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sabato 22 febbraio 2014

Lo Sapevate Che: Si Può Fare.....


Il Merito Non Paga E Tutti Si Fermano

L’analisi dei dati sul numero e sulle retribuzioni dei dirigenti pubblici suscita più domande che commenti ed indica la necessità di maggiori informazioni, ora che la trasparenza sulle retribuzioni è diventato un obbligo. A stare alle cifre elaborate sui dati della Corte dei Conti, nella pubblica Amministrazione ci sarebbe in media un dirigente ogni 14 impiegati. Un rapporto basso, specie se si tiene conto che è una media, sicché ci sarebbero dirigenti con meno impiegati da dirigere. Ma se si esclude il Servizio Sanitario Nazionale, allora le cifre si aggiustano e il rapporto passa a 58 impiegati per ogni dirigente. In effetti è il Servizio Sanitario Nazionale che appare fuori linea, con 135mila dirigenti contro 547mila lavoratori, ossia un dirigente ogni 4 lavoratori. Ma qui è il personale medico che fa la differenza e il comparto non può essere confrontato con gli altri settori pubblici.
Le Retribuzioni In Media nel settore pubblico non appaiono esagerate, ma ci sono molte differenze tra i settori. Se si esclude il Sistema Sanitario Nazionale, i dirigenti guadagnano 91mila euro lordi all’anno e gli impiegati 29mila euro. La distanza è elevata (i dirigenti guadagnano oltre il triplo degli altri dipendenti), ma ciò sta a indicare che gli impiegati pubblici guadagnano poco, più che i dirigenti guadagnano troppo. In effetti, dopp anni di blocco delle retribuzioni nel pubblico impiego non poteva che essere così. Piuttosto vi sono differenze marcate da comparto a comparto. Tra gli impiegati, spiccano quelli della Presidenza del Consiglio che guadagnano in media 69mila euro lordi all’anno, mentre negli altri comparti la retribuzione oscilla attorno ai 30mila l’anno. Fra i dirigenti, i meglio pagati sono quelli negli enti di ricerca (272mila euro l’anno) e quelli ancora della Presidenza del Consiglio (170mila euro l’anno). I peggio pagati sono quelli della scuola (77mila euro l’anno). La scuola è il comparto che più soffre in termini di retribuzioni. Non solo i dirigenti sono i meno pagati, ma anche l’altro personale ha remunerazioni ridotte (28mila euro all’anno in media). E questo la dice lunga su come lo Stato italiano considera il nostro sistema di istruzione. Un Paese che non remunera gli insegnanti è un Paese che non prepara il suo futuro ma pensa solo al suo passato.
Il Settore Pubblico Non Sembra avere una politica della remunerazione dei propri dipendenti. La valutazione del merito è lasciata a leggi e normative e nessuno si assume la responsabilità di attribuire remunerazioni sulla base dei risultati. Il ruolo del sindacato è preponderante nella determinazione delle retribuzioni anche sei singoli, con il risultato di un generale appiattimento sia verso il basso che verso l’alto. L’aver fissato un tetto alle retribuzioni dei dirigenti, invece di servire a contenere le retribuzioni finisce per far addensare verso tale tetto tutte le posizioni apicali, senza più alcuna distinzione e senza nessuna capacità di responsabilizzazione.
E’ Così Che Le Differenze di remunerazione finiscono per realizzarsi, non attraverso la paga, ma attraverso la prestazione. A stessa retribuzione può corrispondere un minore o un maggiore impegno di lavoro (o per unità di impegno se fosse possibile da determinare) varia moltissimo a seconda della coscienza e, quindi, dell’impegno del singolo lavoratore. Senza poi contare le differenze di retribuzione (o meglio di guadagno) che sono costituite dagli elementi accessori, costituiti da incarichi più o meno retribuiti. Da elementi accessori, da rendite di posizione e da capacità di maggiore o minore influenza. Con il che il sistema delle retribuzioni rischia di diventare davvero opaco, senza che nessuna operazione di trasparenza possa valere. Sarebbe il caso di tornare a dare un po’ più di responsabilità ai singoli, facendo della retribuzione il vero elemento di distinzione delle capacità e dell’impegno individuale.

Innocenzo Cipolletta – L’Espresso – 20 febbraio 2014 

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