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giovedì 29 settembre 2022

Speciale: Ricette del 29 settembre 2022 e buon pranzo a tutti!

 

Un'opera d'arte è un angolo della creazione visto attraverso un temperamento.          Emile Zola

 

 

Flan con Zucca, Patate e Salsiccia

Per 4 persone

 

Ingredienti:

800 gr di patate a pasta gialla, 300 gr di zucca già pulita, 100 gr di panna fresca, 60 gr di emmenthal, 2 uova, 2 cucchiai di farina, salvia, 250 gr di salsiccia, 1 cucchiaio di semi di finocchio, noce moscata, burro, sale pepe

 

Pelare mezzo kg di patate e tagliarle a tocchetti. Ridurre a tocchetti anche la zucca e fare cuocere il tutto a vapore per 30 minuti. Passare dallo schiacciapatate facendo cadere la purea in una terrina. Unire alla purea 25 gr di burro, la farina, l’emmenthal grattugiato, la panna, le uova battute, una grattata di noce moscata, un pizzico di sale e pepe. Foderare una pirofila rotonda con carta da forno lavata strizzata e ben imburrata. Rivestire le pareti con le patate rimaste ( lasciarne delle fettine da posare sulla superficie della torta), sbucciate e tagliate a fettine sottilissime. Versare nella pirofila il composto preparato e ricoprirlo con le patate residue. Condire in superficie con 40 gr di burro fuso aromatizzato con qualche foglia di salvia. Mettere in forno preriscaldato a 180° per 30 minuti. Poi alzare la temperatura a 0° e tenere il flan ancora in forno per 15 minuti. Nel mentre spellare e sbriciolare la salsiccia. Farla rosolare in un tegame con 10 gr di burro e i semi di finocchio. Sfornare il flan e servirlo a fette, accompagnandolo con la salsiccia ben calda cosparsa sopra.

 

 

 

 

Melanzane in Teglia al forno

 

Ingredienti:

4 melanzane, 2 pomodori maturi, 1 spicchio d’aglio, 10 foglie di basilico, una manciata di prezzemolo, 6 cucchiai d’olio, sale, pepe.

 

Lavate le melanzane, tagliatele a metà per il lungo, salatele. Con un coltello praticate delle fessure nella polpa che riempirete con un trito di aglio, pomodoro, basilico e prezzemolo. Mettete le melanzane in una teglia oliata. Irroratele in superficie con olio, sale e pepe. Mettete la teglia in forno preriscaldato a 180° per 30 minuti. Servirle sia calde che fredde.

 

 

 

Irish Coffee  

Per 6 persone

 

Ingredienti:

6 cucchiai di zucchero di canna, 8 cucchiai di whisky irlandese, un caffè per 6 persone, preparato con la moka, panna fresca da montare 200 gr, gr 150 di cioccolato fondente.

 

Montare leggermente la panna e metterla in frigorifero. Preparate il caffè con la moka. Quindi scaldate 6 bicchieri da Irish, asciugateli, mettete sul fondo di ognuno 2 cucchiai di zucchero e 2 cucchiai di whisky. Mescolate un poco poi versate il caffè bollente, senza riempire il bicchiere. (lasciare liberi circa 2 cm di bicchiere). Girare bene per far sciogliere lo zucchero. Mettete delicatamente in ogni bicchiere 2 cucchiai di panna montata e delle scorzette di cioccolato.

 

Lo Sapevate Che: Nasce il fumetto di Mafalda: Una bambina di sei anni dalla chioma ribelle e fiocchetto in testa, tutta presa da grandi interrogativi esistenziali sull'umanità e sui destini del mondo. Sulla rivista "Primera Plana" si presenta così Mafalda, la protagonista dell'omonima striscia a fumetti creata dalla penna di Joaquìn Lavado, disegnatore argentino conosciuto con il nome d’arte di Quino.

 

Apparsa inizialmente in una pubblicità di elettrodomestici, Mafalda in realtà viene disegnata per la prima volta nel marzo del 1962, ma la striscia rimane inedita. La sua ansia di cambiare il mondo (da grande vuole fare l’interprete all'Onu) la farà diventare in poco tempo un'icona per le giovani generazioni, conquistando fan illustri come John Lennon e lo scrittore Gabriel Garcia Marquez.

In Sudamerica, in particolare in Argentina, è considerata un'eroina, al punto che (caso unico tra i personaggi di fumetti) le è stata intitolata una piazza nella capitale Buenos Aires.

http://www.mondi.it/almanacco/voce/22059

Lo Sapevate Che: Strage nazista di Marzabotto: Le operazioni di rastrellamento delle truppe tedesche costrinsero la gente di Casaglia di Monte Sole a cercare rifugio nella chiesa di Santa Maria Assunta, dove iniziarono a pregare.


La strage di Marzabotto del 29 settembre 1944 fu la tragica tappa finale di una «marcia della morte» che era iniziata in Versilia. L'esercito alleato indugiava davanti alla Linea Gotica e il maresciallo Albert Kesserling, per proteggersi dall'«incubo» dei partigiani, aveva ordinato di fare «terra bruciata» alle sue spalle.
Kesserling fu il mandante di una strage che nessun'altra superò per dimensioni e per ferocia e che assunse simbolicamente il nome di Marzabotto anche se i paesi colpiti furono molti di più.
L'esecutore si chiamava Walter Reder. Era un maggiore delle SS soprannominato «il monco» perché aveva lasciato l'avambraccio sinistro a Charkov, sul fronte orientale. Kesserling lo aveva scelto perché considerato uno «specialista» in materia.
Al comando del 16° Panzergrenadier «Reichsfuhrer», il «monco» iniziò il 12 agosto una marcia che lo porterà dalla Versilia alla Lunigiana e al Bolognese lasciando dietro di sé una scia insanguinata di tremila corpi straziati: uomini, donne, vecchi e bambini.
In Lunigiana si erano uniti alle SS anche elementi delle Brigate nere di Carrara e, con l'aiuto dei collaborazionisti in camicia nera, Reder continuò a seminare morte. Gragnola, Monzone, Santa Lucia, Vinca: fu un susseguirsi di stragi immotivate. Nella zona non c'erano partigiani: lo dirà anche la sentenza di condanna di Reder: «Non c'erano combattenti. Nei dirupi intorno al paese c'era soltanto povera gente terrorizzata...».
A fine settembre il «monco» si spinse in Emilia ai piedi del monte Sole dove si trovava la brigata partigiana «Stella Rossa». Per tre giorni, a Marzabotto, Grizzana e Vado di Monzuno, Reder compì la più tremenda delle sue rappresaglie. In località Caviglia i nazisti irruppero nella chiesa dove don Ubaldo Marchioni aveva radunato i fedeli per recitare il rosario. Furono tutti sterminati a colpi di mitraglia e bombe a mano.
Nella frazione di Castellano fu uccisa una donna coi suoi sette figli, a Tagliadazza furono fucilati undici donne e otto bambini, a Caprara vennero rastrellati e uccisi 108 abitanti compresa l'intera famiglia di Antonio Tonelli (15 componenti di cui 10 bambini).
A Marzabotto furono anche distrutti 800 appartamenti, una cartiera, un risificio, quindici strade, sette ponti, cinque scuole, undici cimiteri, nove chiese e cinque oratori. Infine, la morte nascosta: prima di andarsene Reder fece disseminare il territorio di mine che continuarono a uccidere fino al 1966 altre 55 persone. Complessivamente, le vittime di Marzabotto, Grizzano e Vado di Monzuno furono 1.830. Fra i caduti, 95 avevano meno di sedici anni, 110 ne avevano meno di dieci, 22 meno di due anni, 8 di un anno e quindici meno di un anno. Il più giovane si chiamava Walter Cardi: era nato da due settimane.

Dopo la liberazione Reder, che era riuscito a raggiungere la Baviera, fu catturato dagli americani. Estradato in Italia fu processato dal Tribunale militare di Bologna nel 1951 e condannato all'ergastolo. Dopo molti anni trascorsi nel penitenziario di Gaeta fu graziato per intercessione del governo austriaco. Morì pochi anni dopo in Austria senza mai essere sfiorato dall'ombra del rimorso.

(in il Resto del Carlino, 12 aprile 2002)

I sopravvissuti

A Marzabotto gli unici sopravvissuti furono due bambini, Fernando Piretti, di otto anni, e Paolo Rossi di sei, e una donna, Antonietta Benni, maestra d'asilo delle Orsoline. Per 33 ore finse di essere stata abbattuta anche lei e quando finalmente potè alzarsi, commentò ad alta voce: «Tutti morti, la mia mamma, la mia zia, la mia nonna Rosina, la mia nonna Giovanna, il mio fratellino... Tutti morti». Anche a Marzabotto alcune SS parlavano un italiano perfetto: erano italiani.

I collaborazionisti italiani

Per i fatti di Marzabotto ci fu anche una coda processuale italiana. Prima della condanna del maggiore Reder, nel 1946, la corte d'assise di Brescia aveva giudicato Lorenzo Mingardi e Giovanni Quadri, due repubblichini (il primo, reggente del Fascio di Marzabotto, nonché commissario prefettizio durante la carneficina), per collaborazione, omicidio, incendio e devastazione. Mingardi ebbe la pena di morte, poi trasformata in ergastolo. Il secondo, 30 anni, poi ridotti a dieci anni e otto mesi. Tutti e due furono successivamente liberati per amnistia.

http://www.storiaxxisecolo.it/dossier/dossier1b.htm

Lo Sapevate Che: Silvio Berlusconi: Imprenditore "prestato" alla politica, è nato a Milano ed è chiamato “il Cavaliere” in riferimento all'onorificenza di Cavaliere del Lavoro che ha ricevuto nel 1977 e cui ha rinunciato nel 2014.


La relazione tra la mia esperienza di imprenditore e quella di politico risiede in un'unica parola: libertà.” Silvio Berlusconi

 

Protagonista d'Italia, nel bene e nel male

Silvio Berlusconi nasce il 29 settembre 1936 a Milano. Laureato in Giurisprudenza, inizia la sua professione d'imprenditore nel settore dell'edilizia. Dal 1969 al 1979 si occupa del progetto e della costruzione di "Milano 2", la città satellite alle porte del capoluogo lombardo, cui segue la realizzazione di "Milano 3" e del centro commerciale "Il Girasole".

Nel 1980 si dedica alla produzione televisiva. Trasforma la tv via cavo di Milano 2 in una televisione nazionale: nascono Canale 5, prima rete televisiva nazionale alternativa alla RAI e Publitalia, la relativa concessionaria di pubblicità. Queste attività fanno capo all'holding Fininvest, fondata nel 1978. Il successo ottenuto con Canale 5 lo spinge anche ad acquistare le reti televisive Italia Uno (da Rusconi nel 1982) e Retequattro (da Mondadori nel 1984) che trasforma in un network nazionale.

Nel 1985 divorzia da Carla Dall'Oglio ed ufficializza il legame con Veronica Lario (al secolo Miriam Bartolini), attrice, che sposerà poi nel 1990 e da cui avrà tre figli.

Sempre nell'anno 1985 un pretore ordina l'oscuramento delle sue tv: il meccanismo ideato da Berlusconi per avere una programmazione nazionale - la cosiddetta interconnessione per cassettazione ovvero l'invio dei programmi tramite videocassette trasmesse negli stessi orari da emittenti locali - viene giudicato fuori legge. In suo aiuto interviene Bettino Craxi, allora presidente del Consiglio, che con due decreti autorizza di fatto le trasmissioni televisive private a diffusione nazionale; la nuova normativa implicitamente rafforza il duopolio RAI-Fininvest. Sempre nello stesso periodo Berlusconi diventa proprietario del settimanale Sorrisi e Canzoni TV.

Dal 1986 è Presidente della squadra di calcio Milan A.C., che sotto la sua gestione conoscerà periodi d'oro (lo storico ciclo di Arrigo Sacchi, ma anche prestigiosi successi con Fabio Capello e Carlo Ancelotti) ottenendo molti titoli sia a livello nazionale che internazionale.

Nel 1989 comincia la cosiddetta "guerra di Segrate" che vede Berlusconi da una parte e Carlo De Benedetti, Caracciolo e Scalfari dall'altra. Alla fine il gruppo Mondadori viene diviso: il settore della produzione dei libri e il settimanale Panorama passano a Berlusconi, mentre l'Espresso e altri giornali locali vanno a De Benedetti - Caracciolo.

Intanto con la legge Mammì sull'editoria e la TV (1990) Berlusconi è costretto a cedere Il Giornale (fondato e diretto per qualche anno da Indro Montanelli) di cui era proprietario dagli anni '70. Lo affida al fratello Paolo Berlusconi. Nello stesso periodo in cui cresce sotto il profilo editoriale, il gruppo Fininvest sviluppa una forte presenza anche nel settore delle assicurazioni e della vendita dei prodotti finanziari con le società Mediolanum e Programma Italia. Tutto questo fa sì che all'inizio degli anni '90 la Fininvest diventi il secondo gruppo privato italiano con oltre 40 mila dipendenti.

All'inizio degli anni '90 crolla il sistema tradizionale dei partiti. Alle elezioni per la carica di sindaco di Roma nel novembre 1993 Berlusconi dichiara - tra lo stupore generale - che voterà per il partito di Gianfranco Fini. Lo "sdoganamento" dei voti della destra missina è il primo passo per la costruzione del Polo delle libertà.

Nel gennaio 1994 Silvio Berlusconi annuncia il suo ingresso in politica: si dimette da tutte le cariche ricoperte nel Gruppo Fininvest e fonda Forza Italia, partito che dal nulla in soli tre mesi arriverà a superare il 20 per cento dei consensi alle elezioni politiche; alleato con il partito Alleanza nazionale di Gianfranco Fini, la Lega Nord di Umberto Bossi e il Ccd di Pierferdinando Casini e Clemente Mastella.

Il governo nasce tra mille polemiche. Anche dall'Europa non mancano critiche. Il Polo va avanti, ma a luglio arriva il primo stop: tenta di far approvare un decreto per uscire da Tangentopoli, entra in rotta con il Pool di Mani pulite (Antonio Di Pietro è ormai uno dei personaggi-simbolo nazionali del rinnovamento del mondo politico) ed è costretto alla retromarcia. Lo stesso avviene per la riforma delle pensioni disegnata dal ministro del Tesoro Lamberto Dini (che poi si allontanerà dal Polo passando allo schieramento dell'Ulivo). Manifestazioni di piazza e opposizione del sindacato inducono a non trattare la materia nella legge Finanziaria. Ma il colpo finale lo subisce a Napoli: mentre Berlusconi presiede la Conferenza mondiale contro la criminalità organizzata il Cavaliere riceve un avviso di garanzia per corruzione dal Pool di Milano. È uno schiaffo in diretta che fa gridare al complotto dei magistrati. Tempi e modi dell'iniziativa non convincono neanche i suoi tradizionali oppositori: Berlusconi in seguito verrà prosciolto dalle accuse, ma il danno di immagine sarà enorme. Approvata la Finanziaria nel dicembre del 1994 la Lega toglie la fiducia al governo. Dopo otto mesi Berlusconi è costretto a dimettersi da presidente del Consiglio dei ministri.

Alle politiche del 1996 Forza Italia si presenta senza l'appoggio leghista: il vincitore è Romano Prodi, leader dell'Ulivo. Berlusconi guida l'opposizione e partecipa ai lavori della commissione Bicamerale per le Riforme presieduta da Massimo D'Alema che tenterà - senza riuscirci - di compiere quelle riforme istituzionali e costituzionali tanto necessarie al Paese.

Alle elezioni europee del 1999 Forza Italia sfiora il 30 per cento dei voti vincendo anche le Regionali: le conseguenze di questo successo vedranno Massimo D'Alema dimettersi dalla carica di premier. In campo europero Forza Italia aderisce al Ppe: Silvio Berlusconi diventa uno degli esponenti di punta.

Alle elezioni politiche del 2001 Berlusconi recupera il rapporto con la Lega di Umberto Bossi, apre ai repubblicani e consolida il rapporto con Gianfranco Fini. Il risultato è positivo: la Casa delle libertà vince con il 45,4 per cento alla Camera e il 42,5 al Senato. In termini di seggi significa 368 seggi alla Camera (la maggioranza è di 315) e di 177 al Senato (la maggioranza è di 158). Berlusconi sale alla Presidenza del Consiglio e Forza Italia diventa il primo partito italiano con il 29,4 per cento dei voti.

Il secondo Governo Berlusconi è il più longevo della storia della Repubblica Italiana quando si arriva alle elezioni europee del 2004. Fatte le debite somme dei risultati delle singole forze politiche, per Forza Italia i risultati non sono confortanti ma anche lo schieramento dell'Ulivo sebbene la sola lista Uniti nell'Ulivo raccolga oltre il 31% dei voti, non raggiungerà l'obiettivo sperato.

In questi anni di dedizione alla politica, lascia la guida delle sue aziende ai figli Marina Berlusconi (Mondadori) e Pier Silvio Berlusconi (Mediaset).

Nell'aprile del 2005, successivamente ai negativi risultati ottenuti dalla Casa delle Liberta con le elezioni regionali, Berlusconi ha sciolto l'esecutivo presentando una nuova compagine di ministri.

Le successive elezioni politiche (aprile 2006) hanno diviso in due gli elettori italiani che hanno comunque decretato la vittoria del centro-sinistra. Il governo Prodi resta in carica per soli due anni. Alle elezioni politiche del 2008 Berlusconi si presenta come leader della formazione del PdL (Popolo della Libertà), che unisce Forza Italia e Alleanza Nazionale, assieme a gruppi minori di orientamento democristiano e liberale. Il risultato delle elezioni decreta il PdL come primo partito italiano: nel maggio del 2008 prende il via il IV governo Berlusconi. Con il congresso del 29 marzo 2009, a Roma, viene poi sancita la nascita ufficiale del PdL.

Ha pubblicato alcuni volumi di discorsi che raccolgono il suo pensiero politico, tra cui ricordiamo "L'Italia che ho in mente" (2000), "Discorsi per la democrazia" (2001), "La forza di un sogno" (2004).

Le capacità imprenditoriali di Berlusconi sono indubbie, come anche le sue doti diplomatiche grazie alle quali, come hanno avuto modo di riconoscere anche i suoi antagonisti politici, l'Italia ha spesso ottenuto meritato risalto d'immagine a livello internazionale. Di fatto, con la sua discesa in campo Berlusconi si è assunto una grande responsabilità di fronte a tutti gli italiani, e analizzando la storia contemporanea del Paese, nel bene e nel male, Berlusconi è stato uno degli autori che ne ha scritto le pagine più importanti.

Dopo un ingente numero di processi a suo carico, nel 2013 viene condannato (dopo tre gradi di giudizio). Alle sue spalle conta 4 incarichi come Presidente del Consiglio del Ministri, Ministro degli esteri, della salute e delle finanze. Alle sua spalle lascia anche la trasformazione del suo partito da Forza Italia a Popolo della Libertà, e il nuovo ritorno a Forza Italia (2013). Il Parlamento alla fine del mese di novembre dello stesso anno si pronuncia a favore della sua decadenza da senatore. Berlusconi dovrà pertanto scontare la pena: la sua presenza sulla scena politica, nonostante non sia più eleggibile, continuerà ad essere importante.

https://biografieonline.it/biografia-silvio-berlusconi

Lo Sapevate Che: Caravaggio: Artista tra i massimi che l’umanità abbi mai conosciuto, con il suo stile ha segnato una profonda cesura nella storia della pittura, che trovò in Michelangelo Merisi una secolare fonte d’ispirazione.


Quando non c'è energia non c'è colore, non c'è forma, non c'è vita.” Caravaggio

 

Una vita violenta

I primi anni

Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio (nome tratto dal paese lombardo che gli ha dato i natali), nasce il 29 settembre del 1571 da un architetto a servizio del marchese di Caravaggio, Francesco Sforza.

Il pittore apparteneva ad una famiglia stimata e abbastanza agiata. La sua vocazione deve essersi manifestata molto presto, poiché già nel 1584 entra come allievo nella bottega del pittore bergamasco Simone Peterzano, allievo di Tiziano.

È un periodo in cui si avvale di alcuni protettori, tra cui gli Sforza e i Colonna, oppure come ad esempio il cardinale Del Monte, che lo alloggia nel suo palazzo e gli commissiona nature morte.

Caravaggio a Roma

Nel 1592 l'irrequieto pittore decide di trasferirsi a Roma, dove è accolto fra la servitù di Pandolfo Pucci, un nobile locale.

Ancora poco autonomo si vede costretto a lavorare per artisti piuttosto noti al tempo, come Antiveduto Grammatica, Lorenzo Siciliano o Giuseppe Cesari noto come il Cavalier d'Arpino, pittore di soggetti floreali, di nature morte o di soggetti religiosi.

In questi anni "fu assalito da una grave malatia che, trovandolo senza denari, fu necessitato andarsene allo Spedal della Consolazione" (Baglione): è il periodo in cui dipinge i famosi ritratti allo specchio ed il "Bacchino malato" (conservato nella Galleria Borghese).

La svolta nella carriera di Caravaggio è segnata dall'acquisto de "I bari" da parte del cardinal Francesco Maria del Monte: dopo questo avvenimento, si trasferisce a Palazzo Madama, residenza del cardinale (oggi sede del Senato), dove resta fino al 1600.

L'ammirazione del cardinale viene condivisa anche da un suo importante vicino di casa, il marchese Vincenzo Giustiniani, residente nel palazzo di famiglia sito a pochi passi da Palazzo Madama. Oltre al Giustiniani figurano tra i committenti di Caravaggio importanti famiglie quali i Barberini, i Borghese, i Costa, i Massimi ed i Mattei.

Anni inquieti

Ma gli episodi della vita dell'artista durante questi primi anni romani rimangono oscuri e inquietanti. Nel 1597 gli viene chiesto di dipingere alcune tele per la cappella Contarelli in San Luigi dei Francesi, tutte incentrate sulla vita di San Matteo:

Queste opere lo rendono celebre e contestato. Di quest'ultima opera dovrà fornire una nuova versione, poiché era stata giudicata volgarmente irriverente.

Da allora e fino al 1606, la storia di Caravaggio è costellata da vari avvenimenti truci e violenti che si sovrappongono.

L'11 settembre 1599 è testimone nella piazza di Castel Sant'Angelo, gremita di folla, dell'esecuzione di Beatrice Cenci (tra i presenti c'erano anche il pittore Orazio Gentileschi e la figlioletta Artemisia). Il tema della decapitazione colpisce indelebilmente l'artista: si ritrovano espliciti e celebri esempi nelle opere: "Giuditta e Oloferne", "Davide con la testa di Golia".

All'inizio del nuovo secolo realizza numerose opere di notevole importanza che sottolineano la sua fecondità e potenza creativa: tanto per fare un esempio, tra il 1600 e il 1601 dipinge la "Crocifissione di San Pietro" e la "Conversione di San Paolo"; nel 1604 la "Madonna dei pellegrini o di Loreto", nel 1605 la "Morte della Vergine", rifiutata dai religiosi di Santa Maria della Scala e acquistata invece dal duca di Mantova, su consiglio del giovane Rubens.

Una vita da fuggiasco

Negli stessi anni segnati da questa esplosione creativa, a partire dal 1603, si succedono senza interruzione denunce alla polizia, risse, processi. Nel 1605 Caravaggio si rifugia a Genova, dopo aver ferito un cancelliere in tribunale. Nel maggio del 1606, un duello si conclude tragicamente con l'uccisione del suo avversario (ma lui rimane comunque ferito), omicidio che lo costringe a fuggire, prima a Palestrina e poi nell'Italia meridionale.

Comincia allora una vita da fuggiasco, in cui si alternano successi e sventure. Nel 1607 si reca a Napoli dove esegue per chiese e conventi alcuni capolavori come la "Flagellazione di Cristo" e le "Sette opere di misericordia".

Ma le sue peregrinazioni non si fermano e anzi lo portano, siamo nel 1608, fino a Malta. Il ritratto del gran maestro Alof de Wignacourt gli vale altre ordinazioni, in particolare il grande "notturno" della "Decollazione di san Giovanni Battista", conservato appunto nel duomo di La Valletta.

Caravaggio è accolto nell'ordine dei Cavalieri, ma notizie provenienti da Roma, riguardanti i motivi del suo esilio, provocano un'inchiesta e quindi l'ennesima fuga del pittore.

Gli ultimi anni

In autunno si reca in Sicilia. dove, spostandosi da una città all'altra lascia numerosi esempi del suo genio: il "Seppellimento di Santa Lucia", eseguito a Siracusa per l'omonima chiesa; la "Resurrezione di Lazzaro" e l'"Adorazione dei pastori" (oggi esposte al museo di Messina); e una "Natività coi Santi Lorenzo e Francesco d'Assisi", conservata nell'oratorio di San Lorenzo a Palermo (da recenti studi pare che quest'ultima sia stata realizzata a Roma nel 1600).

Ritornato a Napoli nell'ottobre del 1609, è aggredito e gravemente ferito. Nel contempo i suoi protettori romani si adoperano per ottenergli la grazia. Ancora convalescente si imbarca nel luglio del 1610 per lo Stato pontificio. Arrestato per errore alla frontiera di Porto Ercole e liberato due giorni dopo, vaga lungo le spiagge alla vana ricerca della barca che lo aveva trasportato lì.

Colpito dalla febbreMichelangelo Merisi si spegne il 18 luglio 1610 in una locanda, in solitudine, qualche giorno prima che fosse annunciata l'approvazione della domanda di grazia. Aveva solo 38 anni.

La personalità di Caravaggio

Per inquadrare meglio la personalità di Caravaggio, riportiamo in conclusione un profilo riassuntivo di Gianni Pittiglio:

Il Romanticismo non ha fatto altro che [basandosi su biografie dell'epoca. N.d.r.] creare un mito che, nel XX secolo, come accade in moltissimi altri casi, è stato a fatica ridimensionato. Ancora oggi il grande pubblico conosce Caravaggio nella versione poco fedele generata in quegli anni. Ne risulta così un artista "maledetto", bohemien, senza nessuna considerazione del contesto. Caravaggio infatti è un violento, ma non si ricorda che negli stessi anni vivono vicende simili figure come il Cavalier d'Arpino, Torquato TassoGiovan Battista MarinoIgnazio da Loyola e tantissimi altri; le presunte tendenze omosessuali del Merisi non vengono considerate fattore marginale nella sua personalità d'artista (per alcuni rappresentano persino la via interpretativa per molti dei suoi dipinti giovanili), come nei casi più certi di Leonardo o Michelangelo Buonarroti. È però l'ateismo e l'ignoranza in fatto di materie religiose l'elemento più lontano dal vero: l'artista è semplicemente legato al pauperismo di Federico Borromeo con tutto ciò che questo comporta; mai Caravaggio affronta un tema religioso senza aver ben presente delle fonti scritte o iconografiche, che denotano in lui una cultura di testi sacri oltre la media.

Le opere di Caravaggio: analisi e interpretazione di alcune opere

https://biografieonline.it/biografia-caravaggio

Lo Sapevate Che: Enrico Fermi: Scienziato tra i più eccelsi della storia, è comunemente indicato come il padre della fisica nucleare, per le rivoluzionarie scoperte sui neutroni e la radioattività.


Ci sono soltanto due possibili conclusioni: se il risultato conferma le ipotesi, allora hai appena fatto una misura; se il risultato è contrario alle ipotesi, allora hai fatto una scoperta.” Enrico Fermi

 

Conflitti fisici

Enrico Fermi nasce il 29 settembre 1901 a Roma, figlio di Alberto, funzionario del Ministero dei Trasporti e Ida De Gattis, maestra. Fino ai tre anni di età risiede in campagna sotto lo stretto controllo di una balia, a sei anni inizia regolarmente la scuola elementare laica (fattore importante, in quanto non ha mai ricevuto educazione religiosa, comportando e supportando quindi l'agnosticismo che lo ha accompagnato per tutta la sua vita).

Profondamente addolorato dalla morte prematura del fratello Giulio, maggiore di un solo anno, con il quale aveva legato particolarmente, getta tutto il suo sconforto nei libri, canalizzando positivamente la rabbia per la perdita, tanto da terminare il liceo ginnasio "Umberto" con un anno di anticipo, avendo tempo anche per concentrarsi su approfonditi studi di matematica e fisica su testi da lui comprati o anche solo sfogliati presso il mercatino delle pulci di Campo de'Fiori.

Un collega del padre, l'ingegnere Adolfo Amidei, avendo a cuore il ragazzo, gli suggerisce di non iscriversi all'Università di Roma, bensì all'Università di Pisa, in particolare alla scuola Normale, presentandosi al concorso annuale che si tiene per potervi accedere: il tema "Caratteri distintivi dei suoni" viene affrontato da lui con estrema maestria, permettendogli di classificarsi primo in graduatoria.

Inizia quindi nel 1918 la frequentazione a Pisa, della durata di quattro anni: si laurea il 7 luglio del 1922, dimostrando anche una conoscenza linguistica non comune (oltre al latino e il greco, conosce infatti l'inglese, il francese ed il tedesco), che gli permette dopo poco di partire alla volta di Gottigen, alla scuola di Max Born, per migliorare le conoscenze di fisica quantistica; nel 1925, con pochi rimpianti, si sposta a Leida, in Olanda, ove ha modo di incontrare Albert Einstein.

A Roma ottiene per primo la cattedra di Fisica Teorica, creata per lui dal Prof. Corbino, direttore dell'Istituto di Fisica, il quale contemporaneamente compone un gruppo di studio ribattezzato in seguito "i ragazzi di Via Panisperna" (dalla sede dell'istituto), composto da Rasetti, Segré, Amaldi, Majorana, Trabacchi e Pontecorvo.

Le argomentazioni principali degli studi ineriscono la spettroscopia, ottenendo risultati eccellenti, ma quasi tutti i membri di questo gruppo si sentono sempre più attratti dalla fisica nucleare, spostandosi sempre più frequentemente all'estero a studiare nei laboratori più innovativi. Fermi si concentra sullo studio del nucleo atomico, arrivando a formulare la teoria del decadimento beta, secondo la quale l'emissione di un fotone è data dalla transizione di un neutrone in un protone con la creazione di un elettrone e di un neutrino.

Questa teoria, introdotta al termine del 1933, trova subito conferma nella scoperta della radioattività da parte di Curie e Joliot, esposta nei primi mesi del 1934. Sulla base di questa scoperta, Fermi formula una nuova idea: utilizzare i neutroni come proiettili per evitare la repulsione coulombiana per poter produrre radioattività artificiale. Dopo alcuni tentativi infruttuosi, ottengono risultati positivi per 37 specie sulle 60 testate, scoprendo altresì che in caso di urti successivi, i neutroni prodotti da urti rallentati hanno un tasso di efficacia molto più elevata nella generazione di specie radioattive.

Tra il 1935 e il 1937 il gruppo si separa di nuovo per diverse assegnazioni di cattedre, a Roma rimangono solo Fermi e Amaldi: l'anno successivo ad Enrico Fermi viene conferito il premio Nobel, ma questa è l'unica nota felice dell'anno. Majorana scompare infatti in circostanze più o meno misteriose e a causa delle leggi razziali emanate dal regime fascista, il fisico romano è costretto ad emigrare, visto che sua moglie Laura è ebrea.

Fermi accetta la cattedra alla Columbia University, mentre il suo amico Segrè, scoprendo di essere stato licenziato a Roma, accetta la cattedra di fisica a Berkeley. Dopo l'arrivo alla Columbia, inizia a concentrarsi sugli esperimenti iniziali di Hahn e Strassman sulla fissione nucleare, e con l'aiuto di Dunning e Booth e progetta un primo piano per la costruzione della prima pila nucleare, ovvero il primo dispositivo ove produrre in modo controllato la reazione a catena. Enrico Fermi vede la realizzazione dei suoi sforzi il 2 dicembre del 1942, con l'entrata in funzione della prima centrale nucleare a Chicago; l'energia nucleare diviene così fonte di vita, ma allo stesso tempo anche uno strumento di guerra: il fisico aderisce infatti al progetto Manhattan allo scopo di creare il primo ordigno nucleare.

Dopo la guerra si dedica allo studio sulle particelle elementari e ad acceleratori di particelle, concentrandosi principalmente sui pioni e le sue interazioni con i protoni. Durante un suo periodo di permanenza in Italia, nell'estate del 1954, iniziano a manifestarsi i primi drammatici sintomi del cancro allo stomaco: questa malattia, allora ancora pressochè sconosciuta, lo debilita rapidamente portandolo alla morte il 29 novembre dello stesso anno a Chicago, negli Stati Uniti.

https://biografieonline.it/biografia-enrico-fermi