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martedì 18 settembre 2012

Lo Sapevate che: Le Donne Dell'Est...




Le Donne Dell’Est In Fuga Da Damasco

Serbe, Ucraine, Polacche….i governi le stanno rimpatriando in tutta fretta, per sottrarle al DRAMMA che si sta consumando in Siria, solo Mosca non si è mossa. Nella speranza che Assad resti in sella.

Damasco. Il 3 agosto un vettore della Jat, la compagnia di bandiera serba, è atterrato all’aeroporto Nikola Tesla di Belgrado, proveniente da Damasco. Non era un normale volo di linea. Le 40 persone a bordo erano tutte donne, tutte serbe, tutte evacuate dalla Siria. Si trovavano nella zona di Aleppo, teatro in queste settimane di violenti scontri tra ribelli e forze leali al presidente Bashar al Assad, i due campi che si oppongono nella guerra civile.
Stessa scena, negli stessi giorni, a Bucarest e Kiew. Le autorità romene hanno riportato a casa diverse concittadine, mentre i media ucraini hanno dato conto di due diverse operazioni che hanno visto rientrare 250 sfollate, alcune con i figli. Tra le passeggere c’erano pure delle polacche: Varsavia, senza più personale diplomatico in Siria, si è appoggiata logisticamente all’esecutivo ucraino e alla sua ambasciata a Damasco, ancora operativa. Le mobilitazioni contemporanee di questi governi sono una delle tante sfaccettature del dramma umanitario in corso in Siria. Nel paese arabo vivono migliaia di donne dell’Est. Una prima generazione giunse negli anni 60 e 70. Conobbero i giovani siriani, che all’epoca si laureavano nelle università dell’Europa comunista, e se ne innamorarono. Li sposarono e li seguirono. I soggiorni di quegli studenti erano garantiti dai Paesi ospitanti. Sia l’Urss e il blocco filo-sovietico, sia la Jugoslavia, cofondatrice del Movimento dei non allineati, ritenevano che formando nei propri atenei ragazzi africani e arabi, asiatici e sudamericani, avrebbero guadagnato punti in termini di influenza internazionale. Negli anni 90 il collasso dell’Urss, con i suoi gravi contraccolpi economici, determinò l’arrivo di altre donne dall’Est. Russe, in particolare. Sposarsi all’estero, Siria inclusa, era un’exit strategy dalla povertà.
Le russe, tra le donne dell’Est, sono nettamente le più numerose. Almeno ventimila, secondo le stime. Loro però non hanno modo di fuggire dalla guerra: Mosca non le sta evacuando. Vuoi perché l’impegno economico sarebbe troppo oneroso, vuoi perché spera fino alla fine che Assad, il suo principale alleato in Medio Oriente, resti in sella. Non tutte le donne dell’Est hanno accettato di fuggire: restano con i mariti, auspicando che gli equilibri non cambino. I loro uomini appoggiano il regime dai tempi di Hafez, dell’attuale presidente. Vantano posizioni importanti nella
burocrazia. E i più appartengono alla minoranza alawita, la stessa degli Assad. Se dovesse prevalere l’insurrezione, a “trazione” sunnita, perderebbero privilegi e potere.
Matteo Tacconi – Venerdì di Repubblica 31-8-12

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