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venerdì 27 dicembre 2013

Lo Sapevate Che: Il Supersalmone...


Il Supersalmone OGM è già pronto
a saltare in tavola

Cresce in diciotto mesi anziché in tre anni, però minaccia di far estinguere i fratelli “normali”.

Dopo le piante alimentari Ogm. Con il loro seguito di polemiche, ecco arrivare i primi animali da allevamento geneticamente modificati. A fare da apripista saranno probabilmente i salmoni: una società biotecnologica canadese, la AcquaBounty, ha ottenuto infatti l’autorizzazione a produrre (ed esportare, anche se per ora solo verso un altro suo vivaio a Panama), 100 mila uova l’anno di una varietà transgenica di salmone, chiamata AcquAdvantage, ottenuta inserendo due geni estranei nel Dna del salmone atlantico. Il primo gene è quello che produce l’ormone della crescita nel salmone del Pacifico, che ha una taglia doppia del cugino atlantico. Il secondo gene inserito è invece quello che regola la crescita dello Zoarces americanus, una specie simile all’anguilla che vive in acque molto fredde.
I salmoni crescono lentamente e hanno bisogno di tre anni per raggiungere la taglia commerciale di tre chili, perché il gene che regola la loro crescita è inibito dal freddo. Possedendo il gene dello Zoarces, AcqAdvantage invece raggiunge i tre chili in soli 18 mesi. Per adesso però l’AcquaBounty può produrre le uova del suo  “Frankenfish” (come l’hanno chiamato i tavloid inglesi) su scala industriale e spedirle al suo vivaio di Panama per ulteriori esperimenti sull’allevamento del “superpesce”, in vasche lontane dal mare, così da evitare possibili fughe di esemplari transgenici. I salmoni AcquAdvantage non possono invece essere ancora venduti sul mercato: perché questo possa avvenire serve infatti l’autorizzazione dell’americana Food and Drug Administration. Se questa verrà concessa, non solo il salmone Ogm si troverà in decine di allevamenti e finirà sui mercati di tutto il mondo, ma si apriranno le porte a molte altre specie di animali, dalle carpe alle mucche, modificati geneticamente per essere più produttivi, più resistenti alle malattie o con carni contenenti meno grassi.
Produrre salmoni transgenici, quindi, è cosa buona e giusta?
Risponde Simone Mirto, biologo marino dell’Istituto dell’ambiente marino e costiero del Cnr a Mazara del Vallo. “Ci sono due considerazioni da fare. La prima è che, come è noto, dagli allevamenti in mare i pesci fuggono. Se fuggono salmoni con geni modificati che li rendono più grandi e voraci, si rischia, attraverso competizione per il cibo e incroci con esemplari selvatici, di danneggiare o persino far estinguere le attuali popolazioni di salmone, con conseguenze imprevedibili su tutto l’ecosistema. La seconda è che si insiste ad allevare specie carnivore di pesci, che richiedono la pesca di dieci volte il loro peso in pesci da trasformare in mangime e quindi, indirettamente, esercitano una pressione insostenibile sulle popolazioni ittiche. I sodi investiti nella modifica genetica dei salmoni sarebbero stati spesi meglio per studiare l’allevamento di specie di pesce non carnivore, o per la produzione di mangimi che non contribuiscano alla distruzione del’’ambiente marino”

Alex Saragosa – Venerdì di Repubblica – 20 dicembre 2013

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