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domenica 30 aprile 2023

ARTICOLO RICETTE DEL 30 APRILE 2023


 

“Si vede come si vuol vedere, ed è questa falsità che costituisce l'arte.” Eduard Manet

 

 

Tajarin alle Zucchine e Pollo

Per 4 persone

 

Ingredienti:

400 gr di tajarin all’uovo freschi, 350 gr di petto di pollo, 350 gr di piccole zucchine, una confezione da 1 etto di verdure miste surgelate per soffritto, 1 bustina di zafferano, erba cipollina, latte, burro, sale e pepe.

 

Togliere l’eventuale ossicino al petto di pollo, eliminare anche le cartilagini. Tagliarlo prima a listerelle che poi ridurrete a dadini.

In un tegame con 50 gr di burro fuso fare rosolare a fuoco vivo le verdurine congelate ei cubetti di pollo, mescolando. Bagnare con un bicchiere di latte, salare e pepare. Abbassare la fiamma e cuocere per ancora per 10 minuti.

Lavare le zecchinette, asciugare, spuntarle e tagliarle a rondelle. Unirle nel tegame e bagnare con ½ bicchiere di latte. regolare di sale e pepe nero macinato al momento. Cuocere ancora per 5 minuti a fuoco dolce fin che il fondo di cottura si sia consumato. Nel mentre in una capace casseruola con acqua bollente salata in ebollizione, fare cuocere i tajarin per un minuto, scolarli e unirli nel tegame del ragù, mescolando delicatamente il tutto e tagliando su tutta la superficie l’erba cipollina.

 

N.B.: Se volete fare voi i tajarin (ricetta piemontese) procedete così:

 

Per 1 kg di farina tipo 00, 15 uova fresche, sale, 2 cucchiai d’olio.

 

Disponete la farina a fontana su una spianatoia, unitevi cinque uova intere e dieci tuorli, l’olio e un pizzico di sale. Impastate con cura e tirate una sfoglia molto sottile, si dovrebbe usare il mattarello, ma si può comunque usare anche la macchina per le tagliatelle! Fate riposare, quindi spruzzate di farina e arrotolate la sfoglia, tagliatela con un coltello affilato in modo da ricavarne tagliatelle (tajarin) molto sottili. Fatele riposare e cuocetele in acqua bollente salata, per pochi minuti. Separatele dal liquido di cottura con la schiumarola e conditele. Nella tradizione piemontese, si condiscono sia con sugo di carne, o con sugo di fegatini di pollo, o semplicemente con burro fuso e qualche fogliolina di salvia e un’abbondante spolverata di parmigiano.

 

Se volete preparare le verdure surgelate per soffritto (comodissime molto sovente in cucina!) : occorre pulire e lavare tutte le verdure( cipolle, coste di sedano, carota, basilico, prezzemolo, aglio a piacere), tritarle finemente e riporle in piccole vaschette monodose, chiuse ermeticamente e conservarle in freezer: all’occorrenza pronte per l’uso.

 

 

Lonza di Maiale con Ananas e Peperoni

Per 4 persone

 

Ingredienti:

600 gr di lonza di maiale, 1 peperone verde, 1 cipolla, ananas sciroppato, aceto bianco, zucchero, salsa di soia, salsa Worcester, ketchup, farina, olio.

Tagliate 600 gr di lonza di maiale a cubetti di cm 1,5 di lato. Lavate, asciugate e pulite il peperone verde dei semini e delle nervature interne, tagliatelo a listerelle sottili. Tagliate a ventaglietti 4 fette di ananas sciroppato. In una piccol casseruola sciogliete 3 cucchiai di zucchero in mezzo bicchiere di aceto bianco. Mettete sul fuoco, portate a ebollizione e unite 2 cucchiai di salsa di soia, uno di salsa Worcester, 2 di ketchup e uno di farina, sciolta in un bicchiere d’acqua. Lasciate cuocere per 15 minuti. Scaldate in una larga padella 4 cucchiai di olio, aggiungete una presa di peperoncino e i cubetti di carne, fateli rosolare a fuoco vivo, girandoli con un cucchiaio di legno. Aggiungete la cipolla tagliata sottilmente, le listerelle di peperone e i ventaglietti di ananas. Salate, fate appassire la cipolla, sempre mescolando e aggiungete la salsa preparata. Mescolate e servite caldo.

 

 

 

Torta di Mele rovesciata

Per 6 persone

 

Ingredienti:

6 mele del tipo Golden, 100 gr di burro, 120 gr di zucchero di canna, 2 dl di panna, il succo di 1 limone, 350 gr di farina, 160 gr di burro, 30 gr di zucchero semolato, sale.

Per preparare la pasta: mettere in una ciotola 160 gr di burro a dadini e farlo ammorbidire a temperatura ambiente. Mettere in una terrina gr 320 di farina a fontana e nel centro il burro ammorbidito, 30 gr di zucchero semolato, 3 cucchiai d’acqua fredda e un pizzico di sale. Lavorare velocemente l’impasto sin che diventi liscio e omogeneo. Farne una palla, coprire con pellicola e lasciare riposare al fresco per ½ ora. Lavare e pelare le mele. Tagliarle a metà, togliere il torsolo interno e ridurle a fette sottili, irrorarle in una ciotola con succo del limone. Mettere uno spargifiamma sul fuoco e posarvi una tortiera rotonda con 100 gr di burro, anche questo prima ammorbidito a temperatura ambiente. Quando sarà fuso, aggiungere 120 gr di zucchero di canna e farlo caramellare a fuoco vivo, mescolando con un cucchiaio di legno. Aggiungere le fette di mele e farle insaporire nel caramello per 5 minuti. Distribuirle tutte coprendo uniformemente il fondo della teglia. Su di un piano di lavoro leggermente infarinato, stendere la pasta ad uno spessore di circa 1 cm, adagiarla sulle mele della tortiera coprendole e premendola delicatamente fatela rimboccare lungo i bordi sino a racchiudere dentro il composto della tortiera. Bucare con i rebbi di una forchetta la pasta in superficie. Mettere la tortiera in forno preriscaldato a 180° per 30 minuti. Sfornarla e capovolgerla su di un piatto di portata. Lasciare intiepidire e servire. Può essere servita accompagnata da panna montata.

 

 

 

Lo Sapevate Che: Finisce la guerra in Vietnam: «Questa è un sporca guerra crudele ma spero che voi a casa riusciate a capire perché la combattiamo». Furono le ultime parole indirizzate da un soldato americano alla sua famiglia, prima di morire in battaglia nel 1969. Sei anni dopo terminava uno dei conflitti più sanguinosi del Novecento, che avrebbe lasciato sul terreno i corpi straziati di milioni di innocenti e di giovani soldati mandati a morire senza un perché.


Iniziata ufficialmente nel 1955, la guerra in Vietnam aveva visto intensificarsi l'intervento statunitense nel 1964, con bombardamenti a tappeto e attacchi via terra. Teatro degli scontri era stato in prevalenza il territorio del Vietnam del Sud, dove le forze insurrezionali filo-comuniste (chiamati Viet Cong) si opponevano al regime fantoccio sostenuto dagli USA in funzione antisovietica.

Dieci anni di strategie militari fallimentari e di proteste dell'opinione pubblica americana per le ingenti perdite umane portarono il governo Nixon, indebolito dallo scandalo Watergate, a decidere il totale ritiro delle truppe e a firmare la pace di Parigi nel gennaio del 1973. La promessa di non far mancare aiuti economici e militari alle truppe governative del Vietnam del Sud non venne mantenuta, per la ferma opposizione del Congresso USA e il venir meno dei poteri del Presidente in carica.

Questo scenario spianò la strada all'offensiva finale della milizia comunista (sostenuta su larga scala da Cina e URSS), lanciata nel 1975 in barba agli accordi di pace. Il 30 aprile dello stesso anno avvenne l'ultimo atto della guerra con la caduta di Saigon e la presa del potere da parte del regime comunista del Vietnam del Nord, che unificò il paese dando vita, il 2 luglio del 1976, alla Repubblica Socialista del Vietnam.

Si concluse così uno dei conflitti più feroci del XX secolo, nel corso del quale vennero lanciati esplosivi in un numero superiore a quelli utilizzati su tutti i fronti della Seconda guerra mondiale. In più le forze USA utilizzarono un nuovo tipo di bombe al napalm, contenenti fosforo bianco e per questo in grado di amplificare gli effetti distruttivi sugli esseri umani e sull'ambiente naturale.

Il bilancio finale dei morti consegnò numeri drammatici su entrambi i fronti: 4 milioni di civili e un milione di soldati tra i vietnamiti, 58.226 tra i soldati USA. A questo si aggiunse un numero imprecisato di feriti, in molti rimasti mutilati e invalidi per il resto della vita. Sul piano economico le operazioni belliche costarono alle casse di Washington circa 165 miliardi di dollari.

I racconti dal fronte dei soldati, scioccati dai massacri di civili e dalla violenza dei combattimenti, colpirono profondamente l'opinione pubblica americana e non solo, alimentando un ampio movimento pacifista e di contestazione alla politica estera aggressiva degli Stati Uniti, che alla fine influì sul corso degli eventi e portò a cambiamenti epocali nella società; su tutti l'abolizione della leva obbligatoria nel 1973.

In ottica "guerra fredda", l'esito finale del conflitto sancì una sconfitta bruciante per la superpotenza americana e segnò profondamente la politica estera successiva, vincolando i poteri del Presidente di impegnare truppe su un fronte di guerra all'assenso del Congresso.

http://www.mondi.it/almanacco/voce/676001

Lo Sapevate Che: Carl Friedrich Gauss (245 anni fa): Ricordato come il più grande matematico della modernità, i suoi studi hanno influito profondamente sull'evoluzione delle scienze matematiche, fisiche e naturali.

Carl Friedrich Gauss, il genio della matematica

 

“Fa esattamente 5.050”. A quella risposta così precisa e rapida, il maestro era probabilmente restato di stucco. In pochi minuti, il piccolo genio aveva trovato la soluzione alla domanda fatta per metterlo in punizione: trova la somma di tutti i numeri compresi tra 1 e 100. Niente di più facile per il...

“Fa esattamente 5.050”. A quella risposta così precisa e rapida, il maestro era probabilmente restato di stucco. In pochi minuti, il piccolo genio aveva trovato la soluzione alla domanda fatta per metterlo in punizione: trova la somma di tutti i numeri compresi tra 1 e 100. Niente di più facile per il giovane Carl Friedrich Gauss, che già da bambino era un asso in matematica.

Per rispondere a quell’indovinello, un alunno normale avrebbe preso carta e penna e sommato i cento numeri uno a uno. Ma per la mente plastica di Gauss, le addizioni erano davvero banali: bastava accorgersi che la somma dei numeri agli estremi della serie dà sempre 101 (1+100, 2+99 fino a 50+51). Insomma 50 coppie che sommate danno 101.Bastava insomma una semplice moltiplicazione (50x101)per ottenere la risposta esatta: 5050, appunto.

Questo è solo uno dei tanti aneddoti sulla vita di Gauss, segno del fatto che la sua storia è tutt'altro che banale. Era nato il 30 aprile del 1777, in Germania, da una famiglia molto povera che difficilmente avrebbe potuto garantirgli un'educazione scolastica. Nonostante tutto, il piccolo aveva dato prova fin da subito di eccezionale intelligenza. Fu la sua più grande fortuna, visto che il duca di Brunswick rimase tanto colpito dalle qualità del piccolo genio da finanziare i suoi studi.

Grazie all'aiuto del suo benefattore, Gauss completò il percorso universitario presso l'università di Gottinga  nel 1798.I suoi studi di matematica – che intraprese fino al giorno della morte, avvenuta il 23 febbraio 1855 – produssero fin dai primi anni risultati sorprendenti. A soli 21 anni pubblicò il suo primo trattato in latino, le Disquisitiones Arithmeticae. Si trattava di una raccolta senza precedenti di teoremi dei numeri fino ad allora sparsi in miriadi di testi minori.

Ma il vero grande successo di Gauss arrivò due anni più tardi, quando si trattò di risolvere un problema che attanagliava gli scienziati dell'epoca. L'astronomo Giuseppe Piazzi aveva individuato per la prima volta l' asteroide Cerere, ma ne aveva perduto la traiettoria una volta che questa era entrata in congiunzione con il Sole.

Il giovane matematico tedesco si rimboccò le maniche e si mise a calcolare con esattezza la **posizione **in cui sarebbe riapparso l'asteroide. Dopo 3 mesi di lavoro sui dati di appena l'1% dell'orbita di Cerere, Gauss ottenne delle coordinate precise che furono confermate dagli astronomi. L'impresa lo rese molto famoso in ambito accademico, tanto da garantirgli una cattedra di Astronomia a Gottinga all'età di 30 anni.

Per tutto il resto della vita, Gauss condusse numerosi studi nel campo della matematica ma non fu sempre ben disposto a pubblicare le sue grandi scoperte. Pare che avesse scoperto prima di altri colleghi i fondamenti della geometria non euclidea, ma che si fosse rifiutato di diffonderli per paura di dover affrontare le enormi discussioni che avrebbe sollevato.

Inoltre, non amò mai l'insegnamento e proibì tassativamente ai propri figli di intraprendere gli studi matematici per paura che potessero sminuire il suo nome. La matematica era tutto per lui, tanto da avere la precedenza persino sulla morte. Come racconta Isaac Asimov, un giorno Gauss venne interrotto mentre stava risolvendo un problema numerico. Sua moglie stava morendo. Avrebbe risposto: “Ditele di aspettare finché non ho finito”.

https://www.wired.it/scienza/lab/2018/04/30/carl-friedrich-gauss/

Lo Sapevate Che: Il giorno della Regina: Un'onda arancione invade le strade di Amsterdam in questa data. È il Koninginnedag, "giorno della regina", la festa nazionale dei Paesi Bassi che richiama nella capitale una media di due milioni di visitatori. La storia di questa manifestazione nasce alla fine del XIX secolo, quando i liberali decisero di festeggiare il compleanno della principessa Guglielmina, in segno di unità del Paese.


Il "giorno della principessa" poi mutato in "della regina" (alla salita al trono di Guglielmina), coincideva con il 31 agosto e solo dopo l'ascesa al trono della figlia Giuliana, nel 1948, fu spostato al 30 aprile, in coincidenza con il compleanno della sovrana di allora. Si decise di conservare tale data anche dopo l'incoronazione di Beatrice (ultima regina d'Olanda, prima dell'ascesa al trono del figlio Guglielmo-Alessandro nel 2013). Per i cittadini questo è l'unico momento dell'anno in cui è possibile vendere merci per strada senza alcuna autorizzazione; ciò dà vita a numerosi e variopinti mercatini delle pulci.

L'arancione, colore tradizionale della monarchia, i tulipani e il tricolore nazionale (rosso, bianco e blu) dominano i due doodle locali (visibili in Olanda), che Google ha dedicato alla festa nel 2011 e nel 2012. Con la salita al trono di Guglielmo Alessandro, dal 2014 si festeggia il Koningsdag (giorno del re) che cade il 27 aprile, giorno del compleanno del nuovo sovrano.

http://www.mondi.it/almanacco/voce/369003

Lo Sapevate Che: Sergio Leone: Padre del genere spaghetti-western, è stimato e venerato dai migliori registi di Hollywood, da Stanley Kubrick a Quentin Tarantino, da Martin Scorsese a Clint Eastwood. Paradossale che in tutta la sua carriera non abbia mai ricevuto una nomination agli Oscar.


Nato a Roma e qui deceduto nell'aprile del 1989, in quanto figlio d'arte (padre regista e madre attrice) masticò di cinema fin da piccolo, iniziando come comparsa nel capolavoro neorealista Ladri di biciclette. Studiando da vicino il modo di dirigere di Vittorio de Sica, si appassionò alla regia, proponendosi come assistente regista e sceneggiatore in diverse pellicole del genere peplum (film storici in costume).

Dal 1964 con Per un pugno di dollari diede avvio al western made in Italy, stringendo un lungo e proficuo sodalizio artistico con il compositore Ennio Morricone, conclusosi nel 1984 con il celebre gangster movie C'era una volta in America (Nastro d'argento come "miglior film).

http://www.mondi.it/almanacco/voce/56004

Lo Sapevate Che: Édouard Manet: Un grande maestro della pittura en plein air (all'aperto), fatta di pennellate rapide, di vivacità di colori e di una resa naturalistica della luce, e in ciò anticipatrice della corrente impressionista.

 

Édouard Manet (Parigi, 23 gennaio 1832 – Parigi, 30 aprile 1883) è stato un pittore francese.

 

Biografia

 

Manet non volle mai essere identificato col gruppo degli impressionisti, né partecipò mai alle loro esposizioni. Ciò perché, lungo tutta la sua carriera, egli preferì ottenere l’ammissione al Salon mediante un riconoscimento ufficiale dello Stato, e non «attraverso sotterfugi», come lui stesso affermò. Per questo si batté in difesa del principio della libertà espressiva dell’artista con opere che suscitarono scandalo presso i suoi contemporanei, come Colazione sull’erba e Olympia.

A partire dal 1869 si dedicò alla pittura en plein air (“all’aperto”) e le sue uscite ai giardini delle Tuileries, sul retro del Louvre, divennero quasi degli appuntamenti mondani. Restò in attività fino al 1883, l’anno della sua morte. Manet raggiunse una grandissima fama e ancora oggi è considerato il più grande interprete della pittura pre-impressionista.

Édouard Manet nacque a Parigi nel 1832 da una famiglia ricca e influente. Il padre, Auguste Manet, era un giudice e avrebbe voluto che suo figlio intraprendesse la sua stessa carriera. Ma il giovane Édouard manifestò ben presto il desiderio di entrare nella prestigiosa École des Beaux-Arts. Come risposta, il genitore lo fece imbarcare su una nave. Il viaggio, che durò più di un anno, consolidò ancor di più le aspirazioni di Manet, che al ritorno ottenne finalmente il permesso di studiare arte presso l’atelier di Thomas Couture.

Ma lo stile convenzionale e accademico di quest’ultimo mal si adattava all’indole del giovane Manet, che, dopo sei anni, lasciò polemicamente il maestro. Passato all’Académie, ebbe modo di seguire le lezioni del celebre Léon Bonnat e di lì a poco conobbe i suoi futuri compagni impressionisti e alcuni letterati che ne condividevano le teorie. La modella e pittrice Berthe Morisot lo introdusse nel gruppo e Manet strinse amicizia con Edgar Degas, Claude Monet, Pierre-Auguste Renoir, Alfred Sisley, Paul Cézanne e Camille Pissarro.

La Morisot lo convinse inoltre a dedicarsi alla pittura en-plein-air, conosciuta grazie a Jean-Baptiste Camille Corot, e fu per lui anche fonte di ispirazione per alcuni spunti tecnici che l’artista introdusse nelle proprie opere. Diversamente dagli Impressionisti, Manet riteneva che gli artisti moderni dovessero esporre al Salon, invece di disertarlo preferendo le mostre indipendenti. Tuttavia, quando venne escluso dall’Expo del 1867, anch’egli organizzò una propria mostra personale.

Viaggiò in Germania, Italia, Spagna e Paesi Bassi dove conobbe le opere di Frans Hals, Diego Velázquez e Francisco Goya. Nel 1863 sposò Suzanne Leenhoff. Nel 1881, su suggerimento di Antonin Proust, suo amico, il governo francese lo insignì della Legion d’onore. Manet contrasse la sifilide, che ne segnò il destino, ma fu anche tormentato da penose forme reumatiche non curate, contratte a quarant’anni (o, secondo alcuni, addirittura in gioventù, quando era imbarcato sulla nave). Negli ultimi anni di vita la malattia gli causò forti dolori e una parziale paralisi.

Il 6 aprile 1883, dopo un’estenuante periodo di indecisione, gli venne amputato il piede sinistro, ma l’operazione non servì a risparmiarlo dalla morte a soli 51 anni, che sopraggiunse quasi un mese dopo, al termine di una interminabile agonia sfociata nel coma. Le sue ultime parole, prima di perdere definitivamente conoscenza, furono di rimpianto per l’ostilità del suo avversario Alexandre Cabanel: “Sta bene, quello!”. Manet venne sepolto nel Cimitero di Passy: accanto a lui, anni dopo, furono sepolti il fratello Eugène e sua moglie Berthe Morisot.

Attività artistica

Nel 1856 Manet aprì il suo studio: in questo periodo, il suo stile era caratterizzato da pennellate libere, dettagli stilizzati e assenza di sfumature, secondo la tecnica realista di Gustave Courbet, in particolare nel dipinto Il bevitore di assenzio (1858-1859) e in altri soggetti di genere, come accattoni, cantanti, zingari, personaggi dei caffè e combattimenti di tori.

Raramente dipinse scene religiose, mitologiche o storiche: una rara eccezione è il Cristo morto con gli angeli (1864), oggi conservato al Metropolitan Museum of Art di New York. Sebbene le sue opere abbiano anticipato e influenzato lo stile impressionista – al punto che mentre alcuni autori lo definiscono il “padre dell’impressionismo”, altri lo negano e lo indicano solo come l’iniziatore della pittura moderna che liberò l’arte dall’accademismo – egli non volle mai essere coinvolto nelle mostre del gruppo, da un lato perché non voleva essere considerato come uno dei rappresentanti del gruppo stesso, dall’altro perché avrebbe comunque preferito esporre al Salon.

Manet realizzò diversi dipinti che raffigurano interni di bistrò, fresche osservazioni della vita sociale dell’800 a Parigi: persone che bevono, ascoltano musica, si corteggiano, leggono, aspettano. Molti di questi quadri sono basati su rapidi studi dal vivo: spesso l’artista si recava alla Brasserie Reichshoffen, sul boulevard de Rochechouart, oppure al ristorante lungo la Avenue de Clichy, Pere Lathuille, dove si poteva pranzare all’aperto. Un altro soggetto trattato erano le attività della borghesia, come i balli in maschera o le corse campestri, oppure le strade o le stazioni di Parigi.

Le déjeuner sur l’herbe

L’opera, realizzata nel 1863, venne presentata al Salon di Parigi, ma venne respinta. Entro lo stesso anno, però, il quadro venne esposto al Salon des Refusés, voluto dall’imperatore Napoleone III, poiché il Salon ufficiale aveva rifiutato oltre quattromila opere solo nel 1863. L’accostamento di due uomini ben vestiti e due donne nude fu contestato, non tanto per il senso di erotismo che esso conferisce all’opera, quanto piuttosto perché i quattro personaggi rappresentano persone di quell’epoca: le donne sono due modelle e gli uomini sono giovani studenti (lo si può notare dal modo di vestire).

L’opera venne criticata anche per la mancanza di prospettiva (il senso di profondità è dato soltanto dalla presenza degli alberi) e per il fatto che non si distinguono bene le varie parti del quadro (non si capisce dove finisca l’erba e dove inizi l’acqua): ciò fa sì che i personaggi sembrino sollevati da terra. Il dipinto si distingue anche per l’esecuzione rapida, quasi da abbozzo, che lo poneva in contrasto con le opere di Gustave Courbet. Al tempo stesso la composizione rivela lo studio dei grandi maestri del passato; ne è un esempio la disposizione delle figure, che riprende le incisioni di Marcantonio Raimondi ispirate da Raffaello Sanzio o La tempesta di Giorgione che raffigura un uomo in uniforme e una donna nuda che allatta un bambino.

Curiosità

Nonostante l’amico dottor Gachet gli avesse sconsigliato di farlo, Manet si fece amputare la gamba in casa, sul grande tavolo del salotto, dopo esser stato cloroformizzato. I medici, andandosene, lasciarono l’arto amputato dietro il paravento del caminetto, Leon Koella, volendo accendere il fuoco, lo trovò.
Nonostante la reciproca complicità, era celebre l’antipatia personale che Manet provava per Cézanne, il quale, a sua volta, lo ricambiava con altrettanta scortesia. È divenuta celebre la frase con cui quest’ultimo una volta lo salutò: “Non le stringo la mano, monsieur Manet, perché è una settimana che non la lavo”.
Manet ebbe fama di donnaiolo, e tra le sue conquiste va annoverata Marie-Pauline Laurent (che fu poi musa di Stéphane Mallarmé). La stessa Berthe Morisot si era invano innamorata di lui, al punto tale di sposarne il fratello Eugéne pur di stargli vicino, e dando luogo a furibonde scene di gelosia, in particolar modo quando Manet prese come allieva l’avvenente Eva Gonzalez.. Arrivò addirittura al punto, nel 1877, di sedurre la giovane moglie di un suo allievo e carissimo amico, Jules Armand Hanriot che, per il dolore, sparì dalla scena artistica e da Parigi. Molte biografie riportano la sua morte nella stessa data, a 24 anni, anche se Henriot sarebbe morto solo nel 1921. Altri sostengono che sia stato Hanriot a sedurre madame Manet, e la furia di Edouard lo avrebbe costretto alla “fuga”.
Pur se legato a Monet da reciproca amicizia, provava inizialmente molto disturbo per la sua quasi omonimia che fu motivo di equivoci per il pubblico.

https://artslife.com/history/2014/11/manet-edouard-1832-1883/ 

sabato 29 aprile 2023

ARTICOLO DELLE RICETTE DEL 29 APRILE 2023

 

“C’è qualcosa più importante della logica: l’immaginazione!” Alfred Hitchock

 

 

 

Minestra con Pasta e Rucola

Per 4 persone

 

Ingredienti:

Un mazzo di rucola, 2 patate, 250 gr. di pomodori, un peperoncino, timo basilico aglio, pangrattato, 300 gr. di pasta, olio sale.

 

In 1 lt. di acqua salata fate cuocere la rucola sfilettata dai gambi e le patate a dadi.

Cuocete per 10 minuti ed aggiungete la pasta. Soffriggete in una padella con l’olio, l’aglio , che toglierete, poi aggiungete peperoncino e pomodori. Addensate con  pangrattato. Condite la minestra con questo sugo, basilico e timo tritati e olio .

 

 


Scaloppine alle Mandorle e Arancia accompagnate da purea di patate

Per 4 persone

Ingredienti:

8 scaloppine di vitello o maiale,1 grossa arancia non trattata, 1 cucchiaio di mandorle a fettine, burro, sale, pepe. Per la purea: 1 kg di patate, ½ lt di latte, 70 gr di burro, sale.

 

Lavare e asciugare l’arancia, ricavarne 12 scorzette e tutti il suo succo e tenerlo da parte. In una piccola casseruola con poca acqua e un pizzico di sale fare bollire le scorzette d’arancia per 8 minuti. Scolarle e tenerle da parte.

Togliere l’eventuale pelle laterale alle fettine di carne e batterle con il batticarne coprendole prima con un foglio di pellicola.

Scaldare bene una larga padella e farvi sciogliere 30 gr di burro. Far rosolare le fettine 1 minuto per lato. Cospargere le fettine rosolate con le mandorle. Salare e pepare.

Versare il succo dell’arancia nella padella e distribuire sopra anche le scorzette. Servire subito, accompagnando con la purea di patate calda.

 

 

 

Cheese Cake alla Ricotta e Cioccolato

Per 6 persone

 

Ingredienti:

300 gr di ricotta, 3 dl di panna fresca da montare, 120 gr di biscotti secchi, 50 gr di miele, 40 gr di burro, 3 uova, 160 gr di zucchero, 15 gr di gelatina in fogli, 1 cucchiaio di caffè istantaneo, 100 gr di cioccolato fondente. Granella di cioccolato bianco e marrone.

In una terrina mettere i tuorli, lo zucchero e montarli con una frusta sino ad ottenere un composto gonfio e spumoso. Mettere i fogli di gelatina a bagno in un po’ di acqua fredda per farli ammorbidire. Scolarli e farli sciogliere in una piccola casseruola su gas bassissimo, rimestando, per qualche attimo. Appena sono sciolti, unire al composto di uova. Montare a neve fermissima gli albumi. Ammorbidire in una scodella la ricotta, girandola con un cucchiaio di legno. Unire la ricotta e gli albumi alla crema di uova. Infine unire la panna montata. Sbriciolare molto fini i biscotti. Far fondere il burro, unirlo al miele e il tutto ai biscotti sbriciolati. Foderare una pirofila rotonda del diametro di circa 22 cm con carta da forno. Imburrare il bordo interno e il fondo. Stendere il composto di biscotti, schiacciando bene con l’aiuto di una forchetta. Versare sopra i biscotti 1/3 della crema preparata, livellandola bene. Tenere in frigorifero la preparazione per ½ ora. Dividere la crema residua in due ciotole. In una crema amalgamare il caffè fatto sciogliere in 1 cucchiaio di acqua bollente, nell’altra il cioccolato fatto fondere a bagnomaria. Stendere la crema al cioccolato sopra la crema nella pirofila tolta dal frigorifero, livellare bene. Lasciare di nuovo riposare in frigorifero per ½ ora. Poi stendere lo strato di crema al caffè . Livellare nuovamente e tenere il frigorifero la preparazione, coperta con pellicola, per almeno 4 ore prima di servire. Ricoprire la superficie con la granella dei due cioccolati.

 

Lo Sapevate Che: Pavarotti debutta nella lirica: Dal cuore dell'Emilia ai palcoscenici più prestigiosi del mondo, dando nuovo lustro a quella lunga tradizione di tenori inaugurata da Enrico Caruso e proseguita con Gigli, Del Monaco e Di Stefano. Nacque così la parabola di Big Luciano che per quarant'anni fu tra i principali ambasciatori della cultura italiana nel mondo.


La musica era un aspetto predominante della quotidianità della famiglia modenese dei Pavarotti. Il padre Fernando, fornaio di professione, nutriva una sconfinata passione per il canto, che aveva trasmesso al figlio Luciano. Le spiccate doti del giovane erano emerse attraverso gli studi con il tenore Arrigo Pola e il Maestro Ettore Campogalliani. Nel frattempo, allenava l'udito con i dischi dei grandi di allora, sperando un giorno di imitarne le gesta.

Dopo la vittoria al concorso intitolato alla memoria del celebre compositore emiliano Achille Peri, per Pavarotti si spalancarono le porte del debutto su un palcoscenico importante. Nella primavera del 1961 venne scritturato per la parte di Rodolfo ne La Bohème di Giacomo Puccini, sotto la direzione di Francesco Molinari Pradelli. La rappresentazione era prevista per sabato 29 aprile al Teatro Municipale "Romolo Valli" di Reggio Emilia.

Il nervosismo manifestato alle prove della vigilia svanì durante l'esibizione in pubblico, che si spellò le mani dopo la magistrale interpretazione della celebre aria «Che gelida manina». Fu una serata memorabile per il 25enne di Modena, che conservò per sempre un legame speciale con l'opera di Puccini. Acclamato in tutti i teatri italiani, quattro anni più tardi Pavarotti affrontò la prima tappa di un trionfale tour negli Stati Uniti d'America.

All'esordio di Miami nel 1965, seguirono altre performance a San Francisco e Philadelphia, fino alla definitiva consacrazione del 17 febbraio 1972: quel giorno mise in scena la Fille du Regiment di Donizetti al Metropolitan di New York, stregando la platea con nove Do di petto. La gente gli tributò 17 chiamate ed ovazioni al sipario, un record mai raggiunto (e tuttora imbattuto) nella storia della lirica.

Gli anni Novanta lo videro impegnato in indimenticabili concerti all'aperto, tenuti nei luoghi simbolo delle principali capitali del mondo: dall'Hyde Park di Londra al Central Park di New York nel 1993 (davanti a oltre mezzo milione di persone e a milioni di telespettatori collegati da ogni parte), fino all'esibizione parigina all'ombra della Torre Eiffel. Negli stessi anni rimasero indelebili nella memoria i concerti dei «Tre Tenori» con Placido Domingo e José Carreras.

Il forte legame con la terra natia lo spinse a fare di Modena il cuore di un evento di respiro internazionale e animato da scopi benefici. Dal 1992 al 2003 "Pavarotti & Friends" portò nella città emiliana le grandi star del pop e del rock internazionale, da Bono Vox ai Deep Purple, protagonisti di suggestivi duetti con Big Luciano. Al termine della carriera nel 2006, Pavarotti poteva vantare numeri da capogiro: 331 concerti e 315 recital, per un totale di 1.266 rappresentazioni in più di 60 Paesi nel mondo.

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Lo Sapevate Che: Enrico Mattei: Imprenditore, politico e dirigente pubblico nato ad Acqualagna, in provincia di Pesaro e Urbino. Puntò sull'energia per rilanciare lo sviluppo economico italiano e, nel 1953, fondò l’Eni partendo dalla riorganizzazione dell’Agip.



Dopo alcuni lavori umili e un'esperienza di direttore del laboratorio di una conceria, si trasferì a Milano, dove a trent'anni, insieme alla sorella e al fratello, aprì la sua prima fabbrica: un piccolo laboratorio di oli emulsionanti per l'industria conciaria e tessile, con la quale riuscì a diventare fornitore delle Forze Armate.

Nel 1934 fondò l'Industria Chimica Lombarda e, dopo la guerra, fu incaricato dallo Stato di liquidare le attività dell'Agip, creata nel 1926 dal regime fascista. Al contrario, preferì riorganizzare l'azienda che, con la nascita dell'ENI, ne divenne la struttura portante. Egli disattese le istruzioni del Governo perché profondamente convinto di dover garantire al Paese un'impresa energetica nazionale che fosse in grado di sostenere, a prezzi più contenuti, i bisogni delle famiglie e lo sviluppo della piccola e media impresa.

Nel 1953 diede vita all'Eni, dopo lunghe trattative tra chi sosteneva l'iniziativa privata e quanti volevano, invece, la presenza dello Stato per contrastare il monopolio di fornitura sull'Europa occidentale delle compagnie statunitensi. Dal 1957, Mattei aprì l'Eni all'energia nucleare e iniziarono i lavori per la costruzione della Centrale elettronucleare Latina, completata in soli quattro anni. Questa, che era la più grande d'Europa, pose l'Italia al terzo posto nel mondo, dietro agli USA e all'Inghilterra. Contemporaneamente lo stesso Mattei decise di creare, come costola dell'Eni, una società di ricerche minerarie al fine di garantirsi una fornitura diretta di uranio da giacimenti esistenti sul territorio italiano o estero.

Il 27 ottobre 1962 Mattei morì (insieme a tutti i passeggeri) nell'esplosione dell'aereo sul quale stava viaggiando, proveniente da Catania e diretto a Linate. Le indagini che seguirono, condotte dall'Aeronautica militare italiana e dalla Procura di Pavia sull'ipotesi di attentato, furono archiviate per insussistenza di fatti. Solo nel 1997, queste furono riaperte e alcuni reperti analizzati con nuove tecnologie. Esami che portarono alla conclusione che l'aereo era stato dolosamente abbattuto, senza però poterne scoprire i responsabili.

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Lo Sapevate Che: Matrimonio Reale Inglese : Gli occhi del mondo su una coppia di giovani sposi, ventinove anni lei, ventotto lui. Il carattere eccezionale dell'evento è che lo sposo è il principe William, Duca di Cambridge, Conte di Strathearn e Barone.

 

Matrimonio del principe William e Catherine Middlet

Il matrimonio del principe William, duca di Cambridge e Catherine Middleton ha avuto luogo venerdì 29 aprile 2011 a Londra, nell'Abbazia di Westminster. Qualche ora prima del matrimonio, a William sono stati conferiti i titoli di Duca di CambridgeConte di Strathearn e Barone Carrickfergus da parte della regina. Con il matrimonio, Catherine Middleton è pertanto divenuta Sua Altezza Reale Catherine, duchessa di Cambridge, contessa di Strathearn, baronessa Carrickfergus, ma non viene citata come "Principessa Catherine", dato che non possedeva tale titolo già da prima del matrimonio, ma l'ha acquisito solo tramite l'unione con un principe.

Dato che William non era ancora l'erede apparente al trono (essendo secondo in linea di successione, dopo il padre, futuro Carlo III), il matrimonio non è stato pienamente un affare di stato, e molti dettagli sono pertanto stati lasciati alla decisione degli sposi, come gran parte della lista di ospiti e di invitati (circa 1.900). Nonostante questo, la giornata del 29 aprile è stata dichiarata festività nazionale nel Regno Unito, e la cerimonia stessa ha avuto molti caratteri solenni, come l'uso delle carrozze di Stato e l'utilizzo delle guardie e della cavalleria. Il matrimonio ha visto la partecipazione di quasi tutta la famiglia reale britannica, oltre che di diversi reali stranieri e di ospiti scelti personalmente dalla coppia.

Ufficialmente William e Catherine sono diventati marito e moglie alle 11:20 (ora locale). La coppia per il loro matrimonio ha scelto una lista nozze solidale, che consisteva in un fondo creato ad hoc per chi ha voluto omaggiare le nozze ma soprattutto fare una donazione che è stata distribuita tra 26 ONG con varie missioni umanitarie scelte dagli sposi.

Storia

Il Principe William, al tempo secondo in linea di successione alla regina Elisabetta, ha incontrato Kate per la prima volta nel 2001, mentre entrambi frequentavano l'Università di St. Andrews in Scozia. Il loro fidanzamento, iniziato il 20 ottobre 2010, è stato annunciato il 16 novembre successivo.

L'annuncio del fidanzamento

Il 16 novembre 2010, Clarence House ha annunciato che il principe William, figlio maggiore del principe Carlo, si sarebbe sposato con la fidanzata Catherine Middleton "nella primavera o nell'estate del 2011, a Londra". William avrebbe chiesto in sposa la giovane nell'ottobre 2010 durante una vacanza in Kenya, regalandole lo stesso anello di fidanzamento che il padre Carlo aveva dato alla madre, Diana: un anello in oro bianco a 18 carati, con uno zaffiro ovale da 12 carati e 14 diamanti rotondi.

Il Principe del Galles ha affermato di essere contento, commentando con una battuta ("si sono esercitati fin troppo"), e la regina Elisabetta II si è dichiarata "assolutamente felice" per la coppia. La sovrana ha dato il suo assenso formale al matrimonio, come richiesto dal Royal Marriages Act 1772, durante il suo Consiglio Privato la mattina del giorno del fidanzamento. Le congratulazioni sono giunte anche da tutti i Primi Ministri delle nazioni di cui Elisabetta II è capo di Stato, tra i quali Julia GillardPrimo ministro dell'Australia, che in politica ha tendenze repubblicane.

A seguito dell'annuncio di fidanzamento, la coppia si è prestata ad un'intervista esclusiva al giornalista politico di ITV News Tom Bradby. Mario Testino ha realizzato le foto ufficiali del fidanzamento a St. James's Palace.

Il 23 novembre 2010 è stata confermata la data del 29 aprile 2011, e poi annunciato che lo stesso giorno sarebbe stato dichiarato Festa nazionale in tutto il Regno Unito, con la conferma della Regina il 15 dicembre 2010. La data del matrimonio fu dichiarata festività nazionale anche a Bermuda, nelle Isole Cayman, nell'Isola di ManGibilterraGuernseyJersey, nelle Isole Falkland, a Montserrat e a Turks e Caicos.

Dato che il 29 aprile cade solo sei giorni prima delle elezioni in Scozia e del referendum elettorale, l'annuncio si è attirato anche commenti politici. John Curtice, professore di politica all'Università di Strathclyde, ha affermato che per le elezioni scozzesi la data era "sfortunata" e che "sarebbe stato probabile che la famiglia reale sarebbe stata tirata in causa nel dibattito politico".

Pianificazione della giornata]

Il 23 novembre 2010 Clarence House ha annunciato che la data del matrimonio sarebbe stata il 29 aprile 2011 (festa di Santa Caterina da Siena, da cui Catherine prende il nome), con la celebrazione religiosa presso l'Abbazia di Westminster, fondata nel 960. L'Abbazia è il sito tradizionale scelto per le incoronazioni dal 1066, e solo di recente diventata il luogo dei matrimoni reali; prima del 1918, quasi tutti i matrimoni reali si sono svolti nelle cappelle reali, come la Cappella Reale al Palazzo di Saint James o la Saint George's Chapel, al Castello di Windsor. L'Abbazia, che ha una capacità di circa 2000 persone, era già stata scelta come luogo per altri matrimoni reali, come quello tra Elisabetta II (allora solo principessa) e Filippo di Edimburgo nel 1947, quello tra Margaret, Contessa di Snowdon e Antony Armstrong-Jones nel 1960, quello tra la Principessa Anna e Mark Phillips nel 1973 e quello tra il Principe Andrea, Duca di York e Sarah Ferguson nel 1986.[

La coppia ha chiesto inoltre di effettuare donazioni ad associazioni benefiche, in luogo dei classici doni di nozze; a questo fine, è stato istituito il "The Prince William and Miss Catherine Middleton Charitable Gift Fund", che si occupa di azioni di beneficenza come quella per gli aiuti a seguito del Terremoto di Christchurch del 2011, per la Guardia Costiera Canadese, per il Royal Flying Doctor Service in Australia, oltre che per la Società Zoologica di Londra. Le principali decorazioni per l'Abbazia durante la cerimonia sono stati una dozzina di alberi di Acer campestre, posizionati su entrambi i lati della navata.

La cerimonia

dagli sposi.

Il tragitto della coppia[modifica | modifica wikitesto]

Il tragitto si è esteso tra Buckingham Palace e l'Abbazia di Westminster, passando per The MallClarence House, Horse Guards Road, Horse Guards Parade, attraverso Horse Guards Arch, Whitehall, il lato meridionale di Parliament Square e il Broad Sanctuary. Il principe William ha preceduto la sposa a bordo della Bentley State Limousine, accompagnato dal fratello Harry. Catherine, accompagnata dal padre, li ha seguiti a bordo della Rolls-Royce Phantom VI della regina, detta anche Silver Jubilee Car.

La cerimonia nuziale

St. James's Palace annunciò il 5 gennaio cerimonia avrebbe avuto inizio alle 11, e che la sposa sarebbe giunta all'Abbazia in automobile, invece che in carrozza (che è il mezzo di trasporto tradizionale per le spose reali). La strada avrebbe seguito The Mall, attraverso Horse Guards Parade, poi lungo Whitehall fino all'abbazia. Dopo la cerimonia, la coppia sarebbe tornata lungo lo stesso percorso in carrozza fino a Buckingham Palace, per un ricevimento offerto dalla regina. Il Principe del Galles avrebbe invece offerto una cena privata nella serata, a cui non avrebbe partecipato la regina.

Diversamente dalla tradizione, lo sposo ha avuto un testimone, il fratello Henry, invece del tradizionale supporter; la sposa ha invece scelto la sorella Philippa come damigella d'onore. Vi sono state quattro damigelle: Lady Louise Windsor, la figlia di sette anni del Principe Edoardo e di Sophie Rhys-Jones, Margarita Armstrong-Jones, figlia di otto anni del Visconte e della Viscontessa Linley, Grace van Cutsem, la figlia di tre anni dell'amico della coppia Hugh van Cutsem ed Elisa Lopez, la nipote di tre anni di Camilla, duchessa di Cornovaglia. Hanno partecipato anche due paggetti: William Lowther-Pinkerton, figlio di dieci anni del segretario privato di William, Jamie Lowter-Pinkerton, e Tom Pettifer, figlio di otto anni dell'ex tata di William ed Harry, Tiggy Pettifer.[36][37]

Le dieci campane dell'Abbazia di Westminster hanno accompagnato la cerimonia, suonando a festa mezz'ora prima dell'inizio della cerimonia e per tre ore al termine di quest'ultima, per un totale di circa 5000 rintocchi.

La liturgia

Il Decano di Westminster ha officiato la maggior parte della funzione, mentre Rowan Williams, l'arcivescovo di Canterbury, ha officiato il matrimonio; Richard Chartres, vescovo di Londra, ha tenuto l'omelia, che è iniziata con una citazione di Santa Caterina da Siena ed è terminata con una preghiera composta dalla coppia di sposi. È tradizione di lunga data che l'Arcivescovo di Canterbury, il vescovo più importante della Chiesa anglicana, sia il celebrante ai matrimoni dei monarchi o dei futuri monarchi del Regno Unito,] ma dato che Chartres è amico del Principe del Galles, è stato invitato a prendere parte alla cerimonia. Come annunciato, la formula matrimoniale adottata è stata la stessa scelta da Diana: Kate infatti, ha promesso di "amare, confortare, onorare e avere cura" del marito, ma non di "obbedirgli". Come lettura è stata utilizzata la lettera di San paolo apostolo ai Romani, capitolo 12, versetti 1 - 2 e 9 - 18, ed è stata letta dal fratello della sposa, James Middleton.

L'anello nuziale

L'anello nuziale di Catherine è stato realizzato con oro gallese. L'anello è stato creato dal detentore delle concessioni reali Wartski, una società con radici a Bangor, nel nord del Galles. Sin dal 1923, è tradizione che nella famiglia reale venga utilizzato oro gallese per la fede nuziale della sposa. Questo anello è stato realizzato con una piccola quantità di oro che era stata tenuta nei caveau reali sin da quando era stato donato alla regina Elisabetta II; questo oro era stato estratto nella miniera d'oro di Clogau, nelle montagne di Snowdonia, non lontano da Anglesey dove la coppia risiede. La miniera di Clogau fu aperta alla fine del XIX secolo, e fu abbandonata all'inizio del XX, per essere riaperta nel 1992 e chiudere definitivamente nel 1998. Una fonte di palazzo ha affermato che la regina aveva donato al Principe William un pezzo dell'oro che era stato di proprietà della famiglia; William ha comunque scelto di non ricevere un anello nuziale alla cerimonia.

Dopo la funzione

Dopo la funzione i neosposi hanno effettuato il tragitto verso Buckingham Palace a bordo di una carrozza scoperta in una parata a cui hanno partecipato anche altri membri della famiglia reale. All'1:25 la coppia è apparsa al balcone del Palazzo, per osservare un passaggio di aerei composto da aerei LancasterSpitfire e Hurricane, seguiti da due Typhoon e due Tornado.

Tempi

Alle 6 del mattino le strade intorno a quelle interessate dalla parata sono state chiuse al traffico. Dalle 8:15 sono iniziati ad arrivare all'Abbazia i governatori generali, i Primi Ministri del Commonwealth e i diplomatici. I principi William e Harry hanno lasciato Clarence House alle 10:10 a bordo di una delle due Bentley State Limousine di proprietà della famiglia reale, giungendo all'Abbazia alle 10:18 seguiti dai rappresentanti delle famiglie reali straniere, dalla famiglia Middleton e, per ultima, dalla famiglia reale britannica (la Principessa Reale e il Vice Ammiraglio Timothy Laurence, il Duca di York e le principesse Beatrice ed Eugenia di York, il Conte e la Contessa di Wessex, il Duca e la Duchessa di Gloucester, il Duca e la Duchessa di Kent, il Principe e la Principessa Micheal di Kent, l'Onorevole Lady Ogilvy, il Principe di Galles e la Duchessa di Cornovaglia). Secondo la tradizione, la Regina Elisabetta II e il Duca di Edimburgo sono stati gli ultimi membri della Famiglia Reale a lasciare Buckingham Palace, arrivando all'Abbazia alle 10:48. La sposa ha lasciato quindi il Goring Hotel a bordo della Rolls-Royce Phantom VI alle 10:52, in tempo per l'inizio della cerimonia alle 11. La funzione ha avuto fine alle 12:15, e gli sposi hanno effettuato il tragitto verso Buckingham Palace a bordo di una carrozza scoperta in una parata. Alle 13:25 la coppia è apparsa al balcone del Palazzo.

Costi

Il costo del matrimonio è ammontato a 20 milioni di sterline Il quotidiano australiano Herald Sun ha stimato circa 32 milioni di dollari australiani per la sicurezza e 800.000 dollari per i fiori. Tolti questi, il matrimonio ha portato proventi per circa 2 miliardi di sterline al turismo britannico.[]I costi del matrimonio sono stati coperti dalla Famiglia Reale e dai Middleton, mentre i costi di sicurezza e trasporto dalle finanze pubbliche.

I titoli ricevuti

La mattina delle nozze, William è stato creato Duca di CambridgeConte di Strathearn e Barone Carrickfergus, pertanto Catherine è divenuta, dopo il matrimonio, Sua Altezza Reale la Duchessa di Cambridge. Questo fatto è in linea con la tradizione di conferire titoli nobiliari al momento del matrimonio ai principi che non ne posseggono ancora uno (per esempio, il Principe Andrea fu creato Duca di York quando si sposò nel 1986). Questi titoli hanno anche significati simbolici: Strathearn è vicino a St. Andrews, Fife, in Scozia, dove William e Catherine si sono incontrati come studenti. Carrickfergus si trova nell'Irlanda del Nord; insieme ai legami di William con il Galles e con il fatto che Cambridge si trova in Inghilterra, questi titoli legano il principe con tutte le quattro nazioni che compongono il Regno Unito.

Festeggiamenti

La regina ha offerto un ricevimento fissato per l'ora di pranzo a Buckingham Palace, che ha avuto inizio dopo l'arrivo della carrozza con la coppia. Si è trattato di un ricevimento privato per alcuni degli ospiti che avevano partecipato alla cerimonia religiosa, facenti parte sia della vita pubblica che di quella privata della coppia. Durante i festeggiamenti, gli sposi hanno effettuato un'apparizione sul balcone della facciata del Palazzo, con altri membri delle loro famiglie. Al ricevimento sono stati serviti canapè, e ha partecipato anche l'Arpista Ufficiale del Principe del Galles, Claire Jones. La festa ha avuto termine circa a metà del pomeriggio.

La torta nuziale è stata realizzata dalla cake designer Fiona Cairns: è alta otto piani ed è formata da 17 dolci alla frutta, di cui ben 12 sono per la base. La torta è ricoperta di glassa e crema, ed è decorata con circa 900 fiori di pasta da zucchero (come la rosa bianca, il trifoglio, il cardo e il narciso, simboli rispettivamente dell'Inghilterra, dell'Irlanda, della Scozia e del Galles).

Dopo la festa, alle 15:35, William ha portato la sua sposa fuori dal Palazzo percorrendo The Mall per raggiungere Clarence House, la sua residenza londinese ufficiale. L'automobile, una Aston Martin DB6 Volante da due posti (MkII convertibile), era stata decorata per gli sposi dal fratello Harry e dagli amici; la targa posteriore era stata modificata per mostrare la combinazione JU5T WED, traducibile con "Oggi Sposi". Il principe si era cambiato d'abito, indossando l'uniforme "Blues and Royals"; la moglie aveva ancora addosso il vestito da sposa. L'automobile era stata regalata al Principe Carlo dalla regina Elisabetta per il suo 21º compleanno. In serata, il Principe del Galles ha offerto una cena privata, seguita da danze, sempre a Buckingham Palace; hanno partecipato sia la coppia di sposi, che i loro amici e parenti.

Commercio, monete e francobolli Il principe William e Catherine hanno approvato personalmente un set ufficiale di porcellane (che comprendeva piatti, tazze e contenitori per pillole) da realizzare per la Royal Collection per essere venduti come souvenir a partire da dicembre 2010. Gli oggetti sono decorati con le iniziali incrociate dei due sposi, poste sotto la corona del principe, comprendente la dicitura "Per celebrare il matrimonio del principe William del Galles e Catherine Middleton 29 aprile 2011" ("To celebrate the marriage of Prince William of Wales and Catherine Middleton 29 April 2011"). Il Lord Ciambellano approvò una serie di ricordini, tra cui tazze, piatti, contenitori per biscotti e pentolini in porcellana. Il documento pose limiti all'utilizzo dello stemma di William e delle immagini della coppia su tali oggetti.

Per celebrare il fidanzamento di William e Catherine, la Zecca Reale ha prodotto una moneta da 5 sterline che mostra la coppia di profilo, mentre la Zecca Reale Australiana ha emesso una serie di monete collezionabili disegnate da Stuart Devlin. Il 21 aprile la Royal Mail ha stampato una serie di francobolli commemorativi, ritraenti le fotografie ufficiali del fidanzamento.

https://it.wikipedia.org/wiki/Matrimonio_del_principe_William_e_Catherine_Middleton