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giovedì 31 maggio 2018

Lo Sapevate Che: Gigi Buffon...


Bello È Bello. Nessun dubbio. Ma quello che ti colpisce di Gigi Buffon è la composta eleganza dei modi e dei pensieri. Un’attitudine che spiega le ragioni profonde del fatto che sia stato il capitano ultracarismatico della Nazionale e della Juventus per vent’anni. La vicinanza fisica trasmette un che di rilassante, la voce è calma e gli occhi limpidi confermano in ogni istante che le parole che dice sono sincere. Definito il miglior portiere della storia del calcio, pochi giorni fa, a 40 anni, ha chiuso una carriera piena di Guinness. Ma resta il capitano del team Head & Shoulders: anche per questa stagione è volto della nuova campagna #Coraggiointesta.
Pensando al libro di Peter Handke e al film che ne ha tratto Wim Wenders, quanto coraggio ci vuole a un portiere Prima del calcio di rigore?
“Per me, nessuno. Quando sono in campo seguo in maniera fedele, i talenti che la natura mi ha dato e che mi hanno fatto scegliere questa vocazione. Così per me stare in campo, e affrontare le difficoltà che mano a mano si presentano, è una cosa normale. Ecco sì, ci vuole amore per il proprio lavoro”.
Lei è una persona riservata. Oggi è testimonial del nuovo shampoo d Head & Shoulders, Men Ultra, non teme questo tipo di esposizione”
La vita che conduco è l’antitesi di quello che sono in campo, cioè l’eroe di tutti, aotto i riflettori sempre e comunque. Per il mio equilibrio cerco di vivere una vita serena, come di base sono io. Ma queste occasioni mi fanno piacere perché sono parte di quelle responsabilità di cui una figura pubblica, come la mia, ogni tanto si deve fare carico”.
Ha sempre scelto donne bellissime. Cos’è per le, adesso a 40 anni, la bellezza femminile?
“L’aspetto esteriore resta la prima cosa che colpisce, è inevitabile. Poi c’è altro. Penso che la bellezza sia un modo di essere e di vivere, d riuscire a condividere sentimenti, interessi e pure le frustrazioni con gli altri. È saper crescere insieme e farsi forza a vicenda nelle relazioni. Questo è esattamente il tipo di rapporto che in questo momento della vita mi fa essere così felice.
Cosa fa per il suo benessere?
“Non mi faccio mancare niente, anche cose che sembrano “immorali, quelle che sai che ti fanno o ti faranno male. Secondo me nella vita servono molti ingredienti. Le valvole di sfogo ci vogliono e una persona che ha una vita pubblica, con tante responsabilità e pressioni, ogni tanto ne ha bisogno”.
Dopo lo stress sul campo riesce a rilassarsi?
“Ci riesco, ci riesco. Anche perché sono un tipo solitario. Mi pace prendermi i miei spazi: stare da solo a casa e regalarmi momenti in cui posso leggere. Ora, per esempio, mi sto dedicando all’inglese e quindi m ritaglio 3 ore al giorno per studiare. Sono in una fase di miglioramento personale, in una sorta di formazione che mi prepari a quella che tra poco sarà, inevitabilmente, la mia seconda vita”
Lei ha sdoganato le lacrime maschili. Piangere davanti a milioni di tifosi può avere una sua bellezza: il coraggio di affermare la propria personalità, difendere i valori.
“la mia risposta emotiva a una serata nefasta. (l’eliminazione della Juventus dalla Champions League grazie a un rigore concesso al 97’ al Real Madrid, ndr) per me è stata qualcosa di estremamente naturale, anzi, normale. Soprattutto fatto da u uomo di 40 anni che vive lo sport e il suo lavoro nella pienezza di tutti. I sentimenti. Penso che sia stata valutata positivamente da molti per il fatto che sono sempre stato considerato un perno, anche carismatico, della mia squadra. E quindi, certo, significa che nella vita c’è spazio per i sentimenti, la commozione, senza che per questo cambino l’impostazione caratteriale e le peculiarità di una persona”.
Tra tanto equilibrio, avrà pure fatto qualche pazzia…
“Tante, senz’altro. Io sono nato folle. Poi cresci. Però hai bisogno di qualche pazzia: ti aitano a sentirti vivo. Sono disposto a farle, a volte, perché hanno un senso e so, dentro di me, che un determinato comportamento mi fa bene e ne ho bisogno. In linea di massima sono un essere umano che cerca il proprio equilibrio, che è fatto di tanti ingredienti.
Marilena Malinverni – Donna di La Repubblica – Giugno 2018 –

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