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martedì 21 maggio 2013

Lo Sapevate Che: Vivere ( E Morire) Di Politica


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La politica economica, la politica sanitaria, la politica fiscale, sono i campi su cui le diverse maggioranze parlamentari che si susseguono cercano di dare un tratto caratteristico. Le leggi votate da questa o da quella maggioranza alzeranno o abbasseranno le tasse, finanzieranno o ridurranno i fondi per la scuola, aumenteranno gli investimenti o ridurranno la spesa. Quanto e cosa fare può essere deciso di volta in volta dalle maggioranze politiche. Ma i bisogni primari della collettività vanno garantiti: è il famoso servizio pubblico, quello che va reso anche se nessuno sul mercato lo trova necessariamente conveniente.
Tra “ non necessariamente conveniente” e “inutilmente costoso” c’è un abisso. Che dovrebbe essere colmato dalla capacità della pubblica amministrazione di trovare il modo migliore per fare le cose. Definire i criteri per il soddisfacimento di un determinato bisogno della cittadinanza non significa, infatti, attivarsi direttamente, può voler dire appaltare a società terze, pubbliche o private. Ma quali sono questi servizi che vanno resi costi quel che costi? E chi li deve rendere?
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Possiamo, ma occorre cambiare politica, magari seguendo il consiglio di Barack Obama, uno che si è accorto che l’austerità senza investimenti non stava facendo bene al suo Paese: “Tagliare il deficit riducendo gli investimenti nell’innovazione e nell’istruzione è come alleggerire un aereo troppo carico togliendo il motore. In gioco non abbiamo chi vincerà le prossime elezioni, ma se nuove industrie e posti di lavoro saranno nel nostro Paese o altrove”, Ma soprattutto, quando i soldi sono pochi, per potere investire occorre efficienza. Che non è al momento una specialità della casa. In tanti anni di storia, noi italiani abbiamo distribuito i soldi invece di investirli.
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Si potrebbe andare avanti a lungo con esempi del genere, ma il concetto è chiaro. In certi casi, si dovrebbe dire, la mano pubblica farebbe meglio a rinunciare a gestire quello che non sa e non può saper gestire, e ritirarsi in buon ordine davanti all’avanzata dell’imprenditoria privata. A volte è proprio la molla del profitto, e della soddisfazione di portare avanti un progetto proprio, ciò che spinge a migliorarsi e, nel caso di un’azienda, a migliorare il servizio. Il profitto e la concorrenza.
Giovanni Floris – Oggi è un altro giorno

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