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sabato 6 dicembre 2014

Lo Sapevate Che: L'Ebola della porta accanto....



Quando Paolo Vineis, epidemiologo all’Imperial College di Londra, ha consegnato alle stampe il suo saggio sulla salute globale, non poteva certo immaginare di ricevere una conferma così immediata e tragica alle sue tesi. L’evoluzione di Ebola mette sotto gli occhi di tutti che è ormai impossibile occuparsi della salute “in un solo stato”. I casi di trasmissione in Europa e in America, pur moltiplicandosi insieme alla paura, rimarranno comunque isolati e facilmente contenibili, ma sommandosi alla catastrofe e al collasso sanitario, sociale  ed economico di diversi paesi africani produrranno effetti a cascata su tutti gli aspetti della  nostra vita, compresa la salute di tutti. Effetti che si propagheranno nello spazio e nel tempo proprio attraverso le vie e i meccanismi della globalizzazione, secondo quei modelli matematici che studiati per descrivere le epidemie, spiegano perfettamente anche le crisi finanziarie ed economiche, e viceversa. Vineis nel suo “Salute senza confini. Le epidemie al tempo della globalizzazione”. (Codice edizioni, Torino 2014) si occupa solo marginalmente delle malattie infettive, perché è l’interessato soprattutto a mostrare come i “contagi” che oggi propagano cattive condizioni di salute, utilizzano soprattutto vettori diversi dai classici virus: l’inquinamento dell’ambiente, le migrazioni di grandi popolazioni o il diffondersi di abitudini alimentari promosse dall’industria e dalla grande distribuzione; oppure, in modo rocambolesco, attraverso la catena che dalle immissioni di CO2 porta al cambiamento del clima, con una serie di prevedibili effetti, che vanno dal ritorno della malaria alla salinizzazione delle acque potabili. Le vicende sono tante, dall’epidemia di diabete e obesità (diabesity) al paradigma dell’isoletta Nauru, arricchitasi col commercio mondiale del guano e precipitata in miseria e malattia per l’adozione dei peggiori stili occidentali; dagli intrecci tra crisi economica e salute, in Russia e più recentemente in Grecia, alla crescita delle disuguaglianze all’interno dei singoli paesi, anche di quelli ricchi. Vineis racconta anche storie di prima mano, grazie la sua esperienza di epidemiologo internazionale, per esempio in Bangladesh, dove da anni studia gli effetti sulla salute della penetrazione di acqua marina nei terreni coltivati. E aggiunge un elemento di grande originalità scientifica all’analisi con la sottolineatura di come i mutamenti “globali” (dell’alimentazione e dell’ambiente) stanno imprimendo una traccia duratura nel Dna dell’umanità, attraverso i mutamenti “epigenetici”. Dagli esempi si deducono facilmente i due principali corollari: spesso le cause agiscono ormai solo a grande distanza da dove ricadono le conseguenze, per cui non vi è difesa possibile entro i propri confini; l’unica possibilità di intervento richiede forti strumenti sovranazionali. E’ questa la tesi politicamente forte del saggio, che denuncia come la concezione minimalista delle istituzioni pubbliche (compresi per esempio l’Onu e Oms) sta minando alle radici ogni possibilità di porre rimedio alle molteplici minacce che si affacciano. L’autore è convinto che il sistema salute, dopo decenni di progressi reali in tutto il mondo, sia entrato in una fase d’instabilità, che potrebbe anche sfociare in una regressione, attraverso catene di eventi poco prevedibili. E infatti, chi aveva previsto che l’Ebola ci scappasse di mano sino a questo punto?
Roberto Satolli – Salute globale – L’Espresso – 4 dicembre 2014 -

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