matteo Renzi sia un brand non c’è più alcun dubbio. Che il Presidente del Consiglio abbia mutuato dai marchi la strategia comunicativa, è un fatto sicuro. E non si tratta solo  di mrssaggi in senso generico, perché oggi nel sistema contemporaneo fondato sui media, dalla televisione ai social network, la comunicazione è tutto. Renzi si rivolge direttamente agli elettori, saltando la mediazione dei tradizionali corpi intermedi, dai partiti ai sindacati, dalle organizzazioni di categoria alle associazioni, che un tempo erano legate strettamente ai partiti tradizionali, dai Pci alla Dc. In cosa consiste questa strategia comunicativa, in cui forma e sostanza del messaggio si fondano senza più nessuna differenza? Come ha spiegato negli anni ottanta Jacques Séguéla, pubblicitario e guru di vari presidenti francesi, le marche commerciali, i grandi brand, avevano mutuato dallo star system di Hollywood le forme di comunicazione, trasformando di fatto le marche – Coca Cola, Apple, Ikea – in star, come se il marchio fosse dotato di personalità, stile e carattere proprio. Inoltre, come per i divi cinematografici o musicali, in quel periodo divenne decisivo abbinare al brand una storia, creare storytelling: vendere un prodotto significa creare una narrazione e convincere il consumatore di farne parte. Oggi le marche contemporanee hanno affinato questa strategia creando intorno a loro delle community mediante le pagine Facebook e i 140 caratteri di Twitter. La performatività tecnologica consente di segmentare i clienti, così che non si parla più di pubblico al singolare, bensì di pubblici al plurale. Cresce così l’estetizzazione dei prodotti e la carica innovativa di tutti i Brand. Matteo Renzi, come spiega nel suo libro Nello Barile ( “Brand Renzi”, Egea) ha mutuato queste strategie dalle marche con più appeal: brand identity brand image. Se si pensa agli slogan, alle parole chiave, alle frasi di Renzi, si capisce immediatamente di cosa si tratta: rottamazione, smart, mutamento, futuro. Le cinque convention della Leopolda ne sono un concentrato. Renzi è per il mutamento, sfodera informalità (“Chiamatemi Matteo”), spontaneità, giovinezza, sicurezza di sé, produce discorsi in pubblico, ma anche nella rete, su twitter, che funzionano come elementi d’identità e d’immagine. Barile parla giustamente di metabranding, operazioni dirette a pubblici differenti, politicamente trasversali, aggregati dalla lotta anti-gerontocratica, ad esempio, anche dove si praticano stili di vita e valori differenti. Sin qui tutto questo ha funzionato, anche se presenta una serie di problemi di non facile soluzione. Intanto, la politica attuale conserva forme di mediazione che allungano i tempi e non premiano certo la velocità dell’azione. Inoltre, a differenza dei brand commerciali, Renzi non vende un prodotto, vende se stesso, cosa più difficile, perché non si tratta di un bene materiale. Dice Barile: “in politica non esiste il prodotto, se non in senso lato”. Ciascuno verificherà di persona se si pagano meno tasse, se i servizi sociali funzionano, se lo Stato è efficiente oppure no. Ovvero se le promesse fatte dall’elettorato vengono mantenute. In questo senso qualcosa sta cambiando nel Renzi Brand. La sua comunicazione è tornata a ruotare intorno alla televisione, là dove i social network non bastano a creare consenso, poiché in questo campo, nonostante l’oltre un milione di follone, Renzi è solo un influencer di influencer. Non raggiunge tutti i possibili “clienti” del brand. Insomma, la politica quotidiana sembra assorbire ora le sue energie, mentre l’immagine non sembra più brillante come un anno e mezzo fa. La strategia di fondo impostata dai suoi spin doctor resta quella del brand, tuttavia per funzionare richiede una continua messa a punto, ovvero energie e tempo che la funzione quotidiana di governo non sempre consente. Un problema in più. Matteo Brand non recede di certo.
Marco Belpoliti – Attualità – L’Espresso – 18 dicembre 2014 -

Nessun commento:

Posta un commento