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venerdì 20 marzo 2015

Lo Sapevate Che: Perchè Roma è la grande bellezza...



Dodici anni fa Roma  mi ha fatto sentire una piccola barbara. Avevo 10 anni e il compito estivo più importante era scrivere un diario di viaggio delle proprie vacanze. Andammo a Roma e convinsi i grandi a fare i turisti, a vedere i monumenti, un giro classico, da raccontare. Sui gradini di Trinità dei Monti, ricordo che scattai due foto, poi abbassai la Kodak gialla che mi faceva sentire tanto adulta, e rimasi a guardare in silenzio perché era bello, tutto quanto, bello e grande quanto io ero piccola. Rivedo quella prospettiva nello schermo della televisione, nelle riprese di uno smartphone, uno sguardo prestato alla moltitudine di utenti, e vedo fumogeni, masse urlanti e bottiglie di birra nella Barcaccia del Bernini. Lo speaker del telegiornale dice Bernini e poi dice Villa Borghese e la mia mente corre subito alle mani di Ade affondate nella carne di Persefone, marmo bianco reso vivo dal genio e dal lavoro . Roma di marmo vivo, Roma ancora capitale, anche in questo tempo che costruisce il potere non con marmo e pietra, ma con acciaio, vetro e circuiti. Roma capitale e simbolo, nel mirino del terrorismo, nelle voci dei cortei, nei flash forsennati dei turisti. Perché se prendi Roma, prendi tanto. Non tutto, non più, ma sempre tanto. E’ per questo, che quella massa urlante ha assediato piazza di Spagna? Perché l’essere umano non sarà mai all’altezza dei suoi simboli? Perché non possiamo accettare che quello che costruiamo ci sopravvivrà? (..) Il ratto di Roma è tradizione secolare, a quanto pare. C’è sempre una nuova specie di barbarie pronta a riversarsi sulla Città Eterna. Nemmeno noi italiani usiamo più riverenza,  a questa Roma immensa e ferita. (..). Voglio chiudere gli occhi e togliere il volume e convincermi che sì, Roma è ladrona, ma ladra di cuori, la grande bellezza che riuscì a zittire una bambina di 10 anni che non capiva ma già vedeva, al secondo sguardo se non al primo, che qualcosa di speciale abitava in quella città. Hinc sunt leones, scrivevano gli antichi fra i marmi gloriosi della loro città, liquidando in tre parole i non-luoghi del mito, gli spazi sulle mappe ancora senza inchiostro. Le fiere erano ancora lontane.
Una lettrice quasi romana – guravagabonda@mail.com
(..). Questa lettera, che per ragioni di spazio con vero dolore in parte ho dovuto tagliare, non condanna nessuno a proposito dei fatti vandalici a Roma e non chiede risarcimenti a nessuno. Chi la scrive si sente, al pari dei tifosi che hanno danneggiato la fontana del Bernini, una “piccola barbara”, forse perché dopo l’incanto infantile, al pari dei barbari, non si è più accorta della bellezza di Roma. Quella che i “barbari” giunti dall’Olanda hanno paradossalmente fatto riscoprire, risvegliando le coscienze assopite dei romani e degli italiani che hanno visto a più riprese Roma sfregiata dagli scandali delle mafie, dalla corruzione e dalle connivenze politiche. (..). Temiamo l’Isis, giustamente, e non abbiamo alcun timore del livello bassissimo della nostra cultura storica, letteraria, artistica che lascia indifese le opere d’arte, di cui la gran parte della gente viene a sapere che sono tali solo quando la tv la informa che sono state danneggiate, e la cosa non la turba granché. Ma se è vero che solo la cultura può difendere Roma e più in generale le bellezze dell’Italia, se la nostra cultura resta quella dello stadio o della tv, non abbiamo più speranze e neppure gli occhi incantati di una bambina che abbassa la sua Kodak gialla per non offendere la bellezza.
umbertogalimberti@repubblica.it – Donna di Repubblica – 14 marzo 2015 -

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