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lunedì 16 marzo 2015

Lo Sapevate Che: Se questo è il nuovo capo della destra...



C’era Una Volta Roma Ladrona, e non era nemmeno un secolo fa. C’era anche la Padania, in nome della quale si bruciava il tricolore, e che guardava alla Baviera, dove però regnano da sempre i cristiano sociali della Csu tedesca oggi stretti alleati di governo dell’odiata Angela Merkel. C’era pure voglia di secessione, con tanto di fucili bergamaschi al seguito pronti all’uso. E c’era papà Silvio che aveva coperto i debiti della “padania”, quotidiano leghista in profondo rosso, e più tardi spingerà la Popolare di Lodi di Gianpiero Fiorani a salvare la banca cara a Umberto Bossi. Che per l’uno e l’altro soccorso giurò eterno amore al Cav. Ma tutto questo avveniva l’altro ieri…Oggi Matteo Salvini fa finta di niente e preferisce piazza del Popolo, luogo-simbolo della politique politici enne in salsa romana, e da lì si rivolge anche ai nati sotto la linea Gotica sfoderando moine, sorrisi,inviti ad ascoltare il nuovo verbo della Lega che fu Nord e oggi è dei popoli, e che spera di tracimare dalle valli fino a Napoli e ancora più giù. (..). Gli Slogan Sono  Quelli Noti: Europa matrigna; via la riforma Fornero imposta dalla tecnocrazia di Bruxelles; magari tornasse la povera liretta che garantirebbe crescita e progresso, insomma si stava meglio quando si stava peggio. Più o meno gli ingredienti che hanno finora premiato destra razzista (Front National in Francia), nuova sinistra (Syriza in Grecia e Podemos in Spagna) e populismo protestatario all’italiana (5Stelle). Il linguaggio mescola con spregiudicatezza burbanze padane, razzismo da bar, vaffa grillini, comumismo spiegato al popolo e nostalgie ecologico-rurali. Collante, l’insulto. Una miscela fatta apposta per attirare ceti incazzati con la politica, umiliati dalla crisi e dimenticati da una destra in rotta. E visto che, come ripete l’altro Matteo, destra e sinistra sono ricordi del passato, ecco la Lega ex federalista e secessionista diventare super nazionalista, tanto nessuno se ne accorge, e poi che importa. Anche se la ricetta rimanda a pagine nere. E ad alleati imbarazzanti. Salvini corre ad abbracciare Marine Le Pen; fa il tifo per Vladimir Putin, dimenticando la scelta di campo che fece il Senatùr: “I nostri fratelli ceceni hanno bisogno dei fucili padani”; qui, infine, sceglie come compagni di viaggio Giorgia Meloni e Casa Pound, cioè quanto di più vecchio e polveroso abbia prodotto il neofascismo romano. (..) A remare contro Salvini è proprio la sua scelta estrema che poco ci azzecca con l’elettorato moderato che ha fatto la fortuna del berlusconismo; ma d’altra parte  ad aiutarlo c’è lo sfascio della destra, divisa e senza leader. Forse Però Il Suo Obiettivo è molto più a portata di mano: resuscitare un movimento messo all’angolo per la vecchiezza dei contenuti e gli scandali da casta, e concorrere a incrinare il bipolarismo verso il quale si è incamminata la politica italiana:  un Grillo di qua e un Grillo di là per infastidire i nuovi equilibri della Repubblica. A modo suo anche questo Matteo vuole rottamare, ma per farlo ricomincia purtroppo dal punto più basso. E più nero.
Bruno Manfellotto – Questa settimana – www.lespresso.it –@bmanfellotto – 12 marzo 2015

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