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domenica 1 marzo 2015

Lo Sapevate Che: La paura del contagio paralizza l'Europa...



E’ tempo di “estremo Occidente”? Tra guerra in Ucraina, tragedia mediterranea, crisi greca altro destino non può augurarsi l’Europa che sopravvive tramontando? La speranza che la sua antica fame di conquista, dopo le immani catastrofi provocate nel Novecento, sapesse “convertire” la propria energia in volontà di liberazione di ogni popolo e di ogni cultura, nel riconoscimento dei tempi diversi che ciascuna esprime, da servitù e miserie, sembra difficile oggi anche da immaginare. (..). Che cosa collega quelle tre grandi crisi, che accerchiano l’Europa e ne minacciano anche l’unico “valore” cui negli ultimi decenni ha affidato le proprie sorti, e cioè il pilastro dogmaticamente assunto della stabilità economica-finanziaria? L’aver concepito il processo unitario in termini essenzialmente centripeti, ogni suo allargamento come “integrazione al centro” di elementi diversi. Sulla base di misure, metodi e forme uguali per tutti. (..). L’Europa Si E’ Andata, invece, statalizzando, “concentrandosi” nelle sue capitali, sedi dei suoi enfantiaci apparati politico-burocratici. E difendendosi in esse. Ha concepito i suoi stessi allargamenti in termini meramente mercantili e come rafforzamento del suo limes nei confronti di ciò che ha continuato ad avvertire come minaccia. Come pensare, infatti, di integrare a sé tante nazioni dell’Est europeo senza contestualmente, anzi, preventivamente, ridefinire strategicamente le relazioni con l’impero russo? (..) L’Agenda Andrà Certo definita in tutti i suoi aspetti tecnici. Ma fin d’ora si sappia che è pura illusione una potenza europea “circondata” da Russia e Turchia, e che proprio il realismo politico impone di riconoscere che solo questa Europa futura sarebbe in grado di affrontare anche la tragedia medio-orientale e mediterranea. Il naufragio di una politica mediterranea, la drammatica crisi dei rapporti con la Russia, le difficoltà e gli ostacoli nelle trattative con Istanbul, sono prole della stessa impotenza, ovvero di una visione conservatrice dell’unità europea, che pretende di mantenere la propria stabilità interna e difendere il proprio “benessere” illudendosi di evitare il “contagio” con conflitti e contraddizioni che ormai ha in house. Quando non li affronti dissennatamente, come in Siria e in Libia, spianando la strada al sedicente Stato Islamico. E non è forse la medesima paura del “contagio” ad aver reso impossibile la soluzione tempestiva della crisi greca? Anche Atene è estranea all’Europa, come si continua a ritenere lo sia l’Islam? Anche di Atene potremmo fare a meno come di Mosca e Costantinopoli? Il calcolemus economico-finanziario deve esserci, ma se esso non ha un fine, se esso non è orientato all’unità politica, ad Atene, nell’arcipelago greco dove è nata, l’idea di Europa compirà senza gloria il proprio evo.
Massimo Cacciari – Parole nel vuoto – L’Espresso – 26 febbraio 2015 -

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