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martedì 15 ottobre 2013

Lo Sapevate Che: Satira Preventiva....


Vendesi Pentola In Odorround

E’ un sistema satellitare rivoluzionario che consentirà di diffondere nelle nostre case un forte odore di soffritto anche se si è sintonizzati su altri canali. E non si sta vedendo una delle tante trasmissioni dedicate al cibo.

Visto il grande successo delle trasmissioni dedicate al cibo e alla cucina (attualmente circa un centinaio sui vari palinsesti), il mondo della televisione si sta ingegnando di moltiplicare le occasioni, perfezionando i programmi già in onda e anche inventando nuovi generi.
Rai Uno La tradizionale pentolata di mezzogiorno, con Antonella Clerici che ingurgita tutto quello che viene preparato in diretta, potrà avvalersi del rivoluzionario sistema satellitare “odorround”, che permette di diffondere nelle nostre case un forte odore di soffritto anche se si è sintonizzati su altri canali o se il televisore è spento. Un forte profumo di aglio e cipolle, accompagnato dall’allegro rumore dello sfrigolio dei tegami e dalle urla di entusiasmo della conduttrice, impregnerà giorno dopo giorno l’intero Paese, casa per casa, quartiere per quartiere. La Clerici ha presentato un format molto innovativo anche per il Festival di Sanremo: ogni cantante deve eseguire il suo brano mangiando una pietanza da lui stesso preparato, nella speciale sezione “Sanremo a bocca piena”, avendo l’accortezza di non far cadere per terra bocconi troppo grossi quando la partitura costringe a cantare a squarciagola. Già molte le adesioni dal mondo del punk. Il microfono verrà ripulito dal sugo e sterilizzato dopo ogni esibizione. La Rai ha fatto sapere che se ne riparlerà per l’edizione del 2015.
Benedetta Parodi Sempre più dalla parte della gente normale, anche quest’anno riproporrà le sue ricette facili da preparare, in controtendenza rispetto all’eccessiva ricercatezza della cucina d’autore. Tra le nuove proposte di Benedetta: “Pane e prosciutto facile”, senza l’inutile perdita di tempo di tagliare a metà il panino, lo si avvolge intero in una grossa fetta di prosciutto; “Dado caldo”, si ingoia un dado (dopo averlo scartato) e ci si beve sopra mezzo litro di acqua bollente senza dover aspettare che il dado si sciolga nella pentola; e infine, grande novità di quest’anno, il “Piatto sotto casa”: si scende a mangiare al ristorante più vicino.
Pretest-Show Escogitato da un gruppo di autori televisivi che si rifanno al situazionismo, l’idea del pretest-show è un uso del tutto presuntuoso di altri format. Esempio: durante un talk-show politico uno degli ospiti, senza preavviso, estrae una gavetta piena di fagioli con le cotiche e la consuma sul posto, ignorando le domande del conduttore e le proteste degli altri ospiti. Oppure: un conduttore di telegiornale, mentre legge le notizie, monda un gambo di sedano dai fili, lo sminuzza finemente con la mezzaluna, lo unisce a un composto di succo d’arancia, ricotta e tuorlo d’uovo precedentemente preparato e mescola a lungo con la frusta fino a ottenere, poco prima della sigla di chiusura, un composto omogeneo.
Master-Chef  Basta con le selezioni troppo rigorose che riducono il novero dei concorrenti a pochi aspiranti cuochi gasati e presuntuosi. Di qui in poi nessun italiano dovrà sentirsi escluso dal prestigioso concorso culinario: i tre giurati si presenteranno senza preavviso in una casa estratta a sorte e costringeranno i presenti a cucinare qualcosa con quello che hanno in frigo in quel momento. Nelle prove simulate ha vinto un ragioniere romano con il piatto “Sottilette Kraft bollite nel loro cellophan”, battendo di un soffio una segretaria di Modena che aveva proposto un originalissimo “Pandoro dell’anno scorso ammorbidito con il ferro da stiro”.
Food-Trotter Continua il viaggio intorno al mondo del simpaticissimo reporter americano Muddy Oversize, che assaggia con visibile piacere anche i cibi più estremi, dalle interiora di dromedario alla marmellata di oloturia. Nelle prossime puntate il nostro Muddy sarà nei campi profughi africani, dove potrà gustare, con la consueta allegria, il minestrone di fango e cibi scaduti offerti dalla solidarietà internazionale e le ingegnose frittelle di farina di pneumatico che servono a far star zitti i bambini.

Michele Serra – L’Espresso – 17 Ottobre 2013

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