martedì 6 marzo 2018

Lo Sapevate Che: Perchè dico solo grazie a chi scoperchia il marcio...


Sarebbe bello poter partecipare al controverso e affascinante dibattito sull’etica del giornalismo acceso dall’incursione di Fanpage nel sistema corrotto di gestione dei rifiuti i Campania. Purtroppo non ne ho voglia. Dopo aver visto per decenni delinquenti d’ogni tipo non soltanto farla franca ma scalare i vertici dell’amministrazione pubblica e tornare puntualmente in Parlamento nonostante processi e condanne, uno tende a trascurare il galateo deontologico. Se proprio vogliamo proprio buttarla in filosofia, non è vero in assoluto che l’informazione dovrebbe limitarsi a raccogliere le notizie senza intervenire sui fatti. Qualsiasi tipo di indagine modifica l’oggetto di studio. Se è vero per la ricerca scientifica, come stabilisce il principio di indeterminazione di Heisenberg, figurarsi per un’inchiesta sulla criminalità. Gli agenti provocatori che favoriscono reati per poterli indagare sono stati usati spesso nelle inchieste, sia dal giornalismo che dalle polizie. La Dea e l’Fbi li hanno impiegati per primi, con ottimi risultati, e il metodo è stato copiato da tutti, compresi noi. In Italia la polizia li usa contro la mafia, ma sono proibiti nei casi di corruzione politica, guarda caso. Fra i 70 e gli 80 Günter Wallraff, il re dei reportage “sotto copertura”, da cronista della Bild o da mercante d’armi, era tanto odiato dall’establishment mediatico quanto adorato da noi giovani cronisti di sinistra. Perché alla fine il problema è sempre lo stesso. I metodi spregiudicati del giornalismo o delle questure diventano scandalo quando si rivolgono contro il potere. Allora scatta l’allarme sociale contro il fake news e i whistleblower. Quando invece l’informazione sforna menzogne a vantaggio del potere, dai tempi di Erodoto fino alle armi di Saddam, si tratta di normale routine. Gli inviati di Fanpage che piazzano valigette piene di spazzatura mi preoccupano molto meno dei politici che le agguantano pensando di trovarci mazzette e degli altri che li difendono accampando un garantismo peloso. Non occorre aspettare il terzo grado di appello per capire il marcio rivelato dall’inchiesta, l’antropologia avida e miserabile disvelata dalla telecamera nascosta. Quel familismo amorale in cui è piombata la vita pubblica italiana, per cui il pater familias De Luca distribuisce alla prole cariche pubbliche come altri regalano il motorino al compleanno, con l’approvazione di tutto l’apparato. Per quanto non serva a nulla, da anziano collega vorrei dire ai giovani e coraggiosi giornalisti di Fanpage soltanto questo: grazie.
Curzio Maltese – Contromano – Il Venerdì di La Repubblica – 2 marzo 2018 -

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