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sabato 21 marzo 2015

Lo Sapevate Che: Parentopoli spaziale...



C’è un buco nero nei bilanci dell’Asi, l’agenzia spaziale che ha il compito di portare in orbita il made in Italy nel campo della ricerca scientifica e tecnologica. La Corte dei Conti ha passato al setaccio i risultati del 2013: in soli due anni, il disavanzo finanziario dell’Agenzia è triplicato, arrivando alla soglia record di 233 milioni di euro. Un balzo stellare, con i magistrati contabili che chiedono al management dell’ente statale di provvedere a “ulteriori urgenti iniziative di contenimento della spesa e razionalizzazione dei costi della gestione” Soprattutto a fronte degli impegni che l’Asi ha preso con l’agenzia spaziale europea (Esa), programmi che la Corte valuta a rischio sostenibilità. E’ una storia antica, inarrestabile, con l’Agenzia che spende più di quanto le viene conferito per legge e i debiti si accumulano. Nel mirino sono finite le spese per la nuova sede, già bocciate dall’autorità di vigilanza sugli appalti e l’eccesso di consulenze, definite “anomale e illegittime”. (..). E se è vero che i costi per il personale sono stati ridotti nell’ultimo biennio da 24 a 19 milione e mezzo, l’unica spesa che i magistrati constabili trovano in crescita è proprio quella relativa al personale distaccato da altre istituzione, raddoppiato dai 690 mila euro del 2012 a ben 1,24 milioni. Chi sono e come sono stati scelti questi “comandati”? Dall’organigramma fioccano dei conti di parenti di sindacalisti, revisori dei conti della stessa Agenzia e persino di consiglieri della Corte dei Conti. In alcuni casi, dalla documentazione interna, si capisce che il “comando” temporaneo è solo un escamotage per un posto definitivo. Una di loro sa già che verrà assorbita perché così è scritto nella lettera di nomina dell’Agenzia. Ma è un’altra funzionaria “in prestito”, in una mail interna, a confessare di aver chiesto una raccomandazione per il trasferimento all’Asi: “ Ero in cerca di maggiori guadagni e mi è stata data questa possibilità”. Tra i 14 comandati nel 2012, sei sono stati assunti de finitamente la sorte di quei lavoratori era stata già decisa proprio al momento dell’ingaggio, all’apogeo della presidenza Saggese. Ma il destino non sarà uguale per tutti. Federica Luciani, ritenuta “una risorsa in eccesso”, è stata rimandata al ministero della Difesa. Non ci se segnala all’ispettorato della Funzione pubblica quelle assunzioni. Il ministero si muove subito, scrive all’Agenzia rilevando che la procedura di quegli “assorbimenti” è in contrasto con la legge. Ma il cda dell’Asi non risponde. Il caso finisce sul tavolo di Santo Darko Grillo, responsabile anti corruzione dell’ente spaziale. Il dirigente  sostiene che occorrono rilievi oggettivi  e liquida quella denuncia come un “whistleblowing”: una soffiata, che però ora è al vaglio dell’Autorità anticorruzione di Raffaele Cantone.
Chiara Organtini – Sprechi – L’Espresso 19 marzo 2015

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