Etichette

giovedì 8 giugno 2017

Lo Sapevate Che: Sokinochloa e le altre 1.730 piante mai viste (e molte ci cureranno)...



Sono 1.730 le nuove piante scoperte nel mondo nel 2016. Nel frattempo però il 20 per cento di quelle note è in pericolo. Sono due cifre rivelatrici dello State of the Woeld’s Plants 2017, cui hanno lavorato 128 esperti internazionali coordinati dalla prestigiosa organizzazione scientifica inglese dei Kew Gardens di Londra. Tra le scoperte più interessanti, in Madagascar una nuova specie di bambù (Sokinochloa australis) con un fiore che sembra un riccio, in Brasile, undici nuove specie di manioca, pianta con una radice commestibile ricca di amido da cui dipende il sostentamento di milioni di persone nei Paesi tropicali; 39 specie di begonia in Malesia; nove rose in Cina; una nuova specie di orchidea dalla consistenza carnosa in Cambogia e, ancora in Madagascar, una pianta di caffè dai chicchi grandi cinque centimetri, capace di resistere a temperature oltre i 40 gradi, e un albero (Englerophytum paludisum) utile per il suo lattice, alto 39 metri e già in pericolo perché presente solo nel parco nazionale di Korup, in Camerun. Un anno particolarmente fortunato? “Direi di no. Se la ricerca è organizzata bene, si trovano sempre tante nuove specie. Nessuno può dire quante ce ne siano ancora da identificare ma di sicuro moltissime” spiega Kathy Willis, direttore scientifico dei Kew Gardens “Una parte centrale del progetto è stata la classificazione delle piante utili in medicina, che allo stato attuale delle conoscenze raggiungono la formidabile cifra di 28.187. E certamente non sono tutte quelle esistenti. Il problema è che, nonostante il loro immenso potenziale, ancora oggi solo il 16 per cento di queste armi biologiche naturali è citato nelle pubblicazioni scientifiche ufficiali. Ad ogni modo, nell’ultimo anno, si sono rivelate molto promettenti sei specie di legumi del genere Macuna che abbiamo identificato in Borneo ed Ecuador: sono infatti ricche di Levodopa, un principio attivo che già da tempo viene estratto dalla Macuna pruriens e utilizzato nella cura del Parkinson”. Il rapporto non contiene però solo buone notizie: come si diceva, traccia a6 anninche lo stato di distruzione delle aree verdi nel mondo e fa luce sui pericoli legati all’impatto dei parassiti sulla sicurezza alimentare. “Da un’analisi incrociata di immagini satellitari della Nasa e dell’Agenzia spaziale europea abbiamo appurato che, negli ultimi 16 anni, a causa degli incendi è andata perduta un’area di 340 milioni di ettari di terreno coperti dal verde, in totale una superficie pari più o meno a quella dell’India. Altro dato preoccupante è quello relativo alla diffusione globale di parassiti invasivi e malattie, che, se non fermate, potrebbero costare all’agricoltura globale una cifra intorno ai 490 miliardi di euro. All’anno”.
Simone Porrovecchio – Scienze – Il Venerdì di La Repubblica – 2 giugno 2017 -

Nessun commento:

Posta un commento