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mercoledì 8 luglio 2015

Lo Sapevate Che: Se si fanno due conti, i soldi di Veronica risanerebbero la Grecia



Circa un mese fa, quando le previsioni su Grexit, default a fine dell’euro erano diventate improvvisamente cupe, Romano Prodi così commentava:”E’ ormai chiaro che la Grecia tanti soldi da pagare non li ha. Lo sapevano tutti. Il 25% dei greci è disoccupato, il reddito è crollato molto più di quanto si attendessero i fautori dell’austerity. La Grecia non ha lo sfogo dell’export che ha l’Italia: la Grecia esporta meno della provincia di Reggio Emilia; vive di noli marittimi, un po’ di cemento, un po’ di turismo. Se crolla il reddito interno, crolla tutto. E’ stato un braccio di ferro in cui ognuno ha pensato che l’altro cedesse; invece per salvarsi ognuno dovrebbe cedere qualcosa. Se la Germania fosse intervenuta all’inizio della crisi,  ce la saremmo cavata con 30-40 miliardi: oggi i costi sono dieci volte di più”. Mentre scrivo questa rubrica, il destino greco è di nuovo appesp a un filo, perché la signora Christine Lagarde, affascinante signora molto di destra, l’unica banchiera del mondo che si veste con giacconi di pelle da motociclista griffati, vuole assolutamente umiliare Yanis Varoufakis (altro motociclista col chiodo). perché è di sinistra. Due cose sono curiose: che la crisi europea avvenga su volumi da container di parmigiano-reggiano, e che, se l’Fbi non avesse eliminato dalla presidenza del Fondo Monetario Dominique Strauss Kahn, Lagarde non sarebbe lì. Dominique, peraltro, era sicuramente un vecchio porco, ma era anche il primo banchiere di sinistra al Fmi e, in particolare, aveva un piano sensato per far uscire la Grecia dalla crisi senza martirizzarla.  Strano mondo,quello dell’economia internazionale. Prendete l’Italia. Nel 2012 l’Italia era come oggi la Grecia, sull’orlo del default, con i nostri titoli di Stato diventati spazzatura e Berlusconi più intento a pagare ragazze e avvocati che a far scendere lo spread. Mario Monti (che era il nostro  Tsipras, o meglio il suo opposto) risolse la questione velocemente e senza drammi. Solo adesso, con due inaspettate sentenze della Corte Costituzionale, si è appreso come:bloccando l’indicizzazione delle pensioni e i contratti degli statali. Pensionati e mezze maniche, quasi senza neanche accorgersene (anche perché all’epoca nessuno lo disse) risanarono il buco italiano versando complessivamente un qualcosa come 50 miliardi di euro. Che sono poi circa sette volte l’export di Reggio-Emilia o, se preferite, della Grecia. Mi rendo conto che queste cifre e questi paragoni sono strampalati; forse però sono un’indicazione della pazzia e dell’ingiustizia del mondo moderno. Dove Veronica Lario (grazie al fatto che suo marito si accompagnava alle ragazzine facendo salire lo spread) incasserà nei prossimi trent’anni quasi 500 milioni di euro, cioè circa metà della tranche su cui si sta intignando Chistine Lagarde. Ricordano gli annali che 70 anni fa, esattamente il 14 luglio 1945, le donne lavoratrici di Torino, scioperarono e occuparono l’Unione Industriale, chiedendo la “contingenza” uguale a quella degli uomini. E l’ottenerono. Altri tempi, altre donne, altro dopo-guerra.
Enrico Deaglio – Annali – Il Venerdì di Repubblica – 3 luglio 2015 -

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