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venerdì 13 marzo 2015

Lo Sapevate Che: Il compito più importante è diventare umani...



Nella recente polemica sulla presunta inutilità del liceo classico sono rimasto perplesso circa la validità dell’argomentazione opposta a quella di Umberto  Eco dell’economista Andrea Ichino, che ha sostenuto che invece di studiare (forse intendeva:  perder tempo con) l’aoristo passivo, sarebbe più proficuo conoscere i mitocondri. Piergiorgio Odifreddi ha poi ripreso l’argomento proponendo di studiare la logica invece del latino. Se ho capito bene la scelta delle materie di studio dovrebbe essere, quindi, la loro utilità. Ma allora, come argutamente suggerisce Stefano Bartezzagni, il liceo non dovrebbe insegnare la procedura per cambiare gli pneumatici, invece della letteratura. Alle argomentazioni che si rifanno all’in-vece non dovrebbe opporsi la considerazione dell’in-sieme? Quali sarebbero le obiezioni allo studio tanto dell’aoristo passivo che dei mitocondri? Qual è la Sua opinione in proposito?
Paolo Fratta – pamfratta@alice.it
A mio parere tutti gli ordini di studi sono buoni, a condizione che gli studenti abbiano voglia di studiare. Cosa che oggi non è assolutamente ovvia. Un po’ per colpa di molti insegnanti: alcuni sono troppo anziani, altri demotivati, altri ancora del tutto disinteressati nei confronti degli studenti che hanno davanti agli occhi tutti i giorni, e questo a scapito degli insegnanti impegnati, che con il loro lavoro e la loro dedizione devono supplire all’indolenza dei colleghi. Se poi usciamo dalla classe e andiamo nelle famiglie, vediamo genitori interessati più alla promozione dei figli che alla loro formazione. (..). Qualche mese fa l’Ocse ha collocato gli studenti italiani all’ultimo posto in Europa per la capacità di comprendere un testo scritto. E questo evidentemente dipende dal fatto che la scuola, fin dalle elementari, non ha insegnato loro a leggere. Questo spiega anche perché i giovani non comprano i giornali, dove tra l’altro a volte gli articoli, accanto a grandi foto, sono scritti così in piccolo che neanche i vecchi, che ancora comprano i giornali, riescono a leggerli. (..). Sono convinto che sia inutile insistere perché frequentino scuole superiori e università ragazzi che non hanno alcuna voglia di studiare, dal momento che, pur promossi, alla fine dei loro corsi di studio dovranno fare i conti con la loro ignoranza, che farà la sua sgradevole comparsa già nei primi colloqui di lavoro. Ma sono anche convinto che un Paese con un così basso livello culturale non possa avere alcun futuro per quante riforme si facciano. Per venire allo specifico della sua domanda circa l’utilità o l’inutilità del liceo classico, mi pare che questa disputa nasca dal fatto che spesso genitori e studenti ritengono che il liceo scientifico sia più idoneo del classico a preparare i ragazzi al mondo di oggi, governato fondamentalmente da scienza e tecnica. E qui mi pare di poter dire che gli studi umanistici sono i più idonei a formare l’uomo e a insegnargli, come a più riprese ricorre nei testi greci e latini, cos’è giusto, cos’è bello, cos’è buono, cos’è vero, cosa significano sofferenza, dolore, disperazione, morte. Ma anche gioia, coraggio, ideazione, utopia, gusto per la ricerca e,mi si permetta di dire, anche “figure della felicità”, perché se non si conoscono questi scenari, che solo la cultura umanistica sa insegnare, come si fa a pensare che un uomo possa fare bene il mestier suo, senza avere ben radicato dentro ciò che fa di un uomo, prima e a sostegno delle sue competenze, un uomo?
umbertogalimberti@repubblica.it – Donna di Repubblica – 7 marzo- 2015 -

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