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martedì 13 novembre 2018

Lo Sapevate Che: Accadde oggi, 13 Novembre: 2015, i terribili attentati di Parigi...


Attentati di Parigi del 13 novembre 2015
Attacco suicida Strage
Sequestro ostaggi Data  13-14 novembre 2015  Luogo       Parigi e Saint-Denis
Responsabili       Abdelhamid Abaaoud, Salah Abdeslam Conseguenze
Morti         137 (inclusi 7 attentatori) Feriti368
Gli attentati di Parigi del 13 novembre 2015 sono stati una serie di attacchi terroristici di matrice islamica, sferrati da un commando armato collegato all’autoproclamato Stato Islamico, comunemente noto come ISIS, che li ha successivamente rivendicati; gli attacchi armati si sono concentrati nel I, X e XI arrondissement di Parigi e allo Stade de France, a Saint-Denis, nella regione dell’Île-de-France.
Gli attentati, avvenuti il giorno dopo la presunta morte del boia Jihadi John, ad opera di un drone americano, notizia poi confermata dallo stesso Stato Islamico il 19 gennaio 2016, sono stati compiuti da almeno dieci persone fra uomini e donne, responsabili di tre esplosioni nei pressi dello stadio e di sei sparatorie in diversi luoghi pubblici della capitale francese, tra cui la più sanguinosa è avvenuta presso il teatro Bataclan, dove sono rimaste uccise 90 persone.
Si è trattato della più cruenta aggressione in territorio francese dalla seconda guerra mondiale e del secondo più grave atto terroristico nei confini dell’Unione europea dopo gli attentati dell’11 marzo 2004 a Madrid.
Mentre gli attacchi erano ancora in corso, in un discorso televisivo il presidente francese François Hollande ha dichiarato lo stato di emergenza in tutta la Francia e annunciato la chiusura temporanea delle frontiere.
Cronologia degli eventi
21:20: 1ª esplosione davanti al ristorante Events nei pressi dell’ingresso D dello Stade de France, in zona Saint-Denis, venti minuti dopo l’inizio della partita amichevole fra le nazionali di calcio di Francia e Germania seguita, allo stadio, da 80.000 tifosi, tra i quali il presidente della Repubblica francese François Hollande. Per non aggravare la tensione, la partita prosegue; a causa dell’esplosione vi fu un morto, più l’attentatore, identificato col nome di battaglia di Ukashah Al-Iraqi;
21:25: 1ª sparatoria nei pressi dei due ristoranti Le Carillon, su Rue Alibert e Le Petit Cambodge, su Rue Bichat. Quattro terroristi (Abdelhamid Abaaoud, Chakib Akrouh, Brahim e probabilmente suo fratello minore Salah Abdeslam), a bordo di una SEAT León nera, hanno cominciato a sparare all’incrocio con i loro AK-47 consumando circa 100 proiettili, inneggiando alla Siria e all’Iraq e urlando in lingua araba: “Allahu Akbar!” (13 morti e 10 feriti gravemente);
21:30: 2ª esplosione davanti a un fast food Quick nei pressi dell’ingresso H dello Stade de France, in zona Saint-Denis (nessun morto a parte l’attentatore, identificato col nome di battaglia di Ali al-Iraqi);
21:32: 2ª sparatoria nei pressi del Café Bonne Bière e della pizzeria Casa Nostra, in Rue de la Fontaine au Roi. Durante l’assalto alla pizzeria, uno degli attentatori, probabilmente Salah Abdeslam, punta il proprio fucile d’assalto contro la studentessa Barbara Serpentinie la sua amica Sophia Bejali per ucciderle a bruciapelo, ma l’arma – a causa del termine dei proiettili o di un’inceppatura – non riesce a fare fuoco, così le due fuggono e l’attentatore si allontana dal luogo della sparatoria a bordo della SEAT León nera (5 morti e 8 feriti);
21:36: 3ª sparatoria davanti al ristorante La Belle Équipe, nei pressi di rue de Charonne, nell’XI arrondissement (21 morti e 9 feriti);
Dalle 21:40 alle 21:48: durante un concerto del gruppo rock statunitense Eagles of Death Metal, iniziato alle 20:45 e con circa 1.500 spettatori, 3 terroristi vestiti di nero (Ismaël Omar Mostefaï, Samy Amimour e Foued Mohamed-Aggad), equipaggiati di zaini porta-caricatori, AK-47, di un fucile a pompa, alcune bombe a mano e cinture esplosive, parcheggiano la loro Volkswagen Polo nera accanto al teatro Bataclan, su Boulevard Voltaire, e due minuti dopo uno dei tre manda un SMS a Mohamed Belkaid, il coordinatore principale degli attacchi rifugiato in Belgio, in cui si legge: “Siamo partiti, cominciamo”. La linea di ricezione viene immediatamente disattivata e gli assalitori gettano il cellulare in un cestino della spazzatura situato nei paraggi. Dopodiché, i terroristi irrompono nel teatro sparando contro la folla, urlando “Allahu Akbar!” e inneggiando alla Siria e all’Iraq.La prima raffica, sparata mentre la band suona il brano Kiss the Devil, provoca una decina di vittime (tra cui un addetto alla sicurezza e tre ragazzi, oltre all’addetto al merchandising del gruppo) davanti all’ingresso, ma viene in un primo istante scambiata per degli amplificatori o degli effetti pirotecnici. La seconda si dirige verso il bar e mette in fuga il leader Jesse Hughes, il chitarrista Eden Galindo, il bassista Matt McJunkins e il batterista Julian Dorio (che si era riparato dietro le strumentazioni), mentre il chitarrista Dave Catching continua ancora per qualche istante a tenere il centro del palco.Subito dopo i tre uomini si posizionano sulla platea e sparano altre diverse raffiche sugli spettatori nel giro di 20 minuti.I presenti, terrorizzati dalle esplosioni delle granate, tentano, con l’aiuto dei buttafuori, di evacuare il locale attraverso porte di sicurezza e finestre laterali, mentre il resto dei membri della band riesce a sopravvivere all’irruzione degli attentatori scappando da un’uscita dietro le quinte, per poi rifugiarsi in una stazione di polizia. Altre 50 persone scappano sul tetto, altre ancora si rifugiano nei bagni pubblici e nei camerini. Un giornalista di Le Monde che abita al lato del teatro a Saint-Pierre Amelot, si affaccia alla finestra del suo appartamento e riprende con uno smartphone gli spettatori che fuggono attraverso le uscite di sicurezza del Bataclan. Durante la carneficina, gli attentatori, mentre cominciano a sequestrare le persone presenti, iniziano anche a fucilare e uccidere numerosi ostaggi riversi per terra, intenti a fingersi morti;
21:43: 3ª esplosione, 1 terrorista, identificato come Brahim (fratello maggiore di Salah), esce dalla SEAT León nera e si fa esplodere nella caffetteria Comptoir Voltaire nei pressi del teatro Bataclan, su Boulevard Voltaire (nessun morto oltre all’attentatore, 15 feriti);
21:53: 4ª esplosione presso un McDonald’s situato a circa 400 metri dallo Stade de France, in zona Saint-Denis (nessun morto oltre all’attentatore Bilal Hadfi, 11 feriti gravi);
22:00: allertato degli attacchi, un sovrintendente capo, scortato da un suo collega, irrompe per primo al piano terra del teatro, si ritrova faccia a faccia con uno dei terroristi posizionato a sinistra del palco, che tiene sotto tiro uno degli ostaggi e lo uccidono mentre il giubbotto esplosivo che indossava detona prima di crollare a terra.
22:09: giungono all’esterno del Bataclan le prime squadre della Brigade de Recherche et d’Intervention, un corpo speciale della polizia francese, equipaggiate con elmetti dotati di visiera antiproiettile, passamontagna, giubbotti antiproiettile e fucili d’assalto. Un gruppo di 5 poliziotti appostati in un angolo accanto al teatro tra Voltaire Boulevard e Saint-Pierre Amelot, viene accolto da una raffica di fucile Kalashnikov da uno dei terroristi, riuscendo però a sfuggire alle pallottole.
22:15: intervengono altri 60 poliziotti della B.R.I. e gli ufficiali tentano di organizzare un’irruzione all’interno del teatro sotto il fuoco dei terroristi per soccorrere i superstiti. Nel frattempo, un totale di 430 pompieri della Brigade de sapeurs-pompiers de Paris, al comando del generale Philippe Boutinaud, viene mobilitato in tutta la città con 21 squadre di paramedici a bordo di 125 camion per prestare i primi soccorsi alle vittime;
22:30: il presidente Hollande lascia sotto scorta lo Stade de France, per motivi di sicurezza;
22:45: intorno a quest’ora, intervengono sul luogo anche 10 agenti della Recherche, assistance, intervention, dissuasion, un altro corpo speciale della polizia di frontiera comandato dal controllore generale Jean-Michel Fauvergue, che si appostano all’esterno del piano terra del Bataclan allo scopo di proteggere i poliziotti della B.R.I. in caso di necessità;
23:00: una trentina di poliziotti della B.R.I., a gruppi di due, raggiunge la platea attraverso due scale posizionate sulla balconata del teatro, mentre gli spettatori sopravvissuti escono dai loro nascondigli lasciando silenziosamente il luogo dell’attentato;
23:15: gli agenti, continuando la bonifica del piano superiore, trovano due terroristi e un gruppo di 60-100 ostaggi rifugiati in una stanza situata nell’ala ovest del teatro;
23:27: i terroristi, attraverso il cellulare di uno degli ostaggi, minacciano i poliziotti e il negoziatore Pascal (già noto per aver diretto le trattative con Amedy Coulibaly durante il sequestro del supermercato ebraico Hypercacher del precedente 9 gennaio) di decapitare gli spettatori se il resto degli agenti non abbandonerà il teatro. Nei successivi 50 minuti e nelle altre quattro chiamate, i terroristi rifiutano di negoziare, ma le chiamate fanno guadagnare il tempo necessario alla polizia per organizzare un’operazione atta a soccorrere gli ostaggi;
23:37: viene attivato il piano “Rosso Alfa”, previsto per portare soccorso in modo coordinato a un numero elevato di vittime in caso di attentati multipli;
23:53: il presidente Hollande, abbandonato definitivamente lo Stade de France, appare in diretta TV e dichiara ufficialmente in un discorso lo stato di emergenza in tutto il paese e la temporanea chiusura delle frontiere;
23:55: il governo francese si riunisce in un consiglio dei ministri straordinario;
00:00: intorno a quest’ora i tifosi abbandonano completamente lo Stade de France cantando l’inno nazionale francese La Marseillaise in segno di solidarietà;
Dalle 00:18 alle 00:23: dopo circa un’ora di negoziazioni e il successivo rilascio di 5 ostaggi, il commissario Christophe Molmy, comandante supremo della B.R.I., e il suo vice George Salinas ordinano via radio di iniziare un raid al teatro Bataclan. Nel corso dell’irruzione nel corridoio, Mostefaï e Aggad usano gli ostaggi come scudi umani e aprono il fuoco contro gli agenti armati di scudi balistici, ferendo uno di loro alla mano sinistra mentre il resto dei poliziotti, sotto il comando di un capitano identificato con lo pseudonimo di “Jeremy”, lanciano granate flash bang e fumogene. Durante i cinque minuti di combattimento, gli agenti raggiungono la fine del corridoio e un poliziotto armato di G36C spara ferendo a morte Aggad, provocando l’innesco della cintura esplosiva e l’uccisione di lui stesso.
Poco dopo, Mostefaï, stordito dall’esplosione, viene infine freddato da un agente della seconda colonna nel vano tentativo di afferrare il detonatore per farsi saltare in aria. Dopodiché il resto degli ostaggi sopravvissuti vengono immediatamente allontanati dal luogo della carneficina e soccorsi dalle ambulanze;
00:58: termina ufficialmente il raid nel locale e i poliziotti della B.R.I. e della R.A.I.D. fanno ritorno nelle loro caserme. Minuti dopo, intervengono nella capitale anche diversi reggimenti dell’esercito francese incaricati di pattugliare e mettere in sicurezza le strade.
90 persone in totale hanno perso la vita nel Bataclan; 
01:00: l’ISIS rivendica ufficialmente, tramite Twitter, gli attacchi alla capitale francese ed esulta, minacciando di colpire anche Washington D.C., Londra e Roma. Contemporaneamente, le luci della Torre Eiffel vengono spente come è regolare in questo orario, dopodiché saranno costantemente spente per tutto il giorno seguente in segno di lutto;
01:20: Hollande e il premier Valls si recano al Bataclan a portare la loro solidarietà. Dopodiché tornano al Ministero dell’Interno per continuare a seguire gli sviluppi;
10:53: il presidente Hollande, in diretta dal Palazzo dell’Eliseo, fa un discorso ufficiale alla nazione e al mondo intero, dichiarando che la Francia sarà spietata nei confronti dello Stato Islamico e condanna gli attacchi definendoli un “atto di barbarie assoluta”.
https://www.verdeazzurronotizie.it/accadde-oggi-13-novembre-2015-i-terribili-attentati-di-parigi/

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