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lunedì 6 aprile 2020

Lo Sapevate Che: Buon Compleanno Piccolo Principe! 75 anni e non sentirli


Il 6 aprile 1943, ormai 75 anni fa, veniva pubblicato per la prima volta il celebre libro di Antoine de Saint-Exupéry

75 anni e non sentirli: ha l’età di un nonno ma non li dimostra affatto, Il Piccolo Principe, tutti i suoi anni. Divenuto un classico della letteratura non solo dell’infanzia, grazie ai molteplici livelli di lettura e alla prosa nitida capace di catturare l’interesse di più generazioni, il capolavoro di Antoine de Saint-Exupéry è stato dato per la prima volta alle stampe il 6 aprile del 1943, a New York.

Forse non tutti sanno che questa prima edizione di uno dei fiori all’occhiello della produzione letteraria d’oltralpe, inserito da Le Monde tra i 100 migliori libri del XX° secolo e considerato in assoluto il migliore libro francese del 1900 … era in realtà redatta in lingua inglese!

La storia della nascita de Il Piccolo Principe

Si è in piena IIGuerra Mondiale, infatti, e Antoine de Saint-Exupéry, attivamente impegnato nella Resistenza, si trasferisce negli USA con l’intento di coinvolgere gli americani nel conflitto. A New York frequenta l’editore Eugène Reynald e sua moglie e, nel corso di una cena con loro, lo scrittore scarabocchia il personaggio di un ragazzino su un angolo del tovagliolo. Quel disegno dai tratti abbozzati ma precisi piace molto all’editore, che gli suggerisce di servirsene per il suo prossimo romanzo.
Ed è così che vede la luce la prima bozza de Il Piccolo Principe, che sarà pubblicato in Francia solo a guerra finita, nel 1946 – quando ormai il suo autore sarà purtroppo già morto.

« On ne voit bien qu’avec le cœur. L’essentiel est invisible pour les yeux » (“Non si vede bene che con il cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”)

La trama de Il Piccolo Principe

Diviso in 27 capitoli, che Antoine de Saint-Exupéry ha impiegato 27 mesi a scrivere, Il Piccolo Principe rimane sospeso tra la favola per bambini e il discorso poetico-filosofico rivolto agli adulti.
Con le sue frasi brevi che possono facilmente divenire massime (quante volte le abbiamo ritrovate all’interno dei Baci Perugina, e non solo!), racconta la storia di un aviatore in panne che, dopo un atterraggio di fortuna nel Sahara, vi incontra, appunto, un piccolo Principe proveniente da un paese lontano. Errando di pianeta in pianeta, il Principe ha conosciuto tutte le varie specie di persone, che ben rappresentano le differenti tipologie umane, dal businessman che vuole possedere quante più stelle, al vanitoso che ascolta soltanto chi lo loda al bevitore che beve per dimenticare la vergogna dell’essere un bevitore.
Alla fine arrivato sulla Terra, si imbatte, nella sua costante ricerca di stringere amicizia, prima in una volpe, in seguito in un controllore ed un mercante, infine in un aviatore, che poi è il narratore – e anche il personaggio più evidentemente autobiografico del racconto. A lui parlerà del suo pianeta natale, della rosa di cui è innamorato e che però ha scelto di lasciare per andare ad esplorare l’universo, di quello di cui si occupava quando era ancora sul suo mondo (essenzialmente ripulire i vulcani ed estirpare i baobab prima che diventino troppo grandi).

Lo stile de Il Piccolo Principe

La scrittura di Antoine de Saint-Exupéry è sempre in bilico tra il fiabesco rivolto ai bambini e la metafora rivolta agli adulti. Per fare un esempio, il disegno “spaventoso” del pianeta de Il Piccolo Principe invaso dalle radici di tre immensi baobab, che “non si è riusciti a tagliare per tempo” può ben alludere all’invasione delle Tre Potenze dell’Asse che non si è stati in grado di arginare quando era il momento – pur rimanendo apparentemente il semplice seguito della storia di ciò che faceva il Principe sul suo pianeta d’origine.
« Toutes les grandes personnes ont d’abord été des enfants. (Mais peu d’entre elles s’en souviennent.) » (“Tutti i grandi sono stati piccoli, ma pochi di essi se ne ricordano”)
Tra le tante possibili interpretazioni che si sono sprecate sull’opera, alcuni hanno visto nella figura dell’aviatore il riflesso dello stesso autore (pilota d’aereo, cui era capitato nella realtà anche l’incidente e l’atterraggio di fortuna nel deserto libico), altri quello di un suo caro amico, il figlio di Charles Lindbergh, rimasto alla storia per aver compiuto la prima traversata aerea in solitario e senza scalo dell’Oceano Atlantico. C’è chi ha visto nella figura della “Rosa” la rappresentazione della moglie di Saint-ExupéryConsuelo, originaria de El Salvador, noto come la terra dei vulcani (e nel suo pianeta la Rosa era appunto circondata dai vulcani); altri hanno immaginato una velata critica alla fedeltà coniugale quando il Principino si perde in un campo di “altre” rose, bellissime e simili a quella di cui si era innamorato, pensando ingenuamente fosse l’unica.

«Fais de ta vie un rêve, et d’un rêve, une réalité» – (“Fai della tua vita un sogno e, di un sogno, una realtà”)

Radio, Teatro, Cinema: le varie versioni de Il Piccolo Principe

Tradotto ad oggi in ben 300 lingue, secondo solo alla Bibbia, Il Piccolo Principe ha continuato ad appassionare grandi e piccini anche grazie agli innumerevoli adattamenti che sono state fatti della sua opera, dalla prima registrazione come audiolibro nel 1954, alle varie versioni teatrali, alla prima versione cinematografica, nel 1974, realizzata da Stanley Donen, il regista di Singin’ in the Rain. Nel cast anche Gene Wilder nel ruolo della Volpe.
Ultimo in ordine di tempo, il film del 2015 de Il Piccolo Principe, per la regia di Mark Osborne, autore anche del primo Kung-fu Panda. Creato in parte ispirandosi ai disegni originari dell’opera (realizzati in acquarello all’epoca dallo stesso Saint-Exupéry) in parte in stop motion, è in realtà una rivisitazione del libro, cui rimane fedele più che altro nello spirito.
Tratta, infatti, di una ragazzina messa sotto pressione dalla madre iper-esigente, che preme perché lei abbia sempre il massimo dei risultati e possa accedere alle migliori scuole. Quasi sempre sola e schiava di rigide routine di apprendimento, la bambina scopre grazie allo strampalato vicino, un vecchio aviatore – guarda il caso -, il potere dell’immaginazione. L’aviatore le fa leggere e le racconta la storia de Il Piccolo Principe, ma lei rimane molto delusa quando scopre che nel finale il protagonista viene morso dal serpente. Mentre l’aviatore nella realtà ha un malore e viene portato in ospedale, la ragazzina penetra in casa sua e, in seguito ad un incidente, perde conoscenza entrando in un mondo alternativo popolato dai personaggi del racconto originale. Tra questi, Il Piccolo Principe che ha fatto esattamente ciò che diceva facevano “le grandi persone”: è cresciuto diventando Mr Prince e non ricordando niente del suo passato. Ovviamente aleggia il lieto fine, e la storia si conclude con il ritorno della memoria dello smemorato, la riconciliazione della ragazzina con la madre, e la visita all’aviatore in ospedale.
Premiato nel 2016 con il Cèsar per miglior film d’animazione, era stato preceduto nel 2010 da una serie tv di ben 3 stagioni, per un totale di 78 episodi, sempre ispirata dai personaggi de Il Piccolo Principe, sul genere: cosa succede dopo? Vediamo un po’ che hanno fatto i personaggi dopo la fine del libro.
Nel 2014, inoltre, Il Piccolo Principe è diventato anche un parco di attrazioni, nella regione dell’Alsazia.
Insomma, pare proprio che, nonostante i suoi 75 anniIl Piccolo Principe sia ancora in perfetta forma e non smetta di divertire – in tutti i modi possibili – grandi e piccini! Non resta che augurargli 100 di questi giorni!

« L’avenir, tu n’as pas à le prévoir, mais à le permettre » – (“Il futuro, non devi prevederlo, ma permetterlo”)
da Citadelle – 1948 – Antoine de Saint-Exupéry  

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