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mercoledì 31 gennaio 2018

Speciale: Qualche notizia e ricette sull'ultimo Giorno della "Merla"!...

I cosiddetti giorni della merla sono, secondo la tradizione, gli ultimi tre giorni di gennaio (29, 30 e 31) oppure gli ultimi due giorni di gennaio e il primo di febbraio. Sempre secondo la tradizione sarebbero i tre giorni più freddi dell'anno. Le statistiche meteorologiche disponibili per gli ultimi decenni contrastano con il detto popolare per cui si ipotizza che le temperature medie di un tempo fossero inferiori alle attuali. (Wichipedia)
Oggi l’ultimo giorno dei tre:

Secondo la versione più conosciuta ed elaborata della leggenda, “una merla, con uno splendido candido piumaggio, era regolarmente strapazzata da gennaio, mese freddo e ombroso, che si divertiva ad aspettare che lei uscisse dal nido in cerca di cibo, per gettare sulla terra freddo e gelo. Stanca delle continue persecuzioni, la merla un anno decise di fare provviste sufficienti per un mese, e si rinchiuse nella sua tana, al riparo, per tutto il mese di Gennaio, che allora aveva solo ventotto giorni. L’ultimo giorno del mese, la merla, pensando di aver ingannato il cattivo Gennaio, uscì dal nascondiglio e si mise a cantare per sbeffeggiarlo. Gennaio se ne risentì così tanto che chiese in prestito tre giorni a febbraio e si scatenò con bufere di neve, vento, gelo e pioggia. La merla si rifugiò alla chetichella in un camino e lì restò al riparo per tre giorni. Quando la merla uscì, era sì salva, ma il suo bel piumaggio si era annerito a causa del fumo, e così essa rimase per sempre con le piume nere”.

Vari sono i proverbi, i detti e le filastrocche legati ai giorni della Merla: in dialetto bresciano si dice“Du ghèj hò e ‘n prestit (due soldi li ho a prestito), giù él troarò (uno lo troverò). Se bianca te sé (se bianca sei), negra tè farò, e se negra tè sé, bianca deèntarè (bianca diventerai)”. Oppure, in bergamasco, “Canta ‘l merlo ‘n font al zerlo che ghè finit l’inverno: te salude padrù”, ovvero “canta il merlo, l’inverno è finito, ti saluto padrone: trovo un altro tetto”. Un vecchio proverbio romagnolo recita: “Mèral, ‘d merz no’ cante’, che e’ bec u t’ s’ po’ agiaze. Lessa ch’e’ chénta e’ ragion che lo u n’ha pavura d’incion”(Merlo, di marzo non cantare, che il becco ti si potrebbe ghiacciare. Lascia che canti la tordella, che lei non ha paura di nessuno).
Un proverbio bolognese dice: “Quand canta al mérel, a san fóra dl’invéren” (Quando canta il merlo, siamo fuori dell’inverno). Persino Dante Alighieri, nella sua “Divina Commedia”, cita i giorni della merla, facendo dire, nel XIII canto del Purgatorio, all’anima di Sapia “Omai più non ti temo! / come fè ‘l merlo per poca bonaccia”. Ma quando cominciano a cantare i merli? La data è molto incerta e naturalmente dipende dai luoghi; per esempio, in un loro proverbio i romagnoli consigliano al merlo di non cantare nemmeno a marzo perché gli si potrebbe gelare il becco: “Mèral, ‘d mêrz no’ cantê’, che e’ bëc u t’ s’ po’ agiazê”. (www.meto,it)

Qualche specialità in questa occasione:

Bagna Caoda, ricetta Piemontese
Per 4 persone

80 gr di burro, 3 dl di olio, 12 acciughe salate, 5 spicchi di aglio, 1 pomodorino intero, verdure tipo: cardi, gobbi, peperoni, topinambourg, sedano, belghe, foglie di verza, rape, finocchi.

Schiacciate bene nel mortaio di legno 3 spicchi di aglio, affettate finemente i rimanenti, aggiungete le acciughe lavate, spinate e ben asciugate in un telo. Unite il pomodorino intero inciso con un coltellino. Quindi mettete il tutto a fuoco lento con l’olio per 15 minuti. Poi aggiungete il burro, quando questo si sarà sciolto, portate il recipiente in tavola su uno scaldino che mantenga sempre la bagna calda. Nel frattempo avrete preparato le verdure ben mondate e lavate, che ogni commensale intingerà nella bagna.

Polenta con Stoccafisso
Per 4 persone

Per il sugo: 1 chilo e mezzo di stoccafisso, già bagnato, 1 piccola cipolla, 1 foglia di alloro, abbondante sedano, un ciuffo di prezzemolo, 1 spicchio d’aglio, 1 peperoncino piccante, 1 chilo e mezzo di pomodori pelati, olio, sale e pepe q.b

Per la polenta marchigiana: 1 chilo di farina di grano turco, macinata fine, 6 lt. di acqua, sale, q.b.

Unite a crudo tutti gli ingredienti: cipolla, sedano, aglio e prezzemolo tritato finemente, lo stoccafisso tagliato in piccoli pezzi, i pelati a listelli, l’alloro e abbondante olio. Lasciate insaporire a fuoco vivace per 10 minuti, aggiustando di sale, pepe e peperoncino. Coprite con acqua e lasciate bollire adagio, con coperchio per circa due ore. Preparate la polenta aggiungendo il sale e lentamente tutta la farina all’acqua prima che prenda il bollore, avendo cura di rimestare continuamente per evitare grumi. . Portate a bollore e sempre rimestando fate cuocere per almeno ¾ d’ora. Servire la polenta, che rimarrà piuttosto morbida, in strato su piatti larghi e piani, condendola con il sugo e lo stoccafisso, velocemente.
n.b. La ricetta si può eseguire anche con merluzzo anziché stoccafisso.

Casoeula
Per 8 persone

1 kg di costine di maiale già tagliate, gr 500 di salsiccia, gr 200 di cotenne fresche di lardo, 2 piedini e un orecchio di maiale, qualche salamino, 2 kg di verza, 1 kg di carote e sedano, 1 cipolla, una noce di burro, un cucchiaio d’olio, 1 cucchiaio di salsa di pomodoro, brodo, sale, pepe.

Spaccate in 2 per lungo i piedini di maiale. Fiammeggiateli insieme all’orecchio e alle cotenne, raschiate per togliere le setole, lavate bene il tutto. Fate cuocere un’ora questi ingredienti.
In una grande casseruola, fate soffriggere la cipolla in olio e burro, poi unite le puntine, la salsiccia a tocchetti e i salamini. Fate ben rosolare, quindi togliete le carni e nel condimento, mettete le carote e il sedano, tagliati finemente, la salsa di pomodoro, diluita in poca acqua, sale e pepe. Mescolate bene, abbassate la fiamma, coprite il recipiente e fate cuocere, mescolando di tanto in tanto.
Mondate le verze, lavate le foglie e fatele appassire in una pentola a parte, con la sola acqua rimasta loro aderente.

Trasferite nella casseruola con le altre verdure. Mescolate, quindi accomodate sopra le verze le puntine, la salsiccia, i salamini, i piedini, l’orecchio e le cotenne, tagliati a listerelle. Smuovete la pentola in modo che il sugo di cottura ricopra gli ingredienti, coprite e proseguite la cottura per un’ora circa, asportando di tanto in tanto, l’unto a galla. Buon appetito!

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