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mercoledì 18 dicembre 2013

Lo Sapevate Che: Per Posta...


Contro L’Italia “Furbetta” Bisogna Combattere
(Almeno Non Ci Si Deprime)

Caro Serra, ho smesso di raccontarmi frottole e ho conseguentemente
cambiato idea. Mi sono reso conto che quel che pensavo – e cioè che
negli ultimi trent’anni, attraverso i suoi potenti mezzi persuasivi,
Berlusconi ci avesse lentamente e progressivamente piegati, plagiati e resi irrimediabilmente i mostri che siamo oggi, a sua immagine e somiglianza – è totalmente sbagliato. Noi italiani, ormai se sono certo, siamo sempre stati così, ben prima del berlusconismo. Il Cavaliere non ha fatto altro che sdoganare i nostri difetti ancestrali, le nostre mostruosità di forma e pensiero, le peculiarità negative, fino a invertire il senso e renderle addirittura pregio, esaltando i nostri vizi al punto di trasformarli in regole se non leggi.
Berlusconi, in sintesi e come puro esempio, ha visto noi italiani che non chiediamo la fattura e ci ha detto “bravi”, “non sentitevi in colpa”, “io sono come voi”, “funziona così e va bene”. Berlusconi sapeva dei nostri armadi pieni di scheletri – forse non come il suo, va detto – e non ha fatto altro che diffondere empatia, pacche sulle spalle, barzellette con cui riderci sopra.
Ecco perché penso che sia ridicolo, adesso prendersela con i politici corrotti o con gli amministratori locali che hanno intascato soldi con la frode, perché in fondo non sono altro che italiani che si sono comportati da perfetti italiani. Ed io – colpevole come tutti, per carità –ad oggi non ho ancora conosciuto eccezioni, non ho mai visto integrità cristalline, uomini totalmente senza macchia, ma ho soltanto apprezzato chi fosse meno corrotto o corruttibile della massa generale. Sperare che l’Italia cambi senza che cambiamo radicalmente noi Italiani, tutti, è pura utopia.
Michele Grotti (Cesana)

Caro Grotti, scrivo da una vita che, in democrazia, ogni popolo ha la classe politica che si merita, e che i vari Fiorito, Rosi Mauro, Cota, e la cosiddetta “casta”, altro che non sono che italiani saliti di grado, espressione della mentalità media, della furbizia media e della media pochezza. Verissimo, poi, che Berlusconi, non per caso definito “arcitaliano” con ilare complicità dai suoi esegeti, abbia goduto di tanta popolarità e tanto potere proprio perché incarnava l’indulgenza plenaria nei confronti dei vizi nazionali. Ma non sono affatto d’accordo con le sue conclusioni, specie quando dice di “non avere ancora conosciuto eccezioni”. Ne conosco parecchie, di eccezioni: perfino in Parlamento. E non si tratta di santi o di rivoluzionari, di “buoni” da contrapporre ai “cattivi”. Si tratta di italiani che cercano di fare il loro dovere civico e il loro lavoro senza sentirsi necessariamente mosche bianche. Italiani serene e spesso silenziosi. Il problema di questa parte di Paese è non avere trovato una rappresentanza politica (tal quale è stato Berlusconi per l’Italia più disinvolta) in grado di coagulare le pulsioni virtuose che l’Italia esprime, di renderle “visibili”. Ci ha provato il Pd (non tutto, e solo a sprazzi), ci hanno provato, ma con rozzo manicheismo, i grillini, ci ha provato con goffa presunzione la borghesia che ha creduto in Mario Monti, ci provano quelle minoranze di destra che, con scarso successo, tentano di restituire al Paese una destra etica e legalitaria, o meglio di crearne una daccapo. Non è dunque soltanto una questione destra/sinistra, anche se in parte lo è. E’ un problema di fiducia complessiva degli italiani in se stessi, nella loro capacità di farcela senza imbrogliare, senza frodare, insomma senza ignobiltà. Dalla sua lettera si intuisce che l’ignobiltà la disgusta: si tenga stretto quel disgusto, ma cerchi di affiancarlo con un poco di voglia di combattere.. Altrimenti, caro amico, ci si deprime.
Michele Serra – Venerdì di Repubblica – 13 dicembre 2013


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