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sabato 25 luglio 2015

Lo Sapevate Che: A quattordici anni dal G8 scopriamo che i no global non erano gufi ma profeti...



Cade in questi l’anniversario del G8 di Genova. In questi anni si è parlato molto dei fatti e fattacci che lo accompagnarono, la morte di Carlo Giuliani, le torture alla caserma, l’irruzione nella Diaz, i processi che seguirono, senza riuscire a fare giustizia, né tantomeno a rispondere agli interrogativi e alle condanne internazionali piovuti intorno al comportamento delle forze dell’ordine. Molto meno si è parlato dei contenuti di quel movimento comparso quasi all’improvviso, del tutto inatteso, nel clima di “magnifiche sorti e progressive” di quel principio di secolo. Prima dell’11 settembre, delle guerre in Medioriente, della crisi economica, il mondo sembrava vivere un’età dell’oro, costellata di paradisiache visioni del futuro. In Italia, il berlusconismo, all’apice del consenso, prometteva un nuovo miracolo economico in grado di rilanciare il Paese fra le grandi potenze industriali. In Europa la Terza via dei socialisti tedeschi, inglesi, francesi, spagnoli e italiani disegnava lo scenario di una nuova Unione prospera e solidale. L’euro, al quale sembrava dovesse aderire anche la Gran Bretagna, era visto solo come il primo. importante passo verso la costruzione degli Stati Uniti d’Europa sognati dai padri fondatori, fonte di ricchezza, pace e riequilibrio nel vecchio continente. Nel mondo trionfava, dopo la morte del comunismo, la felice teoria della “fine della storia”, con l’approdo conclusivo di tutte le nazioni al modello della democrazia liberale, reso possibile anche da una globalizzazione che avrebbe creato un ceto medio benestante su scala planetaria. I ragazzi che allora contestavano il presepe ideologico dominante erano considerati dei pazzi o, come si direbbe oggi, dei gufi. Gli anni trascorsi hanno fatto giustizia di tante illusioni. L’Italia di Berlusconi è piombata nel peggior declino della storia repubblicana, l’Europa ha smarrito la sua stessa ragione d’essere, il mondo è ricaduto in una lunga serie di guerre. La globalizzazione non governata, lungi da produrre benessere e democrazia diffusi, ha demolito i ceti medi anche nei Paesi più richi e favorito l’avanzare di fanatismi di ogni tipo, di nuovi e terrificanti conflitti. Lo sfruttamento selvaggio delle risorse da parte di un’economia senza vincoli sta ormai minacciando il pianeta. Nel 2001 si irrideva ancora all’allarmismo degli ecologisti riguardo al riscaldamento globale. Dopo quattordici anni di costante aumento delle temperature e catastrofi climatiche, s’ironizza molto meno. Nonostante gli incidenti e le contestazioni, le conclusioni del vertice del G8 di Genova da parte dei potenti della Terra furono straordinariamente positive. Come si è visto, non sempre l’ottimismo porta fortuna.
Curzio Maltese – Contromano – Il venerdì di Repubblica – 17 luglio 2015

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