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domenica 18 novembre 2018

Lo Sapevate Che: Lasciate sognare i nostri ragazzi...


Ho 15 Anni e frequento il V ginnasio in un liceo marchigiano. Sono “nichilista attiva”, anzi molto attiva, perché mi chiedo spesso, pensando al futuro: fra qualche anno riuscirò a stupire la gente raccontando qualcosa di nuovo e un po' fuori dalle righe? L’unico motivo per cui mi pongo questa domanda è che mi sembra che sia già stato raccontato tutto e la mia voglia di lasciare il segno nel mondo svanirebbe. Per questo motivo mi dono attivata. Per ora lascio il mio grande sogno in un cassetto trasparente, così che possa rimanere chiaro l’obiettivo che vorrei raggiungere, e mi sto impegnando nella mia vita di nichilista attiva che caratterizza quei giovani che, pur trovandosi in un contesto nichilista come quello attuale che non negano ma riconoscono, ce la faranno. Per tutto l’anno scolastico 2017-2018 ho scritto delle piccole recensioni sul giornalino della mia scuola. Lavoro, per così dire, nel mondo del cinema e posso condividere con i miei compagni di scuola la mia passione. Inoltre, da qualche tempo, esco di casa con una piccola Canon e quello che mi colpisce lo immortalo in uno scatto. Per questo ho deciso di partecipare a un concorso del National Geographic (non che mi ritengo agli standard della famosa rivista, però mi piace l’idea di poter finalmente partecipare a qualcosa che potrebbe cambiare il mio futuro. Mi dono attrezzata e, dopo il liceo, spero che la scelta del mio futuro sia semplice. Sogno o realtà?
Letizia Maria Petracci  Letiziamariapetracci@gmail.com

Ci Sono Due tipi di sogni: quelli notturni che non dipendono da noi, e quelli diurni, detti anche “sogni a occhi aperti” che, come nel tuo caso così ben descritto, indirizzano la vita. Entrambi i sogni sono sostenuti da una forza inconscia, evidente in quelli notturni, ma non di meno in quelli diurni. E siccome nell’inconscio abita la nostra parte folle, e la follia è ben più potente dell’umana ragione, senza questa carica irrazionale nessun progetto susciterebbe una sia pur minima attrazione. Ne consegue che male fanno genitori, insegnanti ed educatori a trattare i sogni dei ragazzi come ingenuità o utopie, in nome del “sano realismo” che tanto sano non è se spegne i progetti e toglie la forza ai sogni. Per quanto riguarda il sogno notturno l’espressione in lingua italiana: “Io ho fatto un sogno” non è corretta, come lo è invece l’espressione dialettale: “Mi sono insognato”. No, infatti, non siamo gli autori del sogno notturno, per la semplice ragione che questo ci accade per cu il posto dell’Io (sogno) è preso dal Mi (accade di aver sognato). Capiamo subito che, a differenza dei sogni a occhi aperti, nel sogno notturno il soggetto non è artefice della propria vita, ma, come scrive Ludwig Binswanger, è vissuto dalla vita, e perciò diventa “funzione di vita” e non esprime, come quando è desto, una “storia di vita”. Inoltre, come avvertiva Eraclito: “ Coloro che sono desti hanno un mondo comune, mentre i dormienti si volgono ciascuno a un mondo comune. La mancanza di un mondo comune, dove bisogna fare i conti anche con gli altri, dove gli altri non sono solo i nostri simili, ma anche le regole, le leggi, le istituzioni che regolano la vita con gli altri, rende il sogno notturno onnipotente. Di questo parere era anche Freud, secondo il quale il sogno notturno soddisfa (in modo allucinatorio) i nostri desideri, che invece, nello stato di veglia, devono fare i conti con il principio di realtà che, come ci ricorda Freud: “ammonisce alla moderazione o alla pazienza”. Per vivere e realizzare se stessi, il sogno deve essere grande e carico di quella potenza che solo la follia che ci abita è in grado di conferirgli. A partire da questo sogno e sospinti dalla sua carica, si cominciano a fare sul piano di realtà quelle cose che hanno attinenza col sogno, scrivendo come fai tu articoli sul cinema, per il giornalino della scuola, girando con una macchina fotografica per imparare a riprodurre in immagine la realtà partecipando a concorsi con la consapevolezza che è difficile vincere, ma che bisogna comunque partecipare perché si possano aprire strade che ci consentono “con pazienza e moderazione” di realizzare il sogno. Senza sogni, infatti, non si è in grado neppure di individuare i percorsi idonei a realizzare quell’aspirazione segreta che se ne sta nascosta dentro di noi, e nel suo nascondiglio custodisce la nostra essenza che il sogno ci rivela. In questo senso, scriveva opportunamente Ralph Vaul  Start: “Mira in alto. Perché le stelle giacciono nascoste nella tua anima. Sogna intensamente, perché ogni sogno precede l’obiettivo.
umbertogalimberti@repubblica.it – Donna di La Repubblica – 10 novembre 2018

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