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sabato 18 gennaio 2020

Lo Sapevate Che: Renato Guttuso muore 32 anni fa: un libro e un film raccontano l’uomo e l’artista


Renato Guttuso muore a Roma nel 1987. Trent’anni dopo, due mostre, un libro e un film documentario ricordano l’arte sociale e profondamente politica del maestro di Bagheria.
Renato Guttuso muore a Roma il 18 gennaio del 1987. Questo pittore “sfrenato”, come lo aveva definito l'amico Marino Mazzacurati, è stato uno degli esponenti più importanti della pittura neorealista italiana e, con le tematiche fortemente sociali e politiche ha accompagnato l'Italia dalla fine della guerra fino agli anni Ottanta. Nato a Bagheria, porterà sempre nel cuore e nella sua arte la sua terra natale, tanto che Leonardo Sciascia scrisse su di lui che “qualunque cosa volle dipingere dipinse sempre la Sicilia”.
L'arte sociale e la politica: Crocifissione
L'arte di Guttuso fu, per precisa definizione dello stesso, un'arte “sociale”. Ancor più un'arte politica, che inizia con quadri come “Fucilazione in Campagna”, del 1937, “La Spiaggia”, del 1955, e “Carretti a Bagheria”, del '56. Un'arte di denuncia, che negli anni della guerra racconterà l'orrore e la tragedia umana, e successivamente si porrà come baluardo anche di un'esperienza politica fortemente significativa.

Uno degli esempi più famosi e importanti di cosa sia stata l'arte di Guttuso è senz'altro “Crocifissione”: presentata nel 1942 in occasione del Premio Bergamo, questa tela è forse la più rappresentativa dell'idea stessa di arte che Guttuso sosteneva, che gli attira anche non poche critiche da parte della Chiesa e del fascismo.

Un'arte ovviamente non finalizzata a se stessa, ma che attraverso un soggetto fortemente simbolico (in questo caso l'episodio biblico della Crocifissione di Gesù) trasforma il messaggio in un messaggio universale. Nel quadro di Guttuso è l'intera umanità che è appesa sulla croce, ci sono “tutti coloro che subiscono oltraggio, carcere, supplizio per le loro idee”, tutti quei soggetti che non cesseranno mai di rivivere nei suoi quadri, anche quando (solo allegoricamente) Guttuso dipingerà nature morte, le case della sua terra natale o gli squarci del golfo di Palermo.

Trent'anni dopo: le mostre, un libro e un film
È soprattutto la Sicilia a rendere omaggio all'arte di Renato Guttuso. Il primo e più importante omaggio è senz'altro quello della Villa Cattolica di Bagheria, città natale dell'artista, che dopo un anno e mezzo ha riaperto le sale del Museo Guttuso, fondato nel 1990.

Inoltre, fino al 26 marzo 2017 anche Palermo ricorderà Guttuso con un'importante esposizione, già ospitata a Pavia nelle Scuderie del Castello Visconteo lo scorso inverno, dal titolo “La forza delle cose”. Nata da una speciale collaborazione con gli Archivi Guttuso, che da anni lavora per tutelare e promuovere l'arte del maestro di Bagheria, la mostra riporta in Sicilia ben 47 nature morte, che ripercorrono il suo intero percorso artistico, grazie ad importanti prestiti da musei come il il MART di Trento e Rovereto, la Fondazione Magnani Rocca, i Civici Musei di Udine, il Museo Guttuso, la Fondazione Pellin e alcune importanti collezioni private.

Ma non soltanto i musei e le gallerie d'arte dedicheranno il 2017 a Renato Guttuso: il 18 gennaio, arriva in libreria "Ritratti d'artista. Renato Guttuso raccontato da poeti e scrittori", dove sono riunite per la prima volta in assoluto le voci di scrittori come Corrado Alvaro, Stefano D'Arrigo, Carlo Levi, Elsa Morante e Pablo Neruda, solo per citarne alcuni, che raccontano Guttuso come artista, come intellettuale ma anche e soprattutto come uomo. Ma il filo rosso che collega il maestro di Bagheria alla scrittura è doppio: il libro racconta anche la passione smisurata di Guttuso per la letteratura, e il modo in cui essa è entrata nella sua arte. Molti sono stati infatti i grandi capolavori illustrati dall'artista: "La Divina Commedia", "I promessi sposi", "I malavoglia", ma anche i "Poemi" di Majakòvskij e "Lianto por Ignacio" di Federico Garcia Lorca.

Ritratti D’Artista
L'uscita del libro sarà accompagnata dal film documentario "La vita è arte. Renato Guttuso e il suo tempo": si tratta dell'ultima intervista che l'artista rilasciò a Giancarlo Bocchi, pochi mesi prima di morire. Sequenze inedite, pellicole mai viste prima in cui Guttuso compare al fianco di Pablo Picasso e Karel Appel, o durante il suo viaggio in Russia per ricevere il Premio Lenin per la pace.

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