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giovedì 23 luglio 2015

Lo Sapevate che: Amare perdutamente può far male...



Più di un anno e mezzo fa incontrai una ragazza. Fino a quel momento io ero solo un chitarrista, lei era una polistrumentista e cantante molto talentuosa. Qualhe tempo dopo ebbi modo di apprezzare la veridicità di risposta a un lettore letta sulla sua rubrica: “l’Amore crea soggettività nuove”. Infatti, dopo quell’esperienza non ero più solo un bravo chitarrista, ma anche un ottimo cantante. Quando incontrai questa ragazza ero single, e vissi quell’esperienza senza limiti, gettandomi perdutamente tra le sue braccia, fidandomi ciecamente di lei. Da lì a poco mi accorsi che era sua abitudine avere tanti uomini e che era obbligata, per mantenere in piedi il suo castello di carte, a mentire spudoratamente a tutti. Decisi di chiudere, perché amare nella mia vita si è sempre tradotto in chiarezza, onestà, in una dedizione totale e appassionata verso una sola donna, nel sentirmi la metà di qualcosa di unico e irrepetibile. (..) Non lo so, forse sbaglio, forse il mo tono è eccessivamente perentorio, ma penso che oggi sia opportuno riscoprire alcuni elementi fondamentali dello stare insieme tra cui anche il significato di “amore” e di “usare”. Per quello ci sono i centri commerciali e le discariche, Lei che ne pensa?
Alessandro Cardilli – alessandrocardilli85@l.gmail.com è quando la ragazza se
Mai “gettarsi perdutamente: né in un burrone né nelle braccia di una ragazza, perché quando la ragazza se ne va porta via l’anima che, senza riserve, le abbiamo consegnato e noi restiamo “disanimati”. La sua ex ragazza aveva relazioni e “per tenere in piedi il suo castello di carte mentiva spudoratamente a tutti”. A lei non pare che questo sia stato e sia il comportamento abituale di molti uomini? Solo che quando si tratta di uomini questi comportamenti sono considerati indicatori di successo, mentre se si tratta di donne, questi comportamenti sono spudorati. Ance nel linguaggio dobbiamo farne ancora molta, di strada, per raggiungere la parità di genere. Nell’amore lei vuole sentirsi qualcosa di unico e irrepetibile. Come un bambino per la sua mamma? Non ha ancora imparato che l’amore per i figli è incondizionato, mentre quello che scegliamo, dopo aver lasciato la madre e il padre, è sempre condizionato dai vantaggi reciproci che da quella relazione si ottengono, fosse anche il vantaggio di sentirsi “unico e irripetibile”? Che mi pare, tutto sommato, una pretesa un po’ eccessiva, carica anche di una buona dose di narcisismo, che , come lei sa, è l’esatto contrario dell’amore. (..). Non facciamoci del male, quando amiamo “gettandoci perdutamente nelle braccia dell’altro”, perché quando annulliamo nell’altro la nostra individualità, non siamo più neanche interessanti per l’altro. Non dimentichiamo, infine, che quando un amore ci lascia non soffriamo solo per quella perdita, ma forse e soprattutto per l’offesa narcisistica di chi non è stato in grado di legare e tenere incatenato un amore. In questo caso probabilmente d’amore non si trattava, ma di potere. Ed essere sconfitti sul piano del potere non fa soffrire di meno di quanto non faccia la malinconia di un abbandono. Ma queste avvertenze altro non sono che i moniti di un vecchio che la passione giovanile non è disposto, o perlomeno fisica, a capire. Mi perdoni.
umbertogalimberti@repubblica.it – Donna di Repubblica – Donna di Repubblica – 18 luglio 2015

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