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venerdì 26 febbraio 2016

Lo Sapevate Che: Delitto di Stato silenzio di Stato...



Delitto Di Stato. Non c’è altro modo per definirlo. Reticenze, disinformazione, depistaggi ci raccontano – se solo si vuol vedere – che la morte di Giulio Regene, scomparso al Cairo il 25 gennaio, è un delitto di Stato. Per quanto si sia provato a cancellarla, la firma porta al regime egiziano. Alleato dell’Italia e dello schieramento occidentale. Potenza influente nell’infernale scacchiere mediorientale, baluardo armato contro il fondamentalismo islamico e l’espansione del Califfato del terrore. Un incrocio torbido di interessi e convenienze da rendere quell’omicidio ancor più odioso, se possibile. Ricapitoliamo. Un giovane di 28 anni, ricercatore presso un’università inglese, torturato in modo orrendo e poi ucciso. Il corpo fatto ritrovare, dopo giorni di mistero, in simbolica coincidenza con la visita del nostro ministro Federico Guidi, titolare dello sviluppo economico, accompagnata in Egitto da una delegazione di investitori  e imprenditori italiani. Sei messaggi criptici mediorientali hanno un senso, l’Italia è stata dunque sfidata due volte. La prima con il sequestro e l’uccisione di Giulio. La seconda con la restituzione di un evento bilanciato ufficiale. L’intelligence italiana sta provando a ricostruire il significato di questa barbarie. (..). “Giulio E’ Stato Ucciso in circostanze ancora da chiarire”, ha dichiarato il nostro premier. “Non ci accontentiamo di ricostruzioni facili o di verità di comodo”, ha ribadito il ministro degli Esteri Paolo Gentilini.  Su questioni meno rilevanti Renzi ha mostrato maggior coraggio. Stavolta no. (..). Defilata anche l’Unione europea che pure guarda alla vicina Libia come area di interesse strategico, mentre si avvicina l’intervento per impedire il radicamento e l’espansione delle bande assassine del Califfo. (..). L’Orgoglio Nazionale e i principi europei passano in secondo piano. Il regime egiziano è intoccabile, forte del suo esercito e del fiume di dollari, oltre un miliardo all’anno, versato dagli Stati Uniti per tenerlo all’erta. Dal Cairo filtrano ricostruzioni interessate. Per nulla attendibili. Se nei primissimi giorni si è tentato di derubricare – senza successo, per fortuna – la morte di Regeni a un caso criminale, si è poi spostato il tiro sullo spionaggio. Ecco dunque lo studente modello, il ricercatore appassionato, l’acuto analista trasformarsi in uno 007 a sua insaputa. Con la famiglia, distrutta dal dolore, costretta a ribadire una verità spia. Dicono infatti che le sue informazioni sulla dissidenza e sui sindacati trasmesse all’università di Cambridge, dove stava completando il dottorato, sono state “vendute” per scopi oscuri. Dicono tante cose dal Cairo, ma è evidente che si preferisce sopire anziché sapere. Le spie non si uccidono; si scambiano. Ma questo non è il film di Spielberg. Siamo in Egitto, buon alleato dell’Italia. Dove uno studente ha provato a documentare in modo scientifico la repressione del dissenso e delle lotte operaie. Per questo torturato a morte. E ucciso una seconda volta dal silenzio di Stato.
Luigi Vicinanza – www.lespresso.it - @vicinanzal – L’Espresso – 25 febbraio 2016

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