Trattato Di Schengen trattato di Dublino, trattato di
Lisbona, la Banca centrale che amministra l’euro e arriva dovunque in tutto il
mondo. Sembrerebbe un continente formidabile, il più ricco, il più avanzato
civilmente e socialmente. Invece no, tutto sbagliato: è un continente a pezzi,
ogni Paese dissente dagli altri; su una sola cosa i 28 governanti degli Stati
nazionali sono d’accordo: non vogliono rinunciare affatto alle loro autonomie
nazionali. Litigano di tutto e vogliono continuare a litigare. Così è ridotta
la miseranda Europa invasa da un ondata di immigrazione proveniente dall’Africa
del Medio Oriente affrontando i viaggi della morte e andando a sbattere, quando,
quando arrivano i vivi, su muraglie e reticolati. Durerà per anni e anni
quell’immigrazione, c’è chi parla di mezzo secolo e chi d’un secolo intero.
Esiste Un Modo per sorpassare questa sofferenza generale, aggravata
dall’orribile terrorismo dell’Is che colpisce ovunque nel mondo ma in particolare
in Oriente e in Europa? Il modo è triplice: bonificare i Paesi dai quali parte
l’emigrazione, aiutarli e svilupparsi economicamente, e soprattutto sgominare
l’Is e puntare in Europa sulla cultura comune che dovrebbe aiutarci a superare
le baruffe interne e risvegliare la crescita di quella patria europea che per
ora – salvo pochi idealisti – non esiste affatto. Gli euroscettici si domandano
se esiste una cultura comune e dal loro punto di vista rispondono di no: la
storia è diversa, il linguaggio è diverso, le opinioni pubbliche sono diverse;
le Nazioni sono ancora le sole e fragili patrie perché predomina l’individuo e
i suoi interessi. Tutto il resto è indifferente. Sviluppare Una Cultura comune è dunque un punto
fondamentale, una sorta di premessa affinché la patria europea prenda corpo. Ma
esiste una cultura europea su cui puntare, un arte comune, un comune costume?
Si studiano nelle scuole questi temi? Si vive nel turismo culturale, nella
diffusione del pensiero, in tutto ciò che crea l’appartenenza e la cittadinanza
europea?(..).Vogliamo Fare L’Inventario di quei fiori? L’arte per prima:
l’architettura romanica e poi bizantina, gotica, rinascimentale, barocca,
romantica, moderna. E così la pittura e così la musica hanno arricchito
l’Europa intera e ne rappresentano la storia comune. Altrettanto è avvenuto con
la scienza che si è diffusa velocemente in tutta l’Europa e poi nel mondo
intero. Più lentamente è avvenuto con la poesia, le letteratura, la filosofia,
il romanzo, ma anche queste forme del pensiero sono state quanto mai essenziali
per creare l’appartenenza. Infine La Religione, il cristianesimo, soprattutto
nel primo millennio dopo il crollo dell’Impero romano. Bisognerà approfondire
questi elementi che serviranno a far nascere l’Europa politica, La cultura in
tutte le sue forme è il tema dominante del presente e del prossimo futuro.
Questo tema e le personalità che con le opere e le loro capacità creative sono
state protagoniste nel corso dei secoli, sono gli strumenti per risvegliare i
popoli europei dal sonno dell’indifferenza e dagli egoismi in cui sono caduti.
L’obiettivo è la nascita dell’opinione pubblica europea, d’una classe dirigente
all’altezza del compito, le istituzioni confacenti e comuni valori di libertà ,
giustizia sociale, appartenenza alla patria europea della quale siamo
cittadini.
Eugenio Scalfari – Il vetro soffiato www.lespresso.it - 4 febbraio 2016 -
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