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venerdì 10 novembre 2017

Lo Sapevate Che: Storia e geografia ci spiegano la vita...



Il Mio Nuovo Libro l’ho dedicato a chi insegna la geografia e la storia, a chi le studia, a chi le ama, a chi vuole riscoprirle. Mi dicono che nelle scuole queste materie vengono trascurate. Per adeguarci al nuovo mondo ci servono solamente matematica e fisica? Che paradosso. Viaggiamo sempre di più e capiamo sempre di meno. Mentre lo attraversiamo a gran velocità, il mondo attorno a noi ci disorienta. Perfino leader potenti, della politica o dell’economia, sembrano brancolare senza una visione. Fissano sulle carte “linee rosse” (il titolo del mio libro) che loro stessi non capiscono. Forse perché non leggono più. Paradossalmente certi autocrati (come il presidente cinese Xi Jinping, che cita Tucidide), non avendo scadenze elettorali, hanno più tempo per i libri. I nostri leggono solo tweet? Tutto quello che il mondo vuole dirci è spiegato nei disegni. Il nostro destino è scritto nelle carte geografiche, e nella loro storia. Se impariamo a decifrarle. Ogni crisi vicina e lontana – dai profughi del Mediterraneo alla Corea, da Brexit a Trump, dal terrorismo islamico al cambiamento climatico, dagli autoritarismi di Cina e Russia ai nuovi protezionismi, dalle “missioni impossibili” di papa Francesco all’inquietante utopia/distopia dei social media – ci costringe a capire la fisicità del mondo in cui vivevamo. La geografia e la storia come le abbiamo studiate sui banchi di scuola non ci bastano più. Un po' anche perché il mondo è stravolto rispetto alle fotografie già obsolete dei manuali scolastici. Tante “linee rosse”, confini nazionali o frontiere culturali, invecchiano a gran velocità. E poi la scuola non ci ha insegnato a guardare “oltre”, a penetrare il significato nascosto delle carte, a incrociare il paesaggio terrestre con la storia della civiltà, dei popoli e degli imperi. Partendo dai focolai più pericolosi del caos contemporaneo, ma senza sottovalutare le nuove frontiere delle opportunità, con l’aiuto degli atlanti vi invito alla scoperta di una geografia segreta del mondo che fu, del mondo com’è oggi, plasmato da rapporti di forza reali, e di quello che ci aspetta. Il libro contiene tanti racconti di viaggio. Ci sono le mie puntate in terre lontane, i diari della mia vita all’estero, reportage, inchieste, trasferte al seguito di leader stranieri, summit internazionali. In alcuni casi forse aumenterò la vostra curiosità, e le mie ricognizioni in avanscoperta vi serviranno come itinerari. Se i miei viaggi ispirano i vostri, queste carte “raccontate” vi serviranno come guide di un tipo nuovo per guardare dietro le apparenze. La storia antica riappare negli atlanti, come una trama che si ripete. I grandi imperi di una volta non sono mai del tutto scomparsi, hanno lasciato tracce che ci guidano inconsapevolmente. Ci sono anche le linee rosse invisibili che stanno costruendo il mondo di domani: i confini dell’influenza di un soft power religioso; il paesaggio rivoluzionario di una tecnologia nuova; l’inattesa penetrazione di uno stile di vita italiano negli angoli più remoti del pianeta- Oscar Wilde sosteneva che il paese più importante da segnare sulle mappe è l’Utopia: non conta solo dove siamo qui e ora, ma la direzione di marcia, il traguardo che ci ispira. Alcune delle carte geografiche più utili sono frutto della fantasia. Quelle di Italo Calvino che si susseguono in Le città invisibili, per esempio: “Il Gran Kan possiede un atlante in cui sono raccolte le mappe di tutte le città: quelle che elevano le loro mura su salde fondamenta, quelle che caddero in rovina e furono inghiottite dalla sabbia, quelle che esistevano un giorno e al cui posto ancora non s’aprono che le tane delle lepri. (…) L’atlante tra questa qualità: rivela la forma delle città che ancora non hanno una forma né un nome”.
Federico Rampini – Opinioni – Donna di La Repubblica – 4 novembre 2017 -

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