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giovedì 22 agosto 2013

Lo Sapevate Che: Il Berlusconismo...


Il Cavaliere è davvero un uomo pubblico, interamente esposto al pubblico. Non ci sono misteri sulla sua psicologia, sui suoi punti di forza e sulle sue debolezze, e nel caso che qualcuno le avesse dimenticate è pronto a ricordargliele. Si occupi di affari di Stato come di calcio una cosa è certa: lui ha sempre ragione e gli altri sempre torto, lui è sempre leale e fedele, gli altri sempre infidi e traditori.
Ultimamente è toccato all’allenatore del Milan, Leonardo, ultimo della serie degli allenatori caduto in disgrazia, Che ha fatto di male questo Leonardo? Non ha vinto né il campionato italiano né la Coppa dei campioni, fatti che per qualsiasi essere ragionevole non sono una colpa, dato che gli aspiranti al successo sono in molti e che per averlo avevano speso più del Cavaliere, il quale, volendo essere amato da tutti, dai cittadini contribuenti come dai tifosi del Milan, voleva continuare a vincere ma spendendo di meno. Una contraddizione in termini, ma inaccettabile dagli uomini che si credono fatali e irresistibili.
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Un intercalare solito del Cavaliere è il “se lei mi consente”, come a dire: io sono straricco, strapotente ma profondamente democratico fin dalla nascita, chiedo il permesso anche di sbagliare, anche di respirare, sorrido sempre anche quando metto alla porta un mio dipendente, anche quando licenzio un allenatore del Milan. Il Cavaliere di Arcore è buono, generoso, magnanimo ma i direttori dei giornali che non gli piacciono escono dalla comune, si chiamino Montanelli o Biagi. Ci pensano i maestri di cerimonie a congedarli. I maestri delle cerimonie, uomini di mondo educati a corte, in questi giorni compaiono sui teleschermi o sui giornali per smentire affabilmente i catastrofisti, i profeti di sventure autoritarie che denunciano l’attacco alla libertà di stampa, come di fatto è il “nuovo ordine” sulle intercettazioni telefoniche.
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Berlusconi è fisicamente e mentalmente il contrario dei dittatori del secolo scorso. Paragonarlo nei modi di parlare, di fare di atteggiarsi a Mussolini, Hitler, Stalin non reggerebbe neppure nella bassezza dell’avanspettacolo. Anche il suo impegno televisivo è stato costruito legalmente, con i suoi privilegi e le sue prepotenze legali in cui i grandi costruttori sono maestri, ma chi si è opposto a questo sistema, chi si è messo di traverso con le buone o con le cattive è stato cacciato. Si tratta di quella che noi chiamiamo la democrazia autoritaria: una dittatura della maggioranza o l’assolutismo elettorale per cui chi ha più voti, chi ha il maggior consenso popolare può fare tutto ciò che gli comoda, anche violare le leggi della Costituzione.
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Forse, anzi certamente Berlusconi non se ne rende conto, forse come tutti gli “uomini fatali” è convinto di aver sempre ragione, che tutti congiurino ai suoi danni, ma da quando è entrato in politica, da quando ha detto al suo amico Dell’Utri: “Fare un partito? Lo fanno tutti, facciamolo anche noi” non ha fatto altro che attaccare, deridere, osteggiare la democrazia, il “teatrino della Politica” come la chiama lui, la magistratura, con l’ipocrita distinzione fra quella buona che lo lascia in pace e quella “politicizzata” che lo perseguita, la stampa che concepisce solo, a quanto pare con mezzo di intimidazione degli avversari.
L’ultimo dei suoi allenatori del Milan è stato licenziato come Santoro: “consensualmente”. Ha detto che c’era “incompatibilità di carattere”. Diciamola così: tra Berlusconi e la democrazia parlamentare nata dalla guerra di liberazione c’è incompatibilità di carattere.

Giorgio Bocca – Fratelli Coltelli-1943-2010 L’Italia che ho conosciuto

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