lunedì 14 maggio 2018

Lo Sapevate Che: Parola di Cousteau, un mare così non l'avete mai visto...


In uno dei momenti più emozionanti del documentario di Jean Michel Cousteau e Jean-Jacques Mantello Le meraviglie del mare, al cinema dal 17 maggio, alcuni esemplari luminescenti di zooplancton si accendono per illuminare le profondità del mare, dando vita a una sequenza che sembra tratta dall’esplorazione di un altro pianeta. “Sono creature affascinanti e ancora in larga parte misteriose” spiega Jean Michel Cousteau, oceanografo e divulgatore come è stato il padre Jacques. "Noi umani abbiamo sempre rivolto lo sguardo al celo, ma abbiamo esplorato forse solo il 5 o 6 per cento degli oceani, dove ci sono ancora milioni di specie da scoprire. Questo non è un film ambientalista come gli altri, ma una festa per gli occhi: vorremmo portare al cinema le famiglie per farle innamorare del mare. Perché solo se ci si innamora di qualcosa si è disposti a tutto pur di proteggerla”. La lavorazione durata te anni ha portato Cousteau, Mantello e la loro équipe scientifica dal Mediterraneo alle Bahamas, fino a Santa Catalina, e poi alla Fiji e al mare di Cortez. Nel film si vedono dalla tridacna gigante, il più grande mollusco bivalve vivente, la cui conchiglia pesa oltre 200 chili, a decine di specie dei minuscoli pesci blennioidei, lunghi anche pochi millimetri. “La nostra più grande soddisfazione” prosegue Cousteau “è di essere riusciti a rappresentare con un livello di dettaglio stupefacente creature difficilmente visibili a occhio nudo”. Per realizzare le immagini è stato necessario costruire cineprese ad hoc, in grado di riprendere a risoluzione 4K, catturando i soggetti ad alta velocità e con un livello di ingrandimento esasperato. Si spera che lo spettacolo multicolore di scene come quelle dei cosiddetti vermi albero di Natale (Spirobranchus giganteus) che sbucano dai coralli possa far capire alla politica quanto sia importante preservare tanta bellezza. “Mi piacerebbe che Trump vedesse il documentario” dice Cousteau “perché sono sicuro ne rimarrebbe affascinato e siccome è un businessman, gli parlerei di affari, cercando di fargli capire che il Pianeta è il ostro capitale: il fitoplancton produce la metà dell’ossigeno della Terra, il doppio della foresta amazzonica”. Di fronte a tale ricchezza che rischia di essere distrutta dall’uomo, c’è ancora spazio per un po' di ottimismo? “Questo film vuole lanciare proprio un messaggio pieno di speranza: non è troppo tardi per salvare i nostri mari” dice Cousteau. “Nel 2009 con un mio documentario ho convinto il presidente George W. Bush, più interessato al petrolio che all’ambiente, a creare il Pacific Remote Islands Marine National Monument, una riserva marina a sud delle Hawaii. Che con l’espansione decisa da Obama è diventata la più vasta al mondo”.
Marco Consoli – Scienze – Il Venerdì di La Repubblica – 11 maggio 2018 -

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