mercoledì 20 dicembre 2017

Lo Sapevate Che: Com'è social quel business...



Nicola Mendelsohn È originaria di Manchester, ha 46 anni e il Daily Telegraph l’ha definita la donna più influente d’Inghilterra nel mondo dell’industria hi-tech. Non potrebbe essere altrimenti: Mrs. Mendelsohn è il vicepresidente dei paesi Emea (Europa, Africa e Medio Oriente) di Facebook, social dai 2 miliardi di iscritti nel mondo. È a Milano per il lancio di #SheMeansBusiness, progetto con cui Zuckerberg vuole sostenere 3.500 donne italiane e farne imprenditrici digitali di successo nel 2018. Funzionerà? Nicola sembra non avere dubbi. Magari perché, per una come lei, devota solo alla carriera, tutto sembra semplice) “Veramente ho quattro figli, tre maschi e una femmina che va già all’università, dice spiazzante. E come fa? “Con il sorriso”, e con “un marito con cui c’è molto share”, condivisione, parola facebookiana e figlia dell’era digitale. Forse abbiamo qualcosa da imparare da questa donna che coltiva parecchie conoscenze nel mondo della politica e della tecnologia. È lei a svelarci la nuova mission di Facebook: “Per i primi dieci anni l’obiettivo è stato quello di rendere le persone più aperte e connesse. Nei prossimi sarà fornire strumenti con cui creare community, avvicinando persone che non si conoscono ma che hanno un problema comune da risolvere, creando reti e team di lavoro o di sostegno reciproco”. Oggi su Facebook ci sono un miliardo di persone che fanno parte di almeno un gruppo, l’obiettivo è raddoppiare quel numero. Ma il vero motivo della visita di Nicola in Italia è il gender gap: “In Italia c’è un fenomeno strano. Le donne sono più istruite degli uomini, ma più si avanza nella carriera è più svaniscono. Ma invertire ka tendenza non è difficile Abbiamo calcolato che 300mila donne in più sul mercato del lavoro farebbero crescere la ricchezza nazionale di 43 milioni di euro”. Il piano #SheMeansBusiness offre programmi di training in tutta Italia, realizzati da Facebook con Fondazione Mondo Digitale. I coach forniranno alle imprenditrici strumenti e moduli formativi, lezioni online e pratiche su come realizzare al meglio le piattaforme social per migliorare il proprio business. E anche lezioni di autostima per le partecipanti. A loro sarà messo a disposizione il sito Shemeansbusiness.fb.com, per dare voce alle storie di successo italiane, consultare i materiali ed entrare in contatto con altre future imprenditrici. “Sul sito inoltre”, aggiunge Chiara Burberi, ideatrice di Redooc, che ha saputo utilizzare Facebook e Instagram per creare tecnologia, ingegneria e matematica), “abbiamo sfruttato i social media per avvicinare i ragazzi, dialogare con genitori, professori e studenti”. Anche Betta Maggio, fondatrice di UEarth, prima azienda biotech ad occuparsi di purificazione dell’aria negli ambienti professionali, ha trovato nei social “il fulcro di una rivoluzione culturale per sensibilizzare l’opinione pubblica”. E così è riuscita Enrica Arena, siciliana fondatrice della startup Orange Fiber, azienda che crea tessuti di qualità dagli scarti degli agrumi: grazie a Facebook e al digitale, ha potuto mantenere i piedi ben piantati in Sicilia, pur lavorando con brand di moda con sede a Milano. “Molte business-woman hanno avviato la loro attività su Facebook e stanno aumentando i profitti”, dice Mendelsohn. “Vorremmo dedicare questo progetto a tutte quelle che hanno un’idea imprenditoriale in testa, ma non hanno abbastanza fiducia in se stesse per realizzarla. Oggi si può lavorare da casa, dal telefono e creare un’impresa su Facebook è gratis”. L’altro grande timore è come riuscire a trovare clienti. “Ma ci sono tanti piccoli trucchi che possiamo insegnare e condividere”.
Gloria Riva – Lavoro – Donna di La Repubblica – 16 dicembre 2017 -

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