giovedì 28 dicembre 2017

Lo Sapevate Che: In fondo al mare con i vermi dei coralli è Natale tutto l'anno...


Natale tra i coralli non è il titolo di quello che potrebbe essere il più poetico (e meno dinamico) dei cinepanettoni. Ma sarebbe forse adatto a descrivere quello che succede, in qualsiasi mese dell’anno, quando le barriere coralline del Mar Rosso ospitano i vermi marini del genere Spirobranchus. Questi animaletti, del resto, sono chiamati dagli zoologi “vermi albero di Natale” per il loro particolare apparato branchiale: due variopinte spirali che ricordano gli abeti addobbati per le feste. “Questa è l’unica parte visibile dell’animale: il resto del corpo è protetto da un tubo calcareo che lo Spirobranchus si costruisce una volta che si è fissato in mezzo ai coralli” spiega la biologa Orly Perry, della Bar-Ilan University di Israele. “Le branchie retrattili sono un organo straordinario: la loro forma aumenta la velocità dell’acqua che viene convogliata nella spirale, e questo fa sì che una grande quantità di particelle alimentari rimangano intrappolate nei filtri, così da garantire cibo abbondante”. Queste branchie sono così spettacolari che hanno dato al regista James Cameron l’idea per le misteriose piante-animali Helicoradian che nei film Avatar rendono il pianeta Pandora ancora più pittoresco. I coralli delle barriere e gli esemplari di Spirobranchus in genere convivono, ma è quella che si potrebbe definire una relazione complicata. “È un rapporto sia di cooperazione che di competizione” spiega Orly Perry. “Da un lato sua gli “alberelli dello Spirobranchus che lo “sportellino” spinoso con cui il verme chiude il tubo calcareo dove si rintana tutto quando è minacciato, possono infastidire i pesci che vorrebbero predare i coralli È anche vero però che il verme marino e il corallo, non potendo spostarsi, si contendono di continuo le particelle di cibo traportate dall’acqua”. E la fame può rendere molto ostili verso i vicini invadenti: “I coralli hanno dei tentacoli urticanti che tirano fuori per proteggere il loro spazio vitale” sottolinea la biologa. “E la propensione a usarli influisce sulla distribuzione degli Spirobranchus: i coralli meno bellicosi – come le specie Porites lutea, Porites lobata e Porites lichen – sono anche quelli più colonizzati dai vermi Spirobranchus. Mentre su quelli più aggressivi, come la Merulina ampliata e la Galaxea astreata si notano ben pochi “alberi di Natale””. A differenza degli abeti in casa, gli esemplari del genere Spirobranchus durano ben più di qualche settimana. Capire quanto vivono è abbastanza facile: “I coralli hanno delle striature di crescita annuale proprio come gli anelli nei tronchi d’albero. Se si asporta una porzione di corallo con il tubo calcareo di uno Spirobranchus, la lunghezza in striature del tubo ci rivela l’età dell’animale” spiega Perry. “Quella media è ragguardevole: dieci-venti anni. Ma si può arrivare fino a quarant’anni. Che per un verme è un traguardo incredibile”.

Dedo Tortona – Scienze – Il Venerdì di La Repubblica – 22 dicembre 2017 

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