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sabato 29 settembre 2012

Lo Sapevate Che: Quel Delfino Che Lascia A Bocca Aperta


Quel Delfino Che Ci Lascia A Bocca Aperta:
Ama Stare In Compagnia

I delfini hanno la capacità di scegliere le compagnie seguendo atteggiamenti culturali, vere e proprie “mode”: lo dice un nuovo studio pubblicato questo mese su Nature Communications dalla biologa comportamentale Janet Mann della Georgetown University di Washington. Consultando 22 anni di osservazioni di delfini della Shark Bay australiana, la scienziata ha scoperto che i delfini che, per saggiare i fondali marini sabbiosi in cerca di cibo, adornano il proprio muso con spugne marine, desiderano la compagnia solo di delfini che hanno la stessa abitudine. Prima dello studio di Janet Mann, si riteneva che questi delfini fossero solitari. Ma la biologa ha trovato che 28 delfine caratterizzate da questo sistema di caccia sul fondale hanno formato gruppi ben saldi. La socialità e l’accettazione dei propri simili sono elementi fondamentali per la sopravvivenza dei delfini, soprattutto per quelli che prima o poi si trovano a interagire con gli umani. Sono frequenti, purtroppo, le storie di delfini solitari che, innamoratisi della compagnia umana, stabiliscono un rapporto che li espone a rischi e pericoli come quelli affrontati dal delfino Filippo, attrazione del golfo di Manfredonia (Puglia) tra il 1997 e il 20004.
La sua vicenda è rievocata in Jack il delfino e altre storie di mare (ed. Devecchi, pp.256, euro 12,90) di Marco Affronte. Responsabile scientifico fino al 2011 della Fondazione Cetacea di Riccione. Filippo amava accompagnare le imbarcazioni dei pescatori saltando sull’onda di prua e nuotando sulla scia dell’elica, e nel 1998 stabilì la propria dimora nel porto di Manfredonia. Il continuo contatto con gli uomini fece perdere a Filippo ogni prudenza (a Filippo veniva naturale trattare gli uomini come se fossero dei delfini, e quindi non risparmiando loro strattoni e morsi) fino a quando un’ordinanza della Capitaneria di Porto non fece chiarezza sui comportamenti da tenere con Filippo: non fare il bagno insieme, non toccarlo, non fotografarlo, non offrirgli cibo. Nell’agosto 2004 Filippo morì per ferite attribuibili all’elica di una barca o all’esplosione degli ordigni per la pesca illegale.
Giuliano Aluffi – Venerdì di Repubblica 31-8-12

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