L’Inganno di Angelino a
Capo di un Movimento di Lotta e di Governo
“Presidente siamo con te, meno male che Silvio c’è”, cantano a
squarciagola i soldati di Silvio, ognuno con i suoi gradi, ognuno con le sue
medaglie di guerra e gli alamari ben in mostra, ventolando le bandiere al
fronte
Delle telecamere, in faccia a quella
che il loro comandante Simone Furlan chiama “lavatrice mediatica”. Che poi
saremmo noi, noi che in veste di inadeguati cronisti di battaglie
sbalorditivamente sempre più meste, a metà pomeriggio ci sentiamo già reduci.
Reduci dal Consiglio nazionale del Pdl diventato ufficialmente Forza Italia in
mattinata, col Generale Silvio a motivare le truppe più fedeli, ostinato fino
all’emozione studiata e al malore improvviso.
Gli altri, i governativi alfaniani.
Nella notte hanno simulato la diserzione, spostandosi un po’ più al centro
della trincea, sempre a destra, comunque al governo finchè si può.
Ma le sparute truppe dell’esercito
del generale radunate dietro la collina di un piccolo Teatro sembrano pronte a
tutto. Sono gli ultimi veri fedeli, quelli che credono ancora nel grande sogno
berlusconiano senza essersi accorti di aver dormito per vent’anni con
Berlusconi quasi sempre al governo. E pazienza se i sogni non li ha realizzati
pur dominando in lungo e in largo; l’importante, al dunque e al netto di quanto
scandito in questo sabato tanto da Berlusconi al Consiglio Nazionale al Teatro
Orione, è aver sconfitto il comunismo (che poi, qualora fosse arrivato, avrebbe
avuto le sembianze di Achille Occhetto). Nell’improbabilità dell’ennesima nuova
rinascita, il non partito per eccellenza cerca all’improvviso di strutturarsi,
invocando professionalità della militanza, che deve essere finalmente
volontaria, dispiegata nei club Forza Silvio, che poi sarebbero le “sezioni”
degli altri, o come si dice oggi, i “circoli”. Militanza professionalmente
volontaria, proprio come quella dei comunisti, insomma, nemici evocati a
prescindere dalla loro reale esistenza sul fronte avverso.
Quando, nel tardo pomeriggio, Alfano
dichiara alla stampa estera che loro del Nuovocentrodestra sono il movimento
del futuro benché senza soldi né strutture, l’inganno della scissione, utile ad
essere di lotta e governo, appare chiaro. Ciò che aveva sorpreso in mattinata,
a tarda sera è già metabolizzato, è già strategia. Dal sembrare più deboli per
combattere più forti, il passaggio è breve.
Lo diceva pure Sun Tzu, parlando
dell’arte della guerra: “La strategia è la via del paradosso. Così, chi è
abile, si mostri maldestro; chi è utile, si mostri inutile”. Guai a credere
alle apparenze.
Diego Bianchi – 29 novembre 2013
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