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venerdì 17 maggio 2013

Lo Sapevate Che: La Crisi e ...Il Cuore...

La Crisi Fa Male Al Cuore
(Alle Donne, Di Più)

Dai primi studi sulla Grecia con l’economia alle corde risulta un aumento degli attacchi cardiaci con una particolarità…

Una crisi economica fa male al tessuto produttivo di un Paese, ma anche alla salute.
Lo dicono i primi studi epidemiologici sugli effetti dell’attuale crisi europea. In particolare, una ricerca sui 22.093 ricoveri per malattie cardiache avvenuti fra il 2004 e il 2011 all’ospedale di Kalamata, nella Grecia centrale. In questo periodo il Pil del Paese è sceso dal 25 per cento e, a partire dal 2008, il numero di attacchi cardiaci è aumentato, passando da 17 a 22 ogni 10 mila abitanti, con un aumento del 29 per cento (e del 40 fra le donne). Secondo il cardiologo Emmannouil Makaris, autore dello studio, lo stress legato alle difficoltà economiche, inducendo uno stato di continua infiammazione, danneggia i vasi sanguigni favorendo gli attacchi di cuore, soprattutto nelle donne, che devono curare famiglia e bambini con sempre meno risorse.
Un quadro più ampio lo dà un articolo uscito sulla rivista inglese The Lancet, firmato da Marina Karanikolos, della London School of Hygiene, con un gruppo di colleghi. Lo studio, su quattro Paesi (Grecia, Spagna, Portogallo e Islanda), rivela che nei primi tre, soggetti a una stretta austerità, la mortalità e i costi sanitari stanno aumentando, per il deteriorarsi della dieta, la minore disponibilità di farmaci e cure mediche e l’aumento di stress, malattie psichiche e tentativi di suicidio (unico dato positivo; scendono gli incidenti stradali, perché si guida meno). Al contrario in Islanda, dove la crisi ha colpito meno la popolazione, i costi sanitari sono rimasti stabili.
Lancet contiene anche i dati sui suicidi in Europa: fra 2008 e 2010 sarebbero saliti del 20 per cento, con un picco del 40 in Grecia. E, sempre in Grecia, si sospetta addirittura che l’aumento di nuovi casi di Aids, dal 15ndel 2010mal 314mdel 2012, sia dovuto non solo al crollo della prevenzione ma a persone che si infetterebbero di proposito, per avere l’assistenza legata alla malattia.
Il peggio è che le conseguenze della crisi economica sulla salute potrebbero protrarsi a lungo. George Slavich, dell’Università della California a Los Angeles, in una rivista Psychological Science, nota che nel passato il picco delle morti per malattie cardiache è arrivato alcuni anni dopo quello della disoccupazione, ed è durato anche un decennio. La ragione) Una condizione di stress che continua per anni altera la regolazione dei geni che provocano lo stato infiammatorio, mantenendoli attivi anche quando le cause del disagio sono finite. Lo dimostrerebbero studi su animali, ma anche una ricerca condotta nel 2006 in Olanda, secondo cui le persone vissute nei periodi più difficili della storia di quel Paese avrebbero avuto una regolazione genetica dell’infiammazione alterata, in grado di danneggiare sistema circolatorio e immunitario.
Gli effetti della crisi potrebbero poi ricadere persino sulle generazioni future. Vivette Glover, biologa all’Imperial College London, ha scoperto che nelle placente di madri tristi e ansiose, l’enzima 11-beta-HSD2 – che difende il feto dagli effetti del cortisolo, l’ormone dello stress prodotto dal corpo materno – è del 30 per cento più basso del normale. Nei topi, le madri con meno 11-beta-HSD2 fanno nascere cuccioli più piccoli, timidi e introversi della media. E zs accadesse anche ai “figli della crisi”?
Alex Saragosa – Venerdì di Repubblica – 10-05-13

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