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martedì 15 luglio 2014

Lo Sapevate Che: Lettera aperta a Renzi....



 Ascolta gli scienziati

Crediamo che il governo abbia, e sempre di più avrà, una grande attenzione per la ricerca. Sappiamo che non imporrà riforme dall’alto, alla Napoleone, che fece cose egregie per la ricerca, m non sono più i tempi. La prova ne è che un eventuale riforma della ricerca è stata giustamente, stralciata da quella della Pubblica Amministrazione. Anche perché il governo non vorrà certo risparmiare, cioè tagliare risorse già quasi umilianti nel contesto europeo.
Sarebbe perciò importante avere un’idea di cosa il governo abbia in mente per una “riforma della ricerca”. (…). Tutti gli Enti Pubblici di Ricerca la aspettano, per dare una mano. (…). Per esempio, si parla di un’Agenzia Nazionale della Ricerca. Idea bellissima: ho partecipato alla costruzione della Anr francese, la seguo e ne apprezzo i risultati. E’ un Agenzia senza personale di ricerca, che finanzia progetti a tutto campo. Con circa 500 milioni l’anno, ne ha finora sostenuti più di 10 mila. Ma è un di più rispetto agli Enti pubblici di ricerca francesi, simili agli italiani, ma molto più grossi e ricchi, che hanno il personale per la loro ricerca istituzionale.(…) Si pensa, invece, a un altro tipo di Agenzia? Interministeriale? Finanziata dalle Regioni, un po’ alla tedesca? Con o senza personale Parliamone, per favore, concretamente. Ma non ci potrà essere domani,e a “costo zero”.
Le riforme non si fanno per risparmiare, ma per aumentare l’efficienza. I primi a voler più efficienza sono i ricercatori, cioè i meccanici ai box, ai quali si chiedono miracoli e che spesso li fanno. Quindi (…), armati della Carta Europea del Ricercatore, proviamo a risolvere le disparità croniche di stato giuridico – contratti ma non solo – del variegato (e frustrato) personale, in gran parte precario, sia negli Enti sia nelle Università. Questo  migliorerebbe, e molto, l’efficienza del sistema. Da poco abbiamo anche 55 ricercatori italiani (solo 6 donne!) certificati tra i 3200 più produttivi ed influenti al mondo (highlycited.com).  Usiamoli, magari dopo averli ringraziati. Ma il vero problema è la governante politica. La Anr francese è vigilata dal ministero dell’università e della Ricerca, altre soluzioni ci sono in Germania, UK,  o Usa. Ni potremmo valorizzare il ruolo del Miur, consci che Università e Ricerca vanno insieme. Non cediamo facilmente alle sirene della dipendenza “diretta” dalla Presidenza del Consiglio, adorata come uno status symbol ma già troppo inflazionata. Abbiamo esperti in Parlamento, usiamoli, insieme con l’elite dei 55 e, perché no, con tutti gli altri che la ricerca la fanno.
Presidente dell’Istituto Nazionale di Astrofisica
Giovanni Bignami – L’Espresso – 10 luglio 2014 -

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