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martedì 29 ottobre 2013

Lo Sapevate Che: Carta Canta....


Eppure Dragomira Era Tanto Brava

Le opere della bulgara Bonev sono state incensate dai giornali di Berlusconi e premiate dai suoi ministri. Ora tutti fanno a gara per demolirla. Solo perché ha osato dire quello che pensa del leader Pdl e della sua compagna

Siccome in Italia è morta anche la vergogna, capita persino che Agostino Saccà, l’esecutore materiale dell’editto bulgaro contro Biagi e Santoro (Luttazzi l’avevano già eliminato), lanci un altro editto bulgaro contro la bulgara Bonev, rea di leso Silvio e lesa Pascale. Lo fa su “Libero”, spiegando che nel 2003 non la raccomandò al dopo festival di Sanremo e non la portò a Raifiction perché fosse la sua amante: “Lo nego assolutamente. Era la fidanzata del vicepresidente del Milan “. Ah, beh, allora. E poi “pensavo fosse una piccola fiammiferaia uscita dall’inferno comunista” e, sebbene non avesse alcun “talento da attribuire”, “aveva carisma”. Dunque la raccomandò “per dimostrare che non era una mia raccomandata”. Non è meraviglioso? Al Dopofestival la fiammiferaia si dipinse pure “pittrice, modella, scrittrice, esperta di moda e consulente internazionale di vip”, dunque un imbarazzato Pippo Baudo dovette annunciarla “opinionista per giudicare il look dei nostri cantanti”.
Ma Almeno Saccà ha il coraggio delle sua cattive azioni. Tutti gli altri, manco quello. La Stampa berlusconiana fa a gara nel demolire la signora bulgara. Ferrara la chiama elegantemente “bottana”, Sallustri “una specie di attrice”, Belpietro “la pentita della mutanda”. “Libero” ironizza sul finto premio di tre anni fa al Festival del Cinema di Venezia, su “Tutti i fiaschi di Michelle, una Re Mida al contrario” e su “La peggior fiction degli ultimi 20 anni”. Ma che strano. Finchè orbitava nel cerchio magico del Cavaliere, Dragomira era omaggiata, incensata, riverita. Produceva fiction per Rai e Mediaset. Pubblicava romanzi per Mondadori. “Panorama” le mandava Mughini e, siccome l’intervista non era abbastanza encomiastica, gliela infiocchettavano a sua insaputa. “Il Giornale” di Belpietro la intervistava ogni due per tre scolpendone la “bellezza più coriacea che morbida”. E ho detto tutto. Nel 2010 Sandro Bondi, ministro dei Beni culturali (“Il nuovo Bottai”, per “il Foglio”) ordinava al direttore generale Borelli di farla premiare in qualche modo a Venezia per il film “Goodbye Mama”, neppure terminato. E. per non nominare Silvio invano, la spacciò per una “attrice molto cara al premier bulgaro”. Tanto chi andava a controllare.
A Venezia Però presiedeva la giuria Quentin Tarantino e si rischiava un bagno di sangue molto pulp. Così un incaricato ministeriale scese dal rigattiere e ,pregandolo del più assoluto riserbo, commissionò una targa farlocca da ) euro: loghi del Mibace e dell’ignara Unione europea, iscrizione “Action for Woman. Premio speciale della Biennale nel 60° anniversario della Convenzione europea sui diritti dell’uomo”. Fu poi addobbata una sala del Festival con finto pubblico, finta stampa, finti fotografi e cineoperatori, con l’aggiunta dei ministri Galan e Carfagna, del sottosegretario Giro (il vice-Bondi) e parlamentari (anche euro) Pdl sciolti. Per far numero vennero aviotrasportati last minute 32 bulgari, alloggiati ovviamente al Cipriani, pare a spese di lei. La Carfagna prese la parola tutta emozionata e “orgogliosa di poter omaggiare una ragazza così coraggiosa”. Il Galan si congratulò a nome di Silvio, che poi intervenne in diretta via telefono. Quando “il fatto” raccontò il tutto, la stampa berlusconiana stese un velo pietoso. Per qualche giorno. Poi riprese con l’incenso. “Mi attaccano perché vinco, sono condannata a vincere”, dichiarò la Bonev al sempre disponibile “Giornale” di Sallustri nell’aprile 2011, quando il film uscì nelle sale. Costo per la Rai di Mauro Masi: 1 milione di euro. Incasso 66 mila. Un bell’investimento. “Intenso dramma al femminile tratto dalla sua storia personale e ispirato al suo romanzo “Alberi senza radici”  (Mondadori)”, turibolò “Libero” di Belpietro. Intanto “il Giornale” la promuoveva con coti superiori a quelli tributati a Russel  Crowe e Nicolas Cage fra gli attori e al registra iraniano Jafar Panahi, reduce dal gran premio della giuria a Berlino. Mica male per una “Re Mida al contrario” e “una specie di attrice”. Sic transit gloria Bondi.

Marco Travaglio – 31 Ottobre 2013

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