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domenica 11 agosto 2024

Lo Sapevate Che: Giuseppe Di Vittorio: Nato a Cerignola, in provincia di Foggia, la lunga attività di politico, sindacalista e antifascista è stata improntata, per tutta la sua durata, alla difesa dei diritti dei lavoratori e degli ideali della Costituzione repubblicana, alla cui stesura ha partecipato in prima persona.

 

Di umilissime origini, da bracciante e autodidatta sposò prestissimo la battaglia sindacale, entrando a 21 anni nel Comitato Centrale dell'Unione Sindacale Italiana. Perseguitato dal regime fascista per la difesa delle libertà sindacali, riparò in Francia da dove organizzò la Resistenza.

Insieme a Grandi e Canevari fu tra i firmatari del Patto di Roma (9 giugno 1944), dando vita alla Confederazione Generale Italiana del Lavoro (CGIL), di cui ricoprì la carica di Segretario Generale fino al 1948.

Eletto nel 1946 all'Assemblea Costituente, nelle liste del Partito Comunista Italiano, partecipò all'elaborazione della Costituzione repubblicana, entrata in vigore il 1° gennaio 1948. Esponente simbolo del sindacalismo italiano del Dopoguerra, Di Vittorio scomparve a Lecco, nel novembre del 1957.

Alla sua vita è stata dedicata la fiction Pane e libertà, trasmessa nel 2009 su Raiuno, con l'attore Pierfrancesco Favino nei panni del sindacalista pugliese.

https://www.mondi.it/almanacco/voce/1267001

giovedì 7 luglio 2022

Lo Sapevate Che: Ringo Starr: Il vero nome è Richard Parkin Starkey, è nato a Liverpool ed è un batterista, cantante e compositore. Dal 1962 al 1970 ha fatto parte del famosissimo gruppo dei Beatles e dopo lo scioglimento del gruppo ha intrapreso la carriera da solista e attore


“Mi piace Beethoven. Specialmente le poesie.” Ringo Starr

 

La quarta stella

Richard Starkey jr., noto in tutto il mondo con lo pseudonimo di Ringo Starr, nasce a Liverpool in una casa di Madryn Street, nel quartiere operaio conosciuto come Dingle, il 7 Luglio 1940 da Richard Starkey ed Elsie Gleave. A cinque anni comincia ad andare al St. Silas. Infant School, ma l'anno successivo viene ricoverato d'urgenza per un'operazione di appendicite, poi aggravata in peritonite. Sembra un dettaglio da nulla, invece il ragazzo resta in coma per dieci settimane.

Uscito dall'ospedale dopo sei mesi (cui seguirono altri sei mesi di riposo totale), torna a scuola ma, a causa della lunga assenza, è costretto a recuperare le lacune accumulatesi nel tempo e quindi ad essere aiutato da un'insegnante di sostegno.

Nel 1953 viene nuovamente ricoverato per pleurite, a cui segue ancora un lungo periodo di riposo. Tornato a casa si propone per un lavoro presso la British Railways ma viene scartato a causa delle sue precarie condizioni di salute.

A diciassette anni, finalmente, riesce a trovare un lavoro come apprendista presso la Henry Hunt and Sons Engineering Firm. Sboccia inoltre in questo periodo la passione per la musica. Comincia ad armeggiare con la batteria e si unisce ad un complessino, gli Al Caldwell's Texans che, grazie al discreto successo locale, gli infonde una buona dose di fiducia in se stesso. Quello stesso anno (siamo nel '59), entra a far parte dei Roy Storm and the Hurricanes, conosciuti per le loro esuberanti performance sul palco, fino a quando nel 1960 divennero la più famosa rock band di Liverpool.

La riprova di questo successo è l'offerta per un tour di tredici settimane in Galles. Sull'onda dell'entusiasmo, decide di cambiare il nome di Richard Starkey in Ringo Starr. Lo prima parte dello pseudonimo è ricavata dalla sua mania di indossare anelli ("ring", in inglese, significa appunto anello), mentre Starr lo sceglie solamente per una migliore assonanza col nome rispetto al più "duro" Starkey.

Ad ogni buon conto, quella è la tournè che gli cambierà la vita. Il gruppo viene ingaggiato per un concerto al Kaiserkeller di Amburgo ed è proprio qui che incontra un altro gruppo di Liverpool, gli allora sconosciuti e oscuri Beatles (un nome assonante a "beetles", traducibile con "scarafaggi"). Al momento, la conoscenza non produce nulla di fruttuoso per Ringo, che si limita a sentirli suonare. Nel 1961, però, qualcosa si incrina nel suo vecchio gruppo e Ringo si stanca della situazione. Si guarda intorno per trovare altre soluzioni, finchè riceve due proposte di ingaggio: una da parte dei King Size Taylor, l'altro proprio dai Beatles. Dopo una breve audizione, diventa dunque il batterista ufficiale di quelli che a breve diverranno gli "scarafaggi" più famosi del mondo, prendendo parte alla storica sessione effettuata negli studi di Abbey Road, in cui il quartetto comincia a sfornare qualcuno dei suoi celebri capolavori.

Nel 1964 si ripresenta lo spettro della salute malferma. Una tonsillite lo costringe ad operarsi ed a saltare una buona parte della tournee estiva. L'11 Febbraio 1965, invece, si sposa con Mary Cox, suo vecchio amore sopravvissuto alle numerose tournee, ai fans, alla beatlemania allora dilagante. Così il 13 Settembre 1965 nasce Zak Starkey, seguito da Jason nel 1967 e da Lee Parkin nel 1970. Sembrerebbe una famiglia solida e dal roseo futuro invece nel 1975, quasi inaspettato, giunge il divorzio.

Intanto, anche la "famiglia" Beatles era in profonda crisi, a causa di numerosi dissidi interni, soprattutto fra le due primedonne Paul McCartney e John Lennon. Una volta consumata la crisi, il gruppo si scioglie e ognuno intraprende una propria carriera solista, con più o meno successo. Ma già all'atto dello scioglimento Ringo aveva due album da solista alle spalle. Inoltre, aveva collaborato e suonato con molti altri musicisti, partecipando poi a due film ("Blindman" e "200 Motels" di Frank Zappa). I singoli "It don't come easy", "Early 1971" e "Back off Boogaloo" riscossero molto successo, ma è con "You're sixteen" che la critica lo acclama musicista dell'anno. In seguito, continua a partecipare anche a dischi con i vecchi sodali Paul McCartney e George Harrison. Nell'Aprile del 1975 fonda una casa discografica, la Ring O Records, destinata a fallire entro tre anni.

Nel 1979 fanno ancora capolino problemi relativi alla sua eterna salute instabile. Ricoverato d'urgenza in un ospedale di Montecarlo, gli viene asportata una buona parte dell'intestino. Ripresosi dalla debilitante operazione trova la forza per tornare sul palco con gli ex colleghi (assente il solo Lennon), per un'esibizione live, anche se l'anno si chiuderà ancora con un evento infausto: la sua casa di Los Angeles, a causa di un incendio, va letteralmente in fumo. Intanto, prende piede anche un certo impegno cinematografico, suo antico sogno. Sul set di "Caveman", un film da lui diretto, si innamora della modella Barbara Bach, che diventerà presto sua moglie, anche se i due si salvano miracolosamente da uno spaventoso incidente stradale.

E' un periodo assai amaro: parallelamente a questi eventi terribili, un maniaco uccide Lennon davanti alla sua abitazione.

Superato lo choc, le cronache annotano qualche sporadica collaborazione con l'antico collega McCartney o con gli "estivi" Beach Boys, anche se l'attività musicale, di fatto, sembra perdere sempre più peso in relazione ad altre attività. Ad esempio, apre con la compagna un ristorante ad Atlanta, esperimento durato un paio di anni per poi rivelarsi fallimentare. Riparte con rinnovata energia nell'89 con il suo primo tour da solista, supportato dalla "All Starr Band". Nel 1991, invece, appare con Bruce Springsteen nel video "Valentine" di Nils Loffgren.

L'ultimo atto significativo, per ora, della carriera di Ringo Starr risale al 1994 quando, insieme allo storico terzetto rimasto dei Beatles, registra l'inedito "Free as a Bird", in cui la voce di John Lennon risorge per merito delle moderne tecnologie computerizzate, come un fantasma intento a richiamare per sempre l'antico passato.

https://biografieonline.it/biografia-ringo-starr

domenica 3 aprile 2022

La Gazzetta dello Sport: "Senza avere la pretesa di fare della storia, cosa punto compatibile col carattere di questo giornale, noi ci limiteremo ad accennare alla differenza del significato che lo sport può avere nell'epoca odierna, qualora lo si voglia comparare col passato" Inizia così l'editoriale del primo numero de La Gazzetta dello Sport


Gloriosa storia di cronaca ...rosa

Sport, vero e unico amore d'Italia? Sembrerebbe così, a giudicare da quell'antica gloria delle patrie stampe che è la "Gazzetta dello Sport". Una testata che i nostri bisnonni già leggevano, un nome che ha visto l'unità d'Italia agli albori e che è passata attraverso due guerre mondiali. Sissignori, perché la mitica "Gazzetta dello Sport" vede la luce nel lontano 3 aprile 1896, attraverso la fusione delle testate "Ciclista" di Eliseo Rivera e "La Tripletta" di Eugenio Camillo Costamagna.

Ma la febbre del calcio ancora era lontana dal divorare quotidianamente le italiche meningi, sì da richiedere un aggiornamento continuo. Al contrario lo sport, in quel finire di Ottocento ad un passo dal nuovo secolo, era solo un nobile passatempo utile per svagarsi e socializzare. E' per questo che la Gazzetta esce, in un primo tempo, solo bisettimanalmente. Anche l'ormai celebre carta rosa era di là da venire, senza però rinunciare del tutto al colore.

Il primo editore (quel Raffaele Sonzogno che dal 1866 stampava il quotidiano "Il Secolo", diffuso in tutta Italia) volle inizialmente stamparla su carta verdolina, perché si capisse subito che quello non era un giornale come tutti gli altri bensì un foglio allegro e combattivo (le cui battaglie, va da sé, riguardavano solamente i campi sportivi e ciò che vi ruotava intorno).

Caso singolare, due giorni dopo il battesimo della Gazzetta si svolsero i primi Giochi Olimpici di Atene e infatti l'articolo di apertura lasciò intendere che la nascita del giornale fosse in qualche modo legato all'evento. Lasciamo agli storici definire con precisione le esatte motivazioni di quell'eroica redazione, sta di fatto che mai giornale fu baciato da miglior tempismo.

Ad ogni buon conto la testata, dopo un avvio di modesta portata, nel 1908 prima si svincola da Sonzogno (che l'aveva destinata ad essere supplemento del suo "Il Secolo") poi diventa trisettimanale ed adotta quella carta rosata che tutt'oggi la rende particolare. Carta che subì invero una serie di curiose variazioni: prima, nel '97 divenne gialla, l'anno dopo bianca e infine, dal '99, anno che precede il periodo di maggior consolidamento del giornale, rosa. Rosa come la maglia donata a chi vince il Giro d'Italia, in onore proprio del quotidiano che ne è l'organizzatore. Lo storico annuncio dell'avvio di questa competizione fu dato il 7 agosto 1908 quando la Gazzetta sparò in prima pagina lo svolgimento del 1° Giro d'Italia per il 1909, battendo sul tempo "Il Corriere della Sera" che stava progettando un giro ciclistico dopo il successo di quello automobilistico di cui era il promotore. Con eleganza e stile il Corriere replicò alla Gazzetta offrendo al vincitore del Giro un premo di 3.000 lire.

L'attuale periodicità giornaliera viene decisa solo nel 1913, quando il comitato di redazione e l'editore sono pronti al salto di qualità. La Gazzetta diventerà quotidiana e così è rimasta nei decenni.

In tutti gli anni successivi la "Gazzetta dello Sport" si manterrà sempre su eccellenti livelli di vendita. Il vero boom della stampa sportiva, quello a noi più vicino e di proporzioni davvero impressionanti, avviene negli anni '80, con un incremento che ha fatto gridare al miracolo.

Un dato autorevole ci viene dalla rivista "Problemi dell'Informazione", che ha registrato l'apice di questo fenomeno nel 1984, due anni dopo il successo italiano ai Campionati Mondiali di calcio (disputati in Spagna nel 1982). A titolo d'esempio, la "Gazzetta dello Sport" (passata dal 1° luglio 1972 sotto la gestione del gruppo Agnelli) poteva disporre nel 1975 di 1.220.000 lettori (quarto quotidiano italiano), di 1.961.000 nel 1980 (secondo quotidiano italiano), per poi diventare nel 1982 il primo quotidiano italiano con 2.811.000 lettori; l'anno successivo si afferma come primo quotidiano ad aver sfondato il tetto dei tre milioni di lettori (3.078.000) in un giorno medio.

Anche i dati delle vendite confermano l'impressionante espansione: la "Gazzetta dello Sport" vendeva oltre cinquecentomila copie in media ogni giorno e gli introiti pubblicitari corroborarono la tendenza positiva con un accresciuto investimento nelle testate sportive in genere. Il 12 luglio 1982, il giorno seguente la finalissima dei mondiali spagnoli, la Gazzetta tirò 1.469.043 copie.

D'altronde il legame tra il giornale, le storie e i personaggi dello sport italiano è cresciuto e si è rinforzato a tal punto da determinare una vera e propria identificazione tra lo sport praticato e vissuto e le cronache e le analisi condotte sulle sue pagine. Tutto ciò che è sport in Italia è vissuto in prima persona dalla Gazzetta, che organizza, oltre al già citato Giro d'Italia di Ciclismo, anche il Campionato Italiano di Snowboard, di BeachVolley e la Milano City Marathon.

Si può perciò parlare di un vero e proprio "sistema-Gazzetta", che alle esaurienti pagine del quotidiano affianca nuove forme di comunicazione, come il sito ufficiale www.gazzetta.it, il magazine settimanale "Sportweek", i sopracitati eventi sportivi e i prodotti editoriali sui più importanti personaggi dell'attualità sportiva.

A tutt'oggi la "Gazzetta dello Sport", come abbiamo visto da sempre leader nel mercato dei quotidiani sportivi, è il primo quotidiano italiano per numero di lettori.

Il record storico è stato toccato il giorno 10 luglio 2006, successivo alla finale mondiale Italia-Francia (Germania 2006); l'Italia campione del mondo ha superato il record di vendite della Rosea del 1982 andando esaurita in tutte le edicole. 1.650.000 sono state le copie vendute. E' stata rapidamente approntata una ristampa straordinaria distribuita nel pomeriggio dello stesso giorno, per un impressionante record totale di oltre 2.302.000 copie! E non è finita: anche il giorno successivo è stato possibile acquistare il giornale del 10 luglio.

https://biografieonline.it/biografia-la-gazzetta-dello-sport