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martedì 12 aprile 2022

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Processo a Galileo Galilei

Il processo a Galileo Galilei, sostenitore della teoria copernicana eliocentrica sul moto dei corpi celesti in opposizione alla teoria geocentrica, sostenuta dalla Chiesa cattolica, iniziò a Roma il 12 aprile 1633 e si concluse il 22 giugno 1633 con la condanna] per "veemente sospetto di eresia" e con l'abiura forzata delle sue concezioni astronomiche.

Le conoscenze scientifiche all'epoca di Galileo

La teoria eliocentrica ha una lunga storia: l'eliocentrismo venne espresso per primo dall'astronomo greco Aristarco di Samo già nel III secolo a. C.[3]. Essa però non trova spazio nell'Almagesto dell'astronomo alessandrino Claudio Tolomeo: l'Almagesto infatti procede la sua trattazione sulla base della sola teoria geocentrica, per cui il grande successo dell'opera in realtà ha contribuito a mettere in ombra l'eliocentrismo. La teoria eliocentrica venne poi riscoperta e approfondita in seguito all'età delle scoperte geografiche, nel Cinquecento, in particolare dall'ecclesiastico polacco Niccolò Copernico e in seguito dall'astronomo tedesco Giovanni Keplero, contemporaneo e corrispondente di Galileo. Tuttavia, la giustificazione teorica rigorosa alla base del modello fisico eliocentrico sarà elaborata solo alla fine del Seicento, grazie agli studi sulla gravitazione di Isaac Newton. Inoltre, la prova sperimentale dell'eliocentrismo si avrà solo nel 1729, seppure per via indiretta, con l'annuncio da parte della Royal Society di Londra della scoperta dell'aberrazione della luce da parte dell'astronomo inglese James Bradley, che così dimostrò definitivamente l'esistenza del moto di rivoluzione terrestre intorno al Sole[4]. Bisognerà ancora aspettare la fine del Settecento per le conferme sperimentali definitive anche della rotazione terrestre, tra cui il celebre esperimento dei gravi di Bologna condotto da Giovanni Battista Guglielmini, i cui risultati furono pubblicati nell'opuscolo De diurno Terrae Motu del 1792. Pertanto, all'epoca di Galileo non era possibile confutare la teoria geocentrica con dimostrazioni sperimentali. Nello specifico, Galileo contestò (per la prima volta) alcuni assunti propri della Fisica aristotelica, ad esempio riprendendo le considerazioni di Archimede sul moto dei gravi e le osservazioni lunari che condusse egli stesso.

Gli Antefatti

Nella Chiesa, due erano i maggiori Ordini tutelari della cultura scientifica e teologica: l'Ordine dei gesuiti, che vantava nelle sue file numerosi matematici e fisici, e quello domenicano, fedele all'insegnamento dottrinario di san Tommaso, e pertanto sospettoso di ogni novità che a quella metafisica potesse in qualunque modo opporsi. Mentre i gesuiti, in un primo tempo, si mostrarono aperti di fronte alle nuove scoperte astronomiche, furono i domenicani i più decisi oppositori di Galileo, denunciando i pericoli che le teorie galileiane potevano apportare alla tradizionale dottrina della Chiesa. Tuttavia l'atteggiamento dei due Ordini nei confronti di Galileo si rovescerà due decenni dopo: nel 1633 saranno i gesuiti a denunciare il Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo, coinvolgendo nelle accuse anche i domenicani che avevano autorizzato la pubblicazione dell'opera.

Il 1º novembre 1612 il domenicano Niccolò Lorini denunciò in una predica tenuta nel convento di San Matteo a Firenze le teorie di Copernico – del quale nemmeno conosceva bene il nome – salvo scusarsi il 5 novembre con una lettera a Galileo, nella quale scriveva di non aver voluto accusare lo scienziato – protetto dal Granduca – ma «per non parere uno ceppo morto, sendo da altri cominciato il ragionamento, ho detto due parole per esser vivo, e detto, come dico, che quella opinione di quell'Ipernico, o come si chiami, apparisce che osti alla Divina Scrittura».

Il 21 dicembre 1614 si levava dal pulpito di Santa Maria Novella a Firenze il frate domenicano Tommaso Caccini (1574-1648), lanciando contro certi matematici moderni e in particolare contro Galilei (1564-1642), matematico e filosofo del Granduca Cosimo II de' Medici, l'accusa di contraddire le Sacre Scritture con le loro concezioni astronomiche ispirate alle teorie eliocentriche copernicane.

Già tre anni prima il Caccini era venuto in polemica con Galilei ma questa nuova iniziativa di fra' Tommaso, se pur ebbe ampia risonanza, non sembrò, sulle prime, riscuotere particolare successo, se il suo stesso fratello Matteo Caccini, da Roma, gli scriveva aspramente il 2 gennaio 1615 di aver sentito «una stravaganza tanto grande, che io et me ne meraviglio et ne resto disgustatissimo. Sappiate che se qua ne è fatto romore, voi riceverete tal'incontro che vi pentirete di havere imparato a leggere; et sappiate di più che non si può fare cosa che sia qua dal supremo superiore sentita peggio che quella che havete fatta voi [...] se bene io non sono teologo, posso dirvi quanto dico, che è che avete fatto un grandissimo errore et una grandissima scioccheria et leggerezza» e, rincarando la dose, «che leggierezza è stata la vostra, lasciarvi mettere su da piccione, o da coglione, o certi colombi, che avete a pigliarvi gl'impicci d'altri», alludendo a che l'iniziativa del fratello fosse stata suggerita dal fisico Ludovico delle Colombe autore, nel 1611, di un Trattato contro il moto della Terra, naturalmente polemico verso Niccolò Copernico e i suoi attuali seguaci.

Matteo Caccini temeva soprattutto che il fratello avesse pregiudicato la sua possibile nomina a baccelliere dello Studio domenicano della Minerva, carica contesa da un altro domenicano fiorentino, Niccolò Ridolfi, appoggiato dall'ambasciatore di Francia e dal cardinale Scipione Borghese, nipote del papa Paolo V; a favore di fra Tommaso stavano invece il cardinale Agostino Galamini e i maggiori esponenti dell'Ordine domenicano.

Intanto il sopracitato frate domenicano, Niccolò Lorini, inviava una lettera al cardinale Paolo Emilio Sfondrati, Prefetto della Congregazione dell'Indice a Roma, il 7 febbraio 1615, a nome di tutta la comunità del convento di San Marco di Firenze, denunciando come Galilei, in una lettera all'allievo Benedetto Castelli del 21 dicembre 1613, avesse sostenuto «che la terra si move et il cielo sta fermo, seguendo le posizioni di Copernico [...] e vogliono esporre le Sante Scritture a loro modo e contra la comune esposizione de' Santi Padri, e difendere opinione apparente in tutto contraria alle Sacre Lettere».

https://it.wikipedia.org/wiki/Processo_a_Galileo_Galilei

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