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venerdì 10 aprile 2020

Lo Sapevate Che: Il ricordo di Nino Rota, 40 anni fa la scomparsa del grande compositore


“Non credo a differenze di ceti e di livelli nella musica: il termine "musica leggera" si riferisce solo alla leggerezza di chi l'ascolta, non di chi l'ha scritta”. Nino Rota
 Anime esoteriche e melodiche
Giovanni Rota Rinaldi, noto con il suo nome d'arte Nino Rota, nasce a Milano il 3 dicembre 1911 da una famiglia di musicisti. Il nonno Giovanni Rinaldi è un eccellente pianista e sin da piccolo è evidente la passione di Nino per la musica. Grazie alla madre Ernesta comincia a suonare il pianoforte a soli quattro anni e a comporre ad appena otto anni. Le sue prime composizioni infantili, un commento musicale ad una favola che ha scritto "Storia del mago doppio", attirano l'attenzione di un professore di conservatorio che prende il piccolo Nino come uditore in una delle sue classi.
La carriera di compositore inizia a soli undici anni, mentre a quindici compone la sua prima vera e propria opera teatrale intitolata il "Principe porcaro". Negli anni dal 1924 al 1926 segue le lezioni di composizione all'Accademia di Santa Cecilia con il maestro Alfredo Casella, punto di riferimento per la musica contemporanea. Per superare l'esame finale si prepara con il professore Michele Cianciulli, che rimane suo fraterno amico per tutta la vita, e che lo inizia a quelle pratiche esoteriche di cui si può ritrovare traccia nelle sue composizioni musicali. Da questo momento inizia anche la sua passione da collezionista: Nino Rota colleziona migliaia di volumi di opere di contenuto esoterico, oggi donate all'Accademia dei Lincei. Come testimonia il regista e scrittore Mario Soldati, Rota comunica con l'aldilà. Lo stesso Fellini, con cui Rota lavora per molti anni, lo definisce un amico magico proprio per questa sua anima esoterica.
La carriera di Nino Rota ha una svolta grazie all'appoggio di Arturo Toscanini, che gli permette di andare a studiare a Philadelphia dal 1931 al 1933. Grazie alla lezione americana si avvicina alla musica popolare e impara ad amare Gershwin, Cole Porter, Copland e Irving Berlin. Di ritorno dagli Stati Uniti e con la nuova lezione musicale appresa, Rota accetta di comporre una sigla orecchiabile per un film dal titolo "Treno popolare" (1933). La colonna sonora però non ha alcun successo e per tutti gli anni '30 abbandona il genere musicale delle colonne sonore.
Si laurea intanto in lettere moderne per avere un mestiere di riserva, come dice sempre e ricomincia ad appassionarsi alla composizione nel 1939 quando approda al conservatorio di Bari, di cui dieci anni dopo diventa direttore. Negli anni '40 inizia il sodalizio con il regista Castellani e il primo successo che è la colonna sonora di "Zazà". Inizia così la sua lunga carriera come compositore cinematografico, resa fortunata anche dalla sua intuizione di dover comporre delle musiche al servizio delle immagini.
Negli anni '50 diventa l'autore delle principali musiche di scena del teatro di Eduardo De Filippo tra cui quelle per "Napoli milionaria". Rota alterna la composizione di colonne sonore con la composizione di musica operistica e la consacrazione in questo campo avviene nel 1955 con l'opera "Il cappello di paglia di Firenze" messo in scena alla Piccola Scala con la regia di Giorgio Strehler. Negli stessi anni inizia anche l'amicizia e il sodalizio artistico trentennale con Federico Fellini, per il quale musica film come: "Lo sceicco bianco", "Otto e mezzo", "La dolce vita", "La strada", "Il bidone", "Fellini Satyricon", "Le notti di Cabiria", "Il Casanova", "I Clowns", "Giulietta degli spiriti", "Amarcord".
Rota collabora con i più grandi registi dell'epoca. Scrive per Mario Soldati le musiche di "Le miserie di Monsù Travet", "Jolanda la figlia del corsaro nero", "Fuga in Francia", per King Vidor le musiche di "Guerra e Pace", per Luchino Visconti le musiche de "Il gattopardo" e "Senso", per Franco Zeffirelli quelle di "Romeo e Giulietta" e di "La bisbetica domata", per Lina Wertmuller le musiche delle undici puntate de "Il Giornalino di Giamburrasca" tra cui la famosissima "Pappa col pomodoro", per Francis Ford Coppola le musiche de "Il padrino II" con cui vincerà l'Oscar, per Stanley Kubrick quelle per "Barry Lindon", anche se purtroppo la rigidità del regista induce il compositore a rescindere il contratto senza comporre neanche un brano.
Intanto Rota continua a scrivere anche musica operistica, musica sacra e lavori orchestrali, tra cui: "La notte di un neurastenico", "Aladino e la lampada magica", "Lo scoiattolo in gamba", "La visita meravigliosa", "I due timidi", "Torquemada", "Ariodante".
Negli ultimi anni accusa maggiormente le critiche rivolte alla sua musica e provocate anche dal suo assenso a comporre tanta musica nazional popolare. Proprio quando sta progettando una messa in scena lirica delle musiche composte per "Napoli milionaria" di Eduardo De Filippo, Nino Rota muore a Roma il 10 aprile 1979, all'età di 67 anni. https://biografieonline.it/biografia-nino-rot

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